Il parere (di un lettore dilettante): lo shock dell’Undici Settembre attraverso lo spaesamento del piccolo gruppo familiare e amicale centrato attorno a Lianne e Keith, separatisi un anno prima. DeLillo è un maestro nel seguire i suoi personaggi, persi nei loro pensieri tra apatia e qualche reazione aggressiva, nel mostrare le scene dai diversi punti di vista, nel rendere vite divise, famiglia, lavoro, i passatempi. Un romanzo triste e coinvolgente. Solo una parte sembra posticcia: quella del terrorista Hammad, visto nelle tappe del suo avvicinarsi al momento fatale, mentre i personaggi newyorkesi, nel resto del libro, provano ad allontanarsi.
Voto: 8.
Frase: Cerca di capire, le aveva detto.
Perché in definitiva cos’altro c’era da dire? Keith aveva osservato la luce defluire dal suo volto. Era l’antica dissoluzione sempre in agguato, che adesso giungeva nella sua vita inevitabilmente e per l’ennesima volta, una ferita non meno dolorosa per il fatto di essere annunciata. (pag. 160)
Particolarmente consigliato a chi: non ama i giochi di carte, si sentirà nel giusto (è il poker ad essere chiamato in causa, ma interpretazioni estensive non sono vietate).
20 ottobre 2008
Argomento : letture

