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Viviane Castro sfila a San Paolo. Photo courtesy of Curierùn

Partecipare a un Carnevale brasiliano.

Ché poi ci è voluto del tempo, ma adesso mi pare di aver capito che per divertirsi tra sfilate e mascherate bisogna essere o bambini, in grado di affrontare con naturalezza la sottile crudeltà dell’a Carnevale ogni scherzo vale, oppure cresciutelli, ammorbiditi dai piccoli e grandi rovesci che la vita ha provveduto a rifilare e magari anche istruiti dall’esempio dei bambini di cui sopra con cui nel frattempo si è tornati in contatto per paternità e ziità varie. A me, per esempio, come festa è cominciato a piacere che non è tantissimo.

12 Commenti

23 febbraio 2009

Qual è il nesso tra il carnevale brasiliano e il resto del post?

Che se anche a Trento ci fossero degli spettacoli come quelli brasiliani il carnevale si apprezzerebbe anche tra i 20 e i 40 anni?

Il problema è la temperatura…

23 febbraio 2009

anche a me le lasagne, per esempio, son sempre piaciute. ;-)

23 febbraio 2009

Gino: il carnevale brasiliano e l’opportunità/desiderio di vederlo dal vivo, prima che sia troppo tardi, è il centro del post. il resto una divagazione.

mafalda: ma no!

23 febbraio 2009

Se Brasile deve essere, meglio un viaggio a Florianopolis.

24 febbraio 2009

chi si contenta gode?

24 febbraio 2009

arsub: Florianopolis? cosa sai di Florianopolis? parla, dannazione! ;-)

inconnu: eheheheh non ti sfugge niente!

24 febbraio 2009

Sono stato per un bel po’ di tempo a Porto Alegre, e gente del posto del cui giudizio assolutamente mi fido mi diceva appunto che Florianopolis è un posto spettacolare e non infestato dal turismo di massa (città vivibilissima, costruita su un’isola con, pare, non mena di quaranta spiagge una più bella dell’altra). Io alla fine non sono riuscito ad andarci, ma se cerchi un po’ di foto in rete… Altra città di cui mi parlavano molto bene è Curitiba.

24 febbraio 2009

l’ho sentita fare da altre persone che frequento nella realtà questa considerazione :-)

25 febbraio 2009

Io l’ ho sperimentato sulla mia pelle.

Quando le bimbe erano piccole, abiamo iniziato a preparare i vestiti in casa, con un lavorio di gommapiuma e stracci, e altre arneserie varie, che c’era da mettersi le mani nei capelli.( La fantasia e l’ abilità del consorte sono infinite…)

La casa diventava un cantiere.

C’era da impazzire, ma, alla fine, visto che le bimbe si divertivano da matti, anche noi ci divertivamo.

Non appena loro hanno smesso di mascherarsi, non ho più voluto vedere in casa né un coriandolo, né una stella filante…

Forse con i nipoti se ne riparlerà, ma sono talmente un’ ipotesi remota, che al momento proprio non se ne parla !! ;-P

25 febbraio 2009

arsub: Porto Alegre, la città di Falcao! e tu ci sei stato per un bel po’, dannato!

Yzma: :-)

lilas: ecco, vedi cosa succede ad esagerare? :-)

26 febbraio 2009

Cosa non darei perché riuscisse a piacere anche a me il carnevale! Come hai fatto, qual è il tuo segreto?

27 febbraio 2009

spiritum: il segreto non lo conosco, ma non è piaciuto nemmeno a me, per decenni. quello brasiliano deve comunque essere speciale, ciao!