I primi che ricordo sono stati quelli del ’70. Causa il fuso si giocava tardi, la regola ”a letto dopo Carosello” a casa veniva applicata senza eccezioni, e di Italia Germania 4 a 3 ne so solo per sentito dire. La finale l’hanno fatta a ora di cena e “c’ero”. Ma, sarà che si è perso, non se l’è mai filata nessuno.
Quattro anni dopo gli zii avevano comprato una delle prime tv a colori, non saprei se PAL o SECAM, e i mondiali li ho visti da loro. Tele Capodistria aveva un telecronista molto compassato anche di fronte alle azioni per noi più entusiasmanti, tale Sergio Tauciar. Col cugino più giovane lo abbiamo imitato per anni.
Del ’78 non ricordo le partite, ma il supplente di filosofia, ex sessantottino più tardi passato a Forza Italia, dirci che gli piaceva quel clima di popolo, che salivi le scale del condominio e sentivi tutti sintonizzati sulla partita.
Lavoravo per mettere assieme qualche lira, in quel periodo, e Italia Brasile ’82 l’ho vista in centro davanti alla vetrina di un negozio di elettrodomestici. Ancora qualche anno e il negozio si sarebbe riconvertito: intimo. Indimenticabile la finale e la festa che ne è seguita.
Nell’estate dell’86 ero in caserma, pochi giorni e sarebbe arrivato il congedo.
La cosa più memorabile dell’edizione ’90 è stata la canzone di Gianna. E gli insulti di Maradona al pubblico che lo fischiava.
Nel ’94 mi sarei sposato. Di quei mondiali ho visto un paio di partite sul divano a casa della promessa. Poco dopo gli inni nazionali e le prime schermaglie a centrocampo si passava, diciamo, ad altro.
C’era un acquazzone sulla città, quel giorno del giugno ’98. Strade vuote, spazzolati tutti i risparmi, acceso un mutuo, stavamo andando a versare la caparra per l’appartamento. Sarei riuscito ad arrivare a casa per il secondo tempo di Italia Austria. Partita mediocre.
Nel 2002 l’arbitro Moreno ha combinato le sue malefatte in orario ufficio. I risultati si seguivano via internet.
Stasera spero che vinca il Ghana.