28 febbraio 2009
Argomento : altro
Mi ha formato una cultura dove l’entrare in confidenza è regolato da complessi rituali, tipo l’utilizzo del diminutivo. Sarà per questo che leggere e sentir dire “Beppino”, per il signor Englaro, mi dà ogni volta un fastidio notevole.
Per cui, se mai dovessi cadere in coma vegetativo, vegliate e fulminate qualunque sconosciuto si riferisca a me come Giorgino o Giorgetto, o anche caporalino o caporaletto. Che non si azzardino.


Posso essere d’accordo.
E poi questo è davvero un Signore…
Dan
anch’io preferirei un “Giorgerrimo”
Capisce perché “di là” chiamo solo poche persone per nome? Ci conosciamo tutti ma ci conosciamo in pochissimi. *
sarà fatto giorgiuccio ;-)
macca: un duro, direi.
Eccardo, mafalda: provocatori!
metalla: lo capisco, fai bene. :-)
Grazie, Giorgino:-)
Certi rituali ci accomunano, malgrado le centinaia di chilometri di distanza. E che dire di tutti quelli che per mesi hanno chiamato Eluana Englaro semplicemente Eluana, come se fosse stata la loro sorella o una loro amica?
metafisica: di niente, Sabrinuccia ;-)
arsub: le centinaia di chilometri di distanza, ormai mi son fatto una certa esperienza, su queste cose spesso non significano niente.