La sera che Eluana è morta il Grande Fratello ha fatto il record di spettatori, superando tutte le trasmissioni sull’avvenimento del giorno. Qui si è guardato X Factor, senza volerlo la solita scelta di nicchia.
E’ che i figli, un po’ anch’io, fanno il tifo per tre giovanotti dell’Alta Valsugana in gara, The Bastard Sons of Dioniso. I tre, conosciutisi all’Istituto Tecnico Industriale della città, in una carriera da pub “stasera-musica-dal-vivo” vantano come maggior successo l’apertura di un concerto locale del rapper Caparezza (gira anche una foto con loro che circondano il rapper in maglia gialla, perplesso). Nella distribuzione dei ruoli tipica di ogni reality fanno i rocker*.
A parte i cantanti, alcuni anche bravi, che durante la settimana si preparano e il lunedì eseguono la cover loro assegnata, il programma si regge sulla polemica strisciante tra i tre caposquadra, con Morgan che fa lo “sperimentatore”, Simona Ventura che difende le doti naturali contro l’eccessivo artificio, mentre la matura discografica Maionchi si produce in espressioni di sano buon senso che ad alcuni ricorderanno Ave Ninchi.
Niente di che, voglio dire, forse non la scelta migliore, ma, dopo una settimana che non s’è parlato d’altro, spesso in termini pesanti e sguaiati, non avrei comunque guardato lo speciale di Matrix sul caso Englaro.
* ce n’è uno che fa il crooner, per esempio, quattro fratelli della Patagonia che la mettono sul pathos, due “cantanti sofisticate” che però sono state buttate fuori, poi quello “con personalità” che sbaglia il ritmo e via così.