In esclusiva per i lettori del presente blog, la traduzione degli interventi in dialetto dei Bastard Sons of Dioniso in “Uomini col borsello” di Elio e le Storie Tese. Per una volta, la regola “scrivi di quello che sai” viene qui rispettata.
verso il 45° secondo, Federico: “che se te bino, che no te me voti, te scavezo en quatro tochi e fago su luganeghe …” [se ti prendo a non votarmi ti spezzo in quattro e ti riduco in tanti di quei particolari salamini alla cacciatora tipici delle vallate trentine]
alla fine del 2° minuto, Jacopo: “oi, ti popa che te sei da sola, faghe veder a tuti che te sei na bela fiola” [piccola - "popa", letteralmente "bambina", è di difficile resa in italiano - che sei da sola, fallo vedere a tutti che sei bella]
Michele, di seguito: “son chi chipà arent a na bedola, me son rudolà do foie, asiete ala sviola” [sono qui sdraiato a fianco di una betulla, mi sono arrotolato due foglie, preparati alla suonata con strumenti ad arco - emerge il prepotente amore per la musica del valligiano]
Jacopo, ancora: “[incomprensibile] brave e bone, ma mi son en brodegon” [... brave e buone, ma io non sono quel che si dice un perfettino]
Federico, chiude: “sen qua coi Elii, scavezadi, e ne fen en trombon” [siamo qui con gli Elii, molto provati nel fisico e nello spirito, e adesso ci facciamo un trombone - ancora l'amore per la musica, probabilmente]
Buon ascolto.


