Argomento : blog - teoria e prassi

Sto seguendo questa cosa dell’influenza dei polli da prima dell’estate, e trovo incredibile il downplaying che si sta facendo in Italia sia da parte del governo che della stampa. Le notizie che si leggono (all’estero) sono più che preoccupanti e, a mio avviso, da non sottovalutare.

Cominciava così un vecchio post di brodo primordiale che, giusto prima dei link utili, si concludeva con:

Io vi consiglio di prenderne [di Tamiflu] un bel po’ all’estero, almeno fino a che si riesce a trovarlo. Costa caro ma better safe than sorry.

Il tono sprezzante (trovava "incredibile"), l’anglicismo inutile e provinciale (downplaying, uau), il riferimento a misteriose fonti informative straniere (il sito del NYT?), tutto per introdurre una solenne pisquanata.
Il blog a volte è meglio dei giornali, a volte molto peggio.

Argomento : politico

Andrò a votare e voterò no.
Ma non per salvare la costituzione. L’han scritta sessant’anni fa, non mi pare un dramma che ogni tanto venga aggiornata. La riduzione del numero dei parlamentari, per esempio, non mi dispiace.
Vado a votare e voterò no per dare il mio piccolo contributo a che Berlusca si levi finalmente dai santissimi. Potrebbe essere l’occasione giusta.

Argomento : visto si stampi

Contrariamente a piattaforme più redistributive, Superciuk intendeva “togliere ai poveri per dare ai ricchi”. Questi ultimi, argomentava il Nostro, sollevati dalla quotidiana lotta per i bisogni essenziali, possono elevarsi spiritualmente e culturalmente. Essere, in sostanza, migliori.
In poche ore sono arrivate una conferma e una smentita.
La conferma: Bill Gates riordina le proprie priorità e fra un po’ si dedicherà esclusivamente alla filantropia.
La smentita: hanno arrestato Vittorio Emanuele di Savoia. Si dedicava, pare, al reclutamento di prostitute e altri tramacci.

Argomento : vita

I primi che ricordo sono stati quelli del ’70. Causa il fuso si giocava tardi, la regola ”a letto dopo Carosello” a casa veniva applicata senza eccezioni, e di Italia Germania 4 a 3 ne so solo per sentito dire. La finale l’hanno fatta a ora di cena e “c’ero”. Ma, sarà che si è perso, non se l’è mai filata nessuno.
Quattro anni dopo gli zii avevano comprato una delle prime tv a colori, non saprei se PAL o SECAM, e i mondiali li ho visti da loro. Tele Capodistria aveva un telecronista molto compassato anche di fronte alle azioni per noi più entusiasmanti, tale Sergio Tauciar. Col cugino più giovane lo abbiamo imitato per anni.
Del ’78 non ricordo le partite, ma il supplente di filosofia, ex sessantottino più tardi passato a Forza Italia, dirci che gli piaceva quel clima di popolo, che salivi le scale del condominio e sentivi tutti sintonizzati sulla partita.
Lavoravo per mettere assieme qualche lira, in quel periodo, e Italia Brasile ’82 l’ho vista in centro davanti alla vetrina di un negozio di elettrodomestici. Ancora qualche anno e il negozio si sarebbe riconvertito: intimo. Indimenticabile la finale e la festa che ne è seguita.
Nell’estate dell’86 ero in caserma, pochi giorni e sarebbe arrivato il congedo.
La cosa più memorabile dell’edizione ’90 è stata la canzone di Gianna. E gli insulti di Maradona al pubblico che lo fischiava.
Nel ’94 mi sarei sposato. Di quei mondiali ho visto un paio di partite sul divano a casa della promessa. Poco dopo gli inni nazionali e le prime schermaglie a centrocampo si passava, diciamo, ad altro.
C’era un acquazzone sulla città, quel giorno del giugno ’98. Strade vuote, spazzolati tutti i risparmi, acceso un mutuo, stavamo andando a versare la caparra per l’appartamento. Sarei riuscito ad arrivare a casa per il secondo tempo di Italia Austria. Partita mediocre.
Nel 2002 l’arbitro Moreno ha combinato le sue malefatte in orario ufficio. I risultati si seguivano via internet.

Stasera spero che vinca il Ghana.