Le elezioni di quest’anno erano tutte attorno alla perdita della maggioranza assoluta della Südtiroler Vokspartei (SVP, pron: es-fau-pé): sarebbe accaduto o no?
Prima di scrivere com’è finita, però, occorre fare una premessa: nell’Alto Adige Südtirol la distinzione politica fondamentale è tra partiti "italiani" (che tendenzialmente dovrebbero rappresentare un terzo scarso della popolazione) e partiti "tedeschi" (che si rivolgono ai restanti due terzi e più). A complicare il quadro ci sono le liste interetniche. Una, i Verdi Grüne Vèrc, lo è istituzionalmente, dai tempi di Alexander Langer, un’altra, la Lega Nord Südtirol, ha una vocazione interetnica molto più recente e wannabe. E poi, anche se non si può dire, e a prima vista non sembrerebbe, c’è un’altra lista interetnica: la SVP che da anni draga voti, non moltissimi, ma ci sono, fra il gruppo italiano. Perché succede? Mah, il land è abbastanza ben governato, i rifiuti sono tolti dalle strade e, per essere tedeschi, quelli della SVP sembrano a un tot di italiani – particolarmente nei ceti benestanti – assolutamente votabili e comunque una buona polizza di assicurazione contro la destra germanofona di stampo haideriano.
Com’è finita? Che la SVP la maggioranza assoluta dei voti l’ha proprio persa, schiantata dalla crescita del 10% dei gruppetti haideriani, ed è finita al 48%. Avendo però ceduto "solo" il 7,5%, grazie al gioco dei resti ha mantenuto la maggioranza dei seggi: 18 su 35. Insomma, il 2,5% che manca al bilancio dei partiti ufficialmente "tedeschi", messo gentilmente sul banco dall’elettorato italiener, permette al vecchio Durni, SVP, di presentare il risultato come una mezza vittoria.
Per il resto non è successo niente: i Verdi hanno perso un seggio a favore del Partito Democratico, e il Pdl ne ha perso un’altro a favore della Lega Nord Südirol. Chi sarà il partner italiano della SVP nella prossima giunta lo decideranno, credo, le elezioni della Provincia di Trento tra due settimane.


essatto, la SVP vuol vedere come va a finire a Trento per poi decidere. Tanto per lei è uguale
Da un certo punto di vista questo “crollo” dell’SVP è un gran brutto segno per la minoranza italiana in Alto Adige.
Se infatti gli eredi di Silvius erano e sono l’omologo della vecchia DC in trentino, dedita all’accondiscendente compromesso con la realtà italica, i “bombaroli” di Eva Klotz e compagnia bella lo sono molto meno (almeno a parole).
Dal chè se ne dovrebbe forse dedurre la volontà dei sudtirolesi di lingua tedesca di rinfocolare vecchie questioni ormai dissolte ?
Oscar: per lei è uguale, ne sono convinto anch’io.
Yeti: che le vecchie questioni fossero dissolte l’ho pensato solo nei momenti di maggiore ottimismo, sono accantonate, pronte per essere usate come strumento retorico e politico quando le cose vanno male e si cerca una soluzione. Comunque, i superdestri di lingua tedesca sono arrivati al 20% messi tutti assieme (che fra di loro vanno d’accordo come il cane e il gatto). E’ tanto, ma ancora non sufficiente per fare veri danni. Speriamo che non crescano ancora.
Quindi?
angelocesare: quindi, se a Trento vincerà il centrosinistra sarà molto probabile che il partner della SVP sarà il Pd, se vincerà il centrodestra Lega e Pdl. Come alternativa, quando si saranno calmate le acque, un bel triangolo anomalo e peccaminoso SVP-PD-Lega e saluti a tutti.
un tempo c’erano le lamette Bolzano.

(musica: Rettore)
dunque voti… mi raccomando…
iconnu: che tempi (ne facevano la réclame anche in tv, se non ricordo male)!
Eccardo: beh, sì.