Argomento : blog - teoria e prassi

Alla fine mi sono iscritto. Ho cercato, ma non ho trovato compagni del liceo, dell’università, e neppure ex morose. Niente. In cambio ho trovato due ex (fra di loro) che si sono messi come amici**, qualcuno del giro blog e una mia cugina con un account blindatissimo. Sono stato molto discreto.

* il post su Facebook è il nuovo post sui referrer, una garanzia quando non c’è di meglio da dire.

** d’ora in poi ci si possono aspettare frasi tipo "non stiamo più assieme, ma siamo rimasti buoni Face-amici".

Argomento : altro

Per ricordare i sessant’anni dall’adozione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, fra ieri e oggi si è tenuta in città una maratona di letture. A turno, chi si era iscritto, e la cosa è tanto piaciuta che la lista s’è chiusa con una settimana di anticipo, ha letto per qualche minuto un brano di sua scelta sul tema dei diritti dell’uomo.
Dal punto di vista della terminologia sportiva il termine “maratona” non è correttissimo, sarebbe forse più indicato “staffetta“, ma sono dettagli; c’ero anch’io, con un paio di pagine da “Espiazione” di McEwan, e ne sono contento. Per due motivi: perché, a rileggerla oggi, la Dichiarazione resta un testo convincente che merita di essere conosciuto e promosso, e perché leggere in pubblico brani che hanno dato qualche emozione ed ascoltare quelli che hanno emozionato gli altri è bello di per sé.

Argomento : politico

Se all’inizio appariva meschino per l’essersi prestato a un tranello a danno dei (teoricamente) "suoi", adesso, nella sua totale estraneità a ogni possibile sentimento di vergogna, diventa quasi simpatico. Peggiori di lui quelli che lo hanno votato.

Argomento : altro

Ad inizio anno credevo che il quarantesimo del Sessantotto sarebbe stato commemorato in qualche modo, dibattiti sui giornali, convegni, Bernard Henry Levy che dice la sua, papa Ratzinger che vi accenna in qualche sermone, cose così. Per mesi mi sono tenuto pronta l’idea del post che segue. Ma non è successo niente, un quarantesimo sottotono. Forse il Sessantotto è passato di moda, non piace più, vai a sapere, del resto questo è stato l’anno di Obama e non di Hillary Clinton. Ma il 2008 sta pian piano finendo, il prossimo giro sarà nel 2018, anche ci fosse un ritorno di fiamma, e il post è meglio scriverlo adesso.

Nel Sessantotto, in centro, al posto di tutti gli studi di avvocati e commercialisti abitava gente di un censo molto normale. Come certi amici dei miei che quel giorno mia mamma era andata a trovare. Mi aveva portato con sé e deve essere stata una visita come tante, cominciata e poi finita, e forse a questo punto vale la pena ricordare che l’università cittadina si distingueva al tempo per una certa vivacità.
Bene, scese le scale del palazzo dove vivevano quegli amici, di ritorno a casa, siamo usciti in strada e c’era un po’ di gente. Ci ho messo poco a notare che i ragazzi che erano lì tenevano nelle mani, alla mia altezza, catene da bici e altre cose. Non ho fatto a tempo a voltarmi per chiedere alla mamma come mai, che uno, educato, ha detto: "signora, questo non è un posto dove portare bambini". I miei ricordi finiscono qui, anche se so che la mamma ha poi battuto alla porta e suonato tutti i campanelli. Era la testa o la coda di un corteo, probabilmente. Sulle prime nel palazzo non volevano aprire, poi qualcuno l’ha fatto, e così siamo usciti dal Sessantotto.

AGGIORNAMENTO (20/11/08): a Repubblica si sono portati avanti e del Sessantotto ricordano il centenario (!), pare.

Argomento : vita

Gran bel tempo oggi a Caorle, dove siamo stati con la scusa che bisognava inaugurare sulla lunga distanza il nuovo automezzo. Il mare d’inverno (vai, d’autunno), il pesce buono, anche se il palato montanaro non è forse il più indicato per un parere autorevole, e tanta gente.
E con la gente, sorpresa, tantissimi cani mignon: schnauzer, volpini, cihuahua, pechinesi e quant’altro. Dev’essere una moda, un trend partito chissà quando e chissà come (ci sarà anche stato qualche testimonial, c’è da scommetterci) senza che me ne rendessi mai conto.