Su e giù/5
Da anni sempre il solito film, cambia solo il titolo, sempre il solito personaggio, un bamboccione fuori quota ché la Regione Toscana avrebbe anche diritto di chiedere i danni per gli effetti nefasti sull’immagine dei locali, alle prese con la solita moracciona felina da conquistare. Secondo le ultime notizie adesso ha in programma di “far rivivere Marilyn” in un cine-panettone. Quel che è troppo è troppo:
GIÙ: Leonardo Pieraccioni.
Da Napoli ti aspetteresti, se non proprio Gennaro, Ciro o Pasquale. Invece c’è il più classico dei nomi working class di non importa quale città italiana, un nome che, se ti metti nei guai, a difenderti non c’è un principe del Foro, un nome che, in caso di due di picche, può succedere che non dai di testa, dai interviste. Tienilo a mmente chi e ‘o bbuono e chi ‘o malamente, dice la canzone; come fosse sempre facile distinguere. Nel dubbio:
SU: Gino Flaminio.
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io trovo fantastiche le 10 domande di Gino a Noemi su Novella 2000 :
http://www.gossipblog.it/post/8724/le-10-domande-di-gino-flaminio-a-noemi-letizia
marina: anch’io, Gino è un grande.
su, giù, o fuori?
devo dire una cosa tremenda-tremendissima: a me quel template là piace (vado a lavarmi il neurone con la candeggina).
Per il su e giù concordo, ma per un altro motivo: il secondo si è divertito con la bionda più di quanto il primo potrà mai sperare di fare (con l’altra bionda). Per curare quel “tristismo” toscano ci vorrebbe anche per lui un po’ di… letizia (eh eh)
acidosignore: fuori scala.
momyone: il template è la cosa migliore del blog ;-)
Ragassi, chissà perchè questi Toscani fanno un film decente e poi ce li dobbiamo sorbire per 50 anni come fossero i genii della Lampada di Aladino: Benigni, Pieraccioni, i Giancattivi (tutti nessuno escluso anche nelle loro vite separate). Kill ‘em all! Magari alla maniera di Kill Bill in Thailandia, appesi per il collo!
Mai sopportato Pieraccioni. Non so se sono mai riuscita a vedere un film dall’inizio alla fine. Tra l’altro in queste sue storie si capisce il perché lui si invaghisca della moracciona felina ma siceramente non si capisce mai il perchè la moracciona, dopo averlo semplicemente sentito imprecare in toscano, si invaghisca di lui.
Gino se non più autentico è sicuramente più naif. ;-)
mafalda: non è che del primo non ti piace l’accento e del secondo invece si?
A me, Pieraccioni, sin dal Ciclone, sono piaciute le tiritere sull’IVA e le possibili deduzioni delle spese (in stile commercialista), o nell’ultimo quando spiega il sistema degli interessi pagati alle banche sui conti bancari e sui prestiti (interesse attivi e passivi) ai nativi “abbronzati”. Entrambe le 2 quasi-filastrocche arrivano direttamente dal “commercialista” di Pieraccioni e sono vere al 100% anche se sembrano delle prese per il cubo!
mafalda: giusto, cosa ci trova la moracciona felina in uno come Pieraccioni?!?! :-)
marcoscud: sarà anche vero, ma non mi pare una vis comica trascinante.
marcosud: al contrario! io adoro il toscano e anzi, vorrei essere nata toscana. Invece mi infastidisce un po’l'inflessione marcata e tipica dell’entroterra napoletano del buon (?) gino.
mafalda: faccio outing ma tu sei l’unico link consigliato da Cap che il sottoscritto non può visitare. Ci vuole un tuo invito su Splinder.
Ci eravamo detti in passato che l’avresti fatto, dietro un personale endorsement di Caporale.
Uno che ha sposato un cosiddetta Milanese, che ha studiato 9 anni a Napoli, praticamente in Piazza Dante, e che per anni ha insegnato catechismo nei bassi più bassi di Spaccanapoli, non può essere un rischio per una Profia di quelle parti.
Sugli accenti siamo daccordo, ma forse quello che mi condiziona è il 25% del sangue Toscano (Nonna di Pistoia).
Io sono di una regione dove del Terrone lo si affibbia proprio solo ai Napoletani, e solo a quelli di bassa estrazione culturale (mai sociale). Già da Salerno si sale (e lì si resta) al normale grado di Meridionale (che non è mai un termine dispregiativo, è soltanto una Connotazione Geografica).
Diventa dispregiativo solo quando è usato in congiunzione con la Rubentus (ops Juventus)!
opsss…. è vero s’era detto! Rimedio subito anche se il mio blog è attualmente in pausa (lunga pausa). Al limite ti leggi le puntate vecchie ,-)9
marcoscud, tra l’altro ho scoperto, ora che ti ho mandato l’invito che non ti chiamo marcosud come avevo sempre letto , lapsus indotto forse dalle mie origini sudice ma che dovevo aggiungere una “c”.
Ma sai che io invece pensavo che la terronia si estendesse a tutto il mezzogiorno ( a me piace invece questa antica dizione , mazzogiorno ,-)) e fosse un concetto interculturale e interclassista?
mafalda: se tu avessi passato un’estate a Vasto, con un gruppo di Terroni Napoletani urlanti, fino a mattina presto, sotto le tue finestre, e se li avessi ritrovati poi a volte in spiaggia, ti saresti resa conto che il disprezzo verso gli animali era generale e universale, incluso il 75% di villeggianti del mezzogiorno che così civilmente si stavano facendo i caxxi propri.
Di peggio ho trovato qualche anno dopo, un Ferragosto, picniccando in una valle isolata della Valdaosta.
Un posto da sogno, dove di solito c’eravamo solo noi e una 12na di grossi formicai stile Africa (veri e propri monticelli).
Arriviamo questo 15 di Agosto e troviamo, già insediate al centro del Pardiso, 2 meravigliose 125 Fiat super usate e targate NA. Messe cofano contro cofano e con tutte e 4 le portiere aperte (ciascuna delle 2 auto).
A pieno volume (in USA anche questo nei Parchi Nazionali è considerato inquinamento) esce la musica di 2 cassette che suonano sul mangianastri dell’auto!
Non ci crederai ma le canzoni erano nettamente Napoletane ma diverse.
Ciascuno dei 2 gruppi suonava la sua canzone.
Non so perchè, tutte le volte che leggo anche un solo accenno alla sparizione della Celentano, l’ho appena trovato sul tuo blog, come inciso in uno dei tuoi post, mi torna in mente questa scena che persino la Lina Wertmuller avrebbe considerato esagerata per il suo esagerato Terronismo.
mafalda: perchè Mezzogiorno dovrebbe avere qualche caratteristica culturale o interclassista?
E’ un’indicazione di origine controllata che di base assicura molte caratteristiche virtuose assieme a qualche difetto (ma chi non ne ha).
Mi è capitato di dovere spiegare a qualche collega USA, che stava per andare in pensione, e che voleva venire in Italia a continuare a fare l’Insegnate presso le basi Nato, alcune caratteristiche delle regioni dove avrebbe lavorato.
Leghorn è stata la più facile, in quanto Livorno come Toscanità e Bastardaggine mi somigliava molto.
Per il resto gli ho spiegato che non avrebbero trovato grandi differenze con la California nel mezzogiorno. In quanto a rumorosità e amore per i colori sgargianti gli sarebbe sembrato di non essersi mai mossi dalla California!
ehehe… conosco il genere, capisco e comprendo benissimo, purtroppo. Io concepisco fantasie di sterminio in questi casi. Comunque, il fatto che il termine terrone si applichi solo ai napoletani mi giunge come novità anche perché pensavo che etimologicamente si riferisse anzi a chi provenisse da un’estrazione più contadina e meno urbanizzata di quella di Napoli.
E a proposito dei comportamenti, come dire, rumorosi, mi ricordo che una volta il mio professore di Storia Moderna, che poi sarebbe Galasso, ci disse che c’era un’ipotesi per cui proprio l’urbanizzazione impetuosa che ha conosciuto napoli da sempre ( nel ’500 la popolazione era superiore a quella di tutte le città italiane e pari solo a quella di parigi)ha portato ad estremizzare le forme della comunicazione altrimenti difficoltosa e a renderle così. come dire estroverse. In altre parole siccome siamo sempre stati uno addosso all’altro e c’eè sempre stato un casino di pazzi fin dal medioevo allora per capirsi a vicenda l’unico modo è urlare e gesticolare.
Questa la spiegazione storico-antropologica.
mafalda: non ti preoccupare, il sottoscritto con un’ascendenza che più nordica non si può, urla (come esattamente fa la moglie migliore del mondo) come se fosse nato in un basso Napoletano.
Avrai già potuto giudicare le mie abitudini stringate nello scrivere, che mi basta una riga e mezzo e poi ho finito il mio post!
Sul blog di Caporale, all’inizio hanno pensato che fosse il mio entusiasmo iniziale.
Quando si sono accorti che io ero sempre così, ormai non potevano più fare a meno della droga marcoscud.
Qualcuno con cui confrontarsi e potere dire: Ti ringrazio Signore perchè io non sono come lui“!
Guarda che comunque anche in città del Nord-est, tipo Venezia, la gente è abituata a sporgersi dalle finestre e a chiamare i figli a squarciagola.
Forse è questo il motivo per cui tutto il resto del Nord li chiama affettuosamente: I terroni del Nord. E questo non me lo sto inventando!
e pensa che io invece, ed anche mio marito, parliamo a voce bassissima che non ci sentiamo neanche tra di noi! Devo dire che questa mia abitudine , parlo non solo a voce bassa ma anche velocemente, in un posto come Napoli, mi ha portato spesso, e mi porta ancora, ad essere considerata una persona poco loquace, che non ama intervenire nelle discussioni. Il fatto è che mi piacerebbe pure ma certe volte non ce la faccio ad adeguare il mio volume a quello generale ed allora desisto.
Amo le biblioteche e le cattedrali dove si fa silenzio.
mafalda: il DNA evidente se ne frega delle provenienze geografiche.
Comunque una volta, durante una crociera sulla vecchia Eugenio C, alle Capitali Nordiche, siamo sbargati nel porto di Londra.
Arrivati in treno a Londra ed entrati in gruppo in un locale da te, elegante e silenzioso, quando siamo usciti, mezzora dopo, tutto il locale stava ridendo e rotolandosi dal ridere sotto i tavoli, ed erano “people” della Pallida Albione!
Ho rivisto una scena del genere in un film con Manfredi, in Svizzera, dove entrano in un locale tristissimo e ne escono con tutto l’edificio che vibra per le risate.
Le cattedrali le adoro anch’io, ma perchè in genere ne tiro fuori da 150 a 200 fotografie, nel più assoluto e sacro silenzio!
Ma a Napoli mi è mancato un clamoroso contrasto come quello trovato nel Palermitano, col Duomo di Palermo così stupendo all’esterno e scialbo e inutile all’interno, e il Duomo di Monreale così smorto all’esterno e così gloriosamente stupendo all’interno (per non parlare del Chiostro).
A Napoli c’è una sola cosa che è anche comune a Milano e a Roma: Nessuna delle tre città ha una Via Roma, o meglio, Napoli l’ha ribattezzata come era nel passato: Toledo, grande opera di pulizia etnica!