Sono tecnicamente in staycation.
Il clima è buono, caldo, ma non torrido, invita a stare all’aperto, c’è madame Bovary che non ho mai letto, e sarei anche stufo di non capire bene considerazioni tipo “ah, la tale … secondo me si sta bovarizzando“, poi giovedì con un gruppetto di ultraquarantenni bipartisan si sale a Monaco per il concerto di Springsteen, e la proposta di un “rientro con calma”, il venerdì, è stata approvata per acclamazione via mail … insomma, se nei prossimi giorni non ci saranno aggiornamenti frequenti, non preoccupatevi.
Chi lo sa se c’era un pregresso con i tutori dell’ordine, certi originaloni di provincia sanno essere degli implacabili spaccamaroni; comunque dare nome al proprio “vecchio, ma ancora vigoroso cane lupo” Berluscane, e apporre gli avvisi del caso, attenti a Berluscane, può piacere o no, ma qui sembra un po’ poco per misure di contravvenzione. Per cui:
GIÙ: i vigili urbani che hanno multato il signor Imerio Mariotto di Verona.
Diciott’anni, Kortrijk, il lavoro di parrucchiera e un nome da fotoromanzo, chi l’avrà scelto? Sia come sia, che brutto deluderli, ma che voglia di osare. Non bisognerebbe raccontare balle, ma se è proprio così che deve andare, almeno che sia una balla gigantesca, papà capirà. Nel frattempo:
SU: Kimberley Vlaeminck.
La mattina, quando vado al lavoro in macchina, in genere ascolto Prima Pagina su Rai3, questa settimana c’è Sergio Romano che sta dimostrando un buon piglio da entertainer, oppure Stampa e Reggime, con il grande Massimo Bordin di cui mi piace molto l’ironia e l’effetto dell’accento romano di uno con un cognome che più Nord Est di così è difficile.
Capirete quindi perché ci ho messo fino a stamattina per mettere a fuoco che l’emittente più de sinistra si chiama Radio Capital.
Alessandro Gilioli confronta il modo di trascorrere lo scorso 4 novembre del Presidente del Consiglio, a tutti ormai noto, con il suo, a Times Square per l’Obama night e successivo finale in gloria in un bilocale sull’Ottava.
Che dire, d’accordo con Gilioli, c’è poco da essere invidiosi per una serata da “utilizzatore finale”12. Se però l’alternativa è quella da bagonghi obamiano in trasferta, meglio la castità.
- il presidente emerito Francesco Cossiga usa il termine “sciupafemmine”, che finora pensavamo relativo ad approcci, come dire, meno mercatisti. ↩
- più condivisibile, eventualmente, un’invidia per Alberto Moravia che si infornava, vegliardo, Carmen Llera grazie solo a qualche innocua esagerazione sul valore letterario di lei. ↩
Convinzione ridotta e decisione quasi dell’ultimo minuto, ha avuto un suo peso scoprire che ci sarebbero andati anche i miei, 78 e 75 anni, sono andato a votare anche al referendum elettorale. Due no, sui premi di maggioranza ai singoli partiti anziché alle coalizioni, e un sì, sulle candidature multiple.
Al seggio mi ha stupito sapere che su 80 votanti, al momento in cui ci sono passato, ben 4 avevano rifiutato le due schede sui premi di maggioranza prendendo solo la terza.

