Argomento : altro

Mi ha formato una cultura dove l’entrare in confidenza è regolato da complessi rituali, tipo l’utilizzo del diminutivo. Sarà per questo che leggere e sentir dire “Beppino”, per il signor Englaro, mi dà ogni volta un fastidio notevole.

Per cui, se mai dovessi cadere in coma vegetativo, vegliate e fulminate qualunque sconosciuto si riferisca a me come Giorgino o Giorgetto, o anche caporalino o caporaletto. Che non si azzardino.

8 Commenti

28 febbraio 2009

Posso essere d’accordo.

E poi questo è davvero un Signore…

Dan

1 marzo 2009

anch’io preferirei un “Giorgerrimo”

1 marzo 2009

Capisce perché “di là” chiamo solo poche persone per nome? Ci conosciamo tutti ma ci conosciamo in pochissimi. *

1 marzo 2009

sarà fatto giorgiuccio ;-)

2 marzo 2009

macca: un duro, direi.

Eccardo, mafalda: provocatori!

metalla: lo capisco, fai bene. :-)

2 marzo 2009

Grazie, Giorgino:-)

2 marzo 2009

Certi rituali ci accomunano, malgrado le centinaia di chilometri di distanza. E che dire di tutti quelli che per mesi hanno chiamato Eluana Englaro semplicemente Eluana, come se fosse stata la loro sorella o una loro amica?

2 marzo 2009

metafisica: di niente, Sabrinuccia ;-)

arsub: le centinaia di chilometri di distanza, ormai mi son fatto una certa esperienza, su queste cose spesso non significano niente.