23 giugno 2009
Argomento : altro
Alessandro Gilioli confronta il modo di trascorrere lo scorso 4 novembre del Presidente del Consiglio, a tutti ormai noto, con il suo, a Times Square per l’Obama night e successivo finale in gloria in un bilocale sull’Ottava.
Che dire, d’accordo con Gilioli, c’è poco da essere invidiosi per una serata da “utilizzatore finale”12. Se però l’alternativa è quella da bagonghi obamiano in trasferta, meglio la castità.
- il presidente emerito Francesco Cossiga usa il termine “sciupafemmine”, che finora pensavamo relativo ad approcci, come dire, meno mercatisti. ↩
- più condivisibile, eventualmente, un’invidia per Alberto Moravia che si infornava, vegliardo, Carmen Llera grazie solo a qualche innocua esagerazione sul valore letterario di lei. ↩


devo pensare ad un commento che non implichi svendite (di vario genere) direttamente proporzionali alla tristezza…
“Gilioli: birra con uno sconosciuto e poi si tromba”, non basta NY a far da contorno, non basta proprio.
e voi, come avete passato l’Obama night?
tornando al post di cap (prima il dovere, poi il piacere): dovendo scegliere tra donne e champagne/ pippe e gazzose, la decisione è scontata. tranne per il solito terzista: per lui, birra e pisquani è di default.
cap: Moravia è riuscito a fare vincere un premio letterario ad una Cavalla, manco fosse Caligola.
Mi ricorda Gasman nel film “I mostri” quando come “poetessa” del comitato di decisione di un mitico premio letterario, si tromba il robusto poeta Calabro-Lucano (senza offesa) che poi premierà!
Come noti ho detto Caligola e non come quello stupido quacquaraqua che si crede un giornalista di Repubica avrebbe detto: Catilina.
Il bello è che l’ha già fatto.
Di indizi per indovinare il nome del “coglione” te ne ho dati d’avanzo!
acidONE: ti capita mai di puntare ad un post di Squonk che abbia più di zero o un commento? Mi intristisce vedere post che non trovano pubblico, indipendentemente dal loro valore intrinseco.
L’unica volta che mi pare sia successo c’ero coinvolto io e come tu ben sai, difficilmente mollo la presa prima della resa altrui o prima che smettano di ribattere (che per me è lo stesso)!
marcoscud: ma senti, una curiosità, personalmente dò per scontato che nessuno degli elettori di Berlusconi lo abbia scelto come oggetto di amore (perché di questo, mi pare, si tratta) in quanto fulgido esempio di moralità, allora perché siete così arrabbiati con repubblica (o repubica che dir si voglia)?
Cap: Il Giornale è espressione di un editore ben preciso, dei suoi interessi ma anche di altro.
Repubica è il suo editore! Chi altri se no si terrebbe l’ultra novantenne a sparare cazzate dalla mattina alla sera e a fare le sue omelie alla “Don Vitaliano delle Scala” o “Don Farinella” tutte le domeniche?
Il Giornale combatte anche per gli interessi del suo Editore (nominalmente il fratello del suo Editore).
Repubica SOLO per gli interessi politici ed economici del suo Editore Svizzero (per dirla con Kossiga).
Mai gli interessi del suo Editore Svizzero sono coincisi con gli Interessi dell’Italia, politici e soprattutto economici.
Io e te assieme a tutti gli altri Italiani abbiamo sempre pagato TUTTI gli errori del Gran finanziere Svizzero (sic), ancora molto prima dell’immenso flop da quacquaraqua tipo la scalata alla SGB (in Belgio).
Se tu avessi frequentato l’ambiente Olivetti malediresti, come tutti i suoi ex, il giorno che l’editore Svizzero di Repubica è nato.
C’è speranza che il figlio, in grande disaccordo con lui sull’Editoriale L’Espresso, non faccia la stessa fine (e non la faccia fare come il solito anche a noi).
Stattene col Curierun che è meglio.
cap: Ma è ancora concesso mandare dei commenti ai post dell’anno (o più) prima?
Quello di oggi è relativo ai vari modi di brindare.
Mi ha fatto specie come tutti voi proletari :-))))) non abbiate sottolineato l’aspetto più significativo ed interessante del brindisi, l’obbligo di spaccare il calice di cristallo dopo il brindisi.
Lo so che è un’abitudine da ricchi, ma anche l’orecchio vuole la sua parte.
Avresti dovuto vedermi, in mezzo ad una banda di ragazzini assatanati (nel 1965) al Grand Hotel di Cervinia (dei Gallia) quando dopo un paio di brindisi e di relative stragi di bicchieri, siamo quasi stati aggrediti da una torma di camerieri incazzati.
Una volta resisi conto che in prima fila c’erano i “rampolli” Gallia, hanno fatto un about face di 180° e se ne sono annnnati.
conoscevamo l’usanza russa e greca (e pisquanosarda, savasandir), ma anche nelle Filippine si battono bene.
acidONE: di SP Squonk non so nulla se non che vi è antipatico, o che comunque è diventato come “un divertente intermezzo tipo CameraCaffè” (Caporale).
Nell’articolo sul suo libro di viaggi c’è, dal mio punto di vista, un paragone che non lo esalta: Chatwin in Patagonia.
La più grossa incubata letteraria di tutta la mia vita di lettore, neppure lontanamente pareggiata da un Umberto Eco qualsiasi. Cose da superare gli opuscoli per le elezioni di Al Berluscah I, il Califfo dei Califfi.
Forse solo una qualunque intervista di d’adDario Franceschini uguaglierebbe il vacuo incubo di un Chatwin!
Chatwin era un bidone di alto bordo.
In Italia, Adelphi ne ha fatto un Pisquan Business (con il gadget d’ordinanza, il quaderno Moleskine)
acidONE: giuro che l’incubata non era un tragico innuendo alle preferenze sessuali di Chatwin! Ma è una descrizione di tipo understatement di come mi sono sentito dopo averlo letto! Una ex-vittima dei minimalisti alla Coelho, o di tutta la ghenga dei Cileni expatriati.
marcoscud, ricordami che se mai ci vedremo di persona avrai un bicchiere di plastica! (che quella vaccata del “rompo il cristallo di boemia per far vedere che posso” l’ho sempre odiata… soprattutto se il cristallo è del servizio buono di mammà).
Repubblica inizia ad esser scritta male, e tanto mi basta.
Quantomeno il Curierùn ha ancora qualche correttore di bozze decente.
all: come riesco a quasi rivitalizzare un post vecchio di un anno, mi proporrò come sostituto di Scapagnini, per curare la salute del Califfo dei Califfi, Al Berluscah I (e speriamo l’ultimo). Cap lo so che è una battuta che ho già usato con te, ma la versione originale era molto ma molto più cattiva. Sarebbe piaciuta ad acidONE.
Momy: l’ho fatto una sola volta e perchè i 2 rampolli dei padroni di casa erano in prima fila. Io ero solo il più vecchio (3 anni). Che sfiga sono sempre il più vecchio ma a me non va bene come al Berlusca.
E poi sono astemio.
Bevo solo Weissbier, ma in bottigliette da 33 Cl, in numero rigidamente dispari e superiore a 1! O Chateaux d’Iquem (se offri tu). In mezzo solo bottiglie da 100 Euri in su e rigidamente numerate!
Potrei scrivere anch’io un libro sulla Patagonia! Ma non sono gay (o bisex) come Chatwin.
Pity. Schade. Dommage.
Ma che minchia e minchia, sono ben contento!
cap: a proposito di incubate cosa dirà ‘sta sera Zapatero che ha perso la “verginità” con gli odiati USA (0-2)?
Bambi ha perso il suo fascino? Perchè non prova anche lui col Cialis?
Zapatero contro Dio, vince Dio 2 a zero. Thanks God!
Sono stata spesso attratta da quel libercolo Adelphi di Chatwin In Patagonia ( appunto).
Soprattutto da quando la figlia maggiore si è trovata il moroso argentino.
Leggo che ho corso un bel rischio di prendere una bidonata!! ;-)
ARGH!!!!!!!!!!! Troppo tardi: mi è cascato l’ occhio, qui sopra, su una fila di libri…
E’ verdesino, ancora plastificato con la fascetta -30% sul prezzo di copertina.
Dice “Il libro-simbolo di tutti i viaggi: ;-)
L’ avevo poi comperato e manco me ne ricordavo…vabbeh, l’ ho pagato( a conti fatti) 6 €. Se po’ ffà….
io ho amato tanto la Patagonia di Marquez che mi rifiuto di pensare ad altre patagonie…
errata corrige: Sepulveda, era Sepulveda! Con il suo inarrivabile “campionato di bugie”… Vabbè, inarrivabile, forse no.
momy: in me, ma ne dubitavi, vedi uno che ha letto TUTTO (vuol dire proprio questo: il 100%) di Sepulveda.
Quando mi piace uno scrittore sono un Onnivoro compulsivo.
Mi è successo con tanti, Pennac per esempio, Montalban, almeno Pepe Carvahlo, che gli altri li ho comprati ma hanno perso il loro turno e sono li, intristiti che io un giorno mi decida… a venderli! Andrea Vitali o Piero Chiara di cui ho persino letto la meravigliosa traduzione delle Memorie di Casanova!
Ora comunque coi “minimalisti” ex-Cileni ho chiuso, così come con gli Inti Illimani.
Episodi felici ma di un’altra vita.
Comunque il maestro dei maestri sulla Patagonia, anche di Sepulveda, è Coloane, anche di lui purtroppo …..
Ma perchè ce l’avete tutti sta smania della Patagonia?
Non basta andare a Cinisello Balsàmo (accento sulla seconda a, stile Balsamico)?
E’ talmente una vuota desolazione che il PDL non l’ha neppure voluto vincere alle ultime locali! Altro che la Patagonia!
acidosignore: “Pisquan Business” è da ricordare.
Lilas, momyone: degli scrittori sudamericani non ho letto quasi niente … di Chatwin, invece, sono arrivato alla metà di “cosa ci faccio qui”, una serie di racconti di viaggio anche divertenti all’inizio, poi mi sono stufato, ma era tanti anni fa, la morosa mi aveva datto il due di picche, forse nello scarso interesse ad andare avanti nella lettura la cosa ha influito.
marcoscud: sei enciclopedico.
“non si poteva non parlare” di Radio Capital, l’unica che dà spazio ai pisquani.
a proposito, Radio Caporal quando riprende il broadcasting? Qui è tutto un fiorire di proposte di rubriche: “la pisquanata del giovedi’” “il nostro agente a Rovereto”, “A tavola con Marcoscud”, “l’ora dello spritz”. eddài!
cap: dopo avere visto i blogger che ringraziavi in passato, ho capito perchè lìunica volta che mi hai censurato, senza neppure rimproverarmi (grazie, avevi ragione tu), era stato un modestissimo post dove nominavo in modo scherzoso uno dei 2 (un Roveretano).
acidONE: tanti anni fa fumavo, come il classico Turco, 6 Malboro al giorno (120 sigarette day by day).
Mi invitarono degli amici ad Imperia, e per fare onore alla fama regionale mi dissero scherzosamente (?): “Le sigarette però le porti tu”.
Dopo 15 giorni di piacevole soggiorno, salutandomi mi dissero: “Ci rivediamo il prossimo anno, le sigarette te le offriremo noi, però tu ti porti il mangiare”. Si divide equamente? Ci sto!
conviene farti un vestito, insomma
acidONE: a Milano si dice anche così. Alcuni estimatori, in tempi più bui dell’Italia, avrebbero detto di 4 assi di rovere. Ma adesso non si uccide più nessuno, lo si sPUTTANA.
C’è però il detto che dice: “Chi di puttana ferisce di puttana perisce”.
O anche, visto che ti piacciono le citazioni e le battute dei film, in che film di avventure un professore universitario (che caso) usa la frase Ne uccide più la penna che la spada? Che poi tra l’altro è verissimo.
acidosignore: “a tavola con Marcoscud” sbiellerebbe l’Auditel, lo sento.
marcoscud: oh, mi pare di averti censurato una volta sola, che avevi scritto cose da denuncia riguardo un Presidente emerito della Repubblica (Repubblica, ho scritto, non Repubica). è successo un’altra volta? (nel caso darò la colpa al sistema antispam)
sìììììììì! RadioCaporal! La rubrica “sopravvivere in Lombardia, senza braghe bianche” te la mando io!
piesse: Marcoscud, va bene tutto, ma tra la Tierra del Fuego e quella che i nuovi autoctoni ex-calabrolucani chiamano CiniSelli BalZami lasciami sognar la prima, please!
cap: io parlare di un presidente emerito incestuoso? Giammai!
L’altra sera ho mandato un post dove raccontavo di avere goduto come un riccio a vedere Dio battere Bambi Zapatero 2-0, e l’antispam mi ha rigettato.
Spero sia per Zapatero e non per Dio.
A questi Kommunisti quando si tratta di insabbiare la verità….
No, mi hai cancellato un suggerimento per un tuo amico sul come comprare il Melafonino a rate da MW e calcolavo anche l’importo della rata.
Più innocuo di così, neppure innuendo su incesti o altre stranezze sessuali!
Cosa fu solo lo Spirito dei tempi o la censura Staliniana?
Mi ricordo di averlo visto sul blog ed il mattino dopo non c’era più, ma anche un aggettivo “Roveretano” nel tuo post era stato cambiato in qualcosa di più anonimo.
E se fra 20 anni ci saremo ancora, io è molto impossibile, ti giuro che te lo rinfaccerò ancora.
Ogni tanto rinfaccio ancora a mia moglie l’unica volta che siamo stati a Venezia per i primi di Settembre a vedere la corsa delle barche, e non eravamo ancora sposati.
Le racconto per filo e per segno cosa non mi era piaciuto e del come tornando a Milano avessi sinceramente pensato di interrompere ogni rapporto. Che col senno di poi sarebbe stata la cazzata della mia vita.
Come vedi, uno splendiso cagacazzi, per di più con memoria eidetica. Ma in effetti, sta monata torna a galla solo dopo che il mio livello di sopportazione (notevolmente alto) raggiunge il rosso pericolo (in genere non più di una volta all’anno).
cap: chissà perchè alla fine di un mio post, corto corto come il precedente, mi sembra che Un Commentino? mi stia a prendere per il cubo?
momy: a me è capitato di beccarmi del cafone per avere usato l’aggettivo calabro-lucano in un contesto dove poteva sembrare dispregiativo.
Mi è costato un post lungo per scusarmi e spiegarmi.
Non mi costa mai lo scusarmi, cosa che hai già visto sul tuo blog.
Costa al mio orgoglio vedere che quello che per me era chiarissimo per altri può essere “urticante”.
Comunque su Cinissselle Balzammi, io sulle carte geografiche scriverei: “Hic sunt Leones“.
Della serie In quanto a finezza a voi non ve lo mette in cubo nessuno!
cap: mi spiace essere sempre io. Che così sembro uno dei tanti Negri di Dumas. Quale? Tutti e 2, padre e figlio. Erano quelli (malpagati) che scrivevano i dialoghi. Quando i committenti erano pagati un tanto a riga, i Negri avevano bisogno di allungare il brodo e avevano inventato i personaggi “monosillabici”.
Io purtroppo sono polisillabico anche nelle congiunzioni!
marcoscud: put the client first, adesso è previsto anche il caso di “un commentone”. della censura sul melafonino a rate non c’ero e se c’ero dormivo, proprio non ricordo, dev’essere stato un errore. coscientemente ho cancellato due commenti in sei anni, editati un altro paio, in base alla considerazione che non voglio star a spender soldi in avvocati per difendermi da una qualche accusa di vilipendio o altro.
cap: non sei il primo su cui una mia battutina ha l’effetto di far variare delle regole di redazione. In questo caso solo una dicitura. Ti ringrazio perchè sei riuscito a farmi sorridere.
Mi era già successo col Giornale on.line che da dopo che ho cominciato a mandare post (quasi tutti pubblicati) ha ridotto da 3000 a 2500 e poi a 2000 il numero di caratteri ammessi. Idem con Beppe Severgnini su Italians.online: da 3000 a 2000 caratteri. Se pensi che una mia lettera, da lettore, a Polito, direttore del Riformista, è servita più di cento telefonate al distributore, per fare si che il Riformista fosse diffuso anche in Valle Assina (Canzo Asso ecc.), questa è la dimostrazione che a volte, la voce della base, anche la più infima, può avere effetti sul vertice. Quando ero più giovane e gli industriali dell’Editoria erano uomini del calibro di A Mondadori (padre), una mia lettera alla proprietà ebbe l’effetto di fare uscire 2 ispettori e di fare licenziare un venditore (questo non voluto). E che il grande vecchio l’avesse letta, lo so perchè ho rivisto la mia lettera con i segnacci blu e rossi di pugno del grande padrone e la dicitura: “Intervenire SUBITO”. Ce l’avevano in mano i 2 ispettori impauriti che cercavano di sanare quello che per me era stato un vero e proprio “imbroglio”.
A volte basta chiedere. Come dicevi tu sul caso di A Romano, passato nel silenzio generale dal Riformista al Sole 24ore. Basta chiedere e lui ti risponde che si è proprio così. Però a volte bisogna avere voglia di chiedere.