Argomento : visto si stampi

In Turchia vietano il fumo (peraltro fra le vibrate proteste dei proprietari di caffè) e a Londra avanzano dubbi su Sting e il tantra sex. Punti di riferimento che mancano, come quando c’è stato il passaggio di Topo Gigio a Mediaset. Vabbè, ne troveremo degli altri, da domani si va in vacanza.

Statemi tutti bene, ci si rilegge a settembre.

Argomento : blog - teoria e prassi

WordPress ha avuto quattro diversi aggiornamenti in poco più di un mese. Per evitare la scritta “c’è una versione più recente, aggiornare”, che a me fa lo stesso effetto del bip bip quando non allacci le cinture di sicurezza1, bisogna fare il backup e aggiornare. Cosa noiosa e, per l’utente tecnoscettico, anche un piccolo stress: e se tutto andasse, per così dire, a donnine allegre?

Ho così deciso di provare un altro software: Serendipity, il cui ultimo aggiornamento è stato predisposto nel gennaio di quest’anno. Sette lunghi mesi senza nemmeno un aggiornamento, una vera tentazione.

Dopo un veloce test, tra i PRO metterei:

  • l’installazione davvero semplicissima, due videate e chiusa lì, a differenza di WordPress non occorre modificare nessun file php;
  • la disponibilità di soli 40 template, a differenza dei 944 di WordPress (di cui però circa 900 assolutamente inguardabili), tutti dall’aria abbastanza severa e sobria;
  • la disponibilità di molti meno plugin di WordPress, che è un altro modo di semplificare la vita all’utente (a occhio c’è comunque tutto il necessario).

Fra i CONTRA, indicherei invece:

  • i problemi nell’importazione dei post da WordPress (ne importa tre per uno con date messe a capocchia), su cui, se va bene, bisogna lavorarci su.

Il risultato finale dell’esperimento è lo status quo, con la speranza di una futura flessione dello zelo degli sviluppatori WordPress.

  1. ringrazio fin d’ora la gentile lettrice o il gentile lettore campano, meglio se proprio di Napoli, città in cui la riottosità ad allacciare le cinture di sicurezza qui nel profondo Nord è paradigma e leggenda, che volesse spiegare come viene gestito in zona il terribile bip bip.
Argomento : in provincia

Si arriva alla situazione attuale, risultato di dinamiche ancora una volta esterne: il Trentino provincia “autonoma”, così come l’Alto Adige/Sudtirolo. La loro autonomia è speciale da un punto di vista politico e finanziario. Relativamente al primo, in tema di turismo, agricoltura, urbanistica, piani regolatori, tutela del paesaggio, sanità, università e ricerca e altro ancora1 le leggi provinciali hanno il solo limite della Costituzione e dei “principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica”, non delle leggi statali. Dal punto di vista finanziario, alle province autonome sono garantiti i nove decimi del gettito fiscale locale (IRPEF e IRPEG), a cui si aggiunge una quota variabile dell’IVA negoziata periodicamente con lo Stato (al di là delle citate competenze primarie, le province gestiscono molte attività altrove in carico allo Stato).

E la Regione? Forse non è proprio la situazione prospettata da Leonardo nel suo post, ma sulla Regione marginalizzata non si piangono troppe lacrime. Mentre il potenziale conflitto etnico a nord si raffredda, i trentini elaborano abbastanza rapidamente il lutto per la perdita di ruolo. Sfumata la regione, si è trovata, in fondo, una versione riveduta e corretta del principato vescovile.

[fine]

  1. scuole materne, porti lacuali … l’elenco completo sarebbe lungo, lo si trova all’articolo 8 dello Statuto.
Argomento : in provincia

Dopo la Liberazione gli Alleati decidono che il confine resti al Brennero. A margine del Trattato di Pace viene però stipulato un accordo1 in cui si assicurano pari diritti tra gruppi etnici, libertà nell’uso della lingua e “l’esercizio di un potere legislativo ed esecutivo autonomo”. La Costituzione repubblicana del 1948 affida tali poteri alla Regione Trentino Alto-Adige. Per non lasciare in minoranza gli italiani nel frattempo trasferitisi in provincia di Bolzano, si diluisce l’elemento tirolese in salsa trentina. Ma, mentre i trentini si esercitano nell’arte che gli viene più facile, un colpo al cerchio e uno alla botte, tra i sudtirolesi monta la rabbia.

La questione sudtirolese diventa oggetto di dibattiti all’ONU, i duri del Befreieungausschuss Südtirol passano da attentati dimostrativi, come quello al monumento equestre a Mussolini di Ponte Gardena/Weidbruck nel 1961, alla presa di mira delle forze dell’ordine. Il presidente della Südtiroler Volkspartei, il carismatico Silvius Magnago, tiene invece i suoi ai metodi pacifici e al los von Trient2 (via da Trento, autonomia) lanciato nel memorabile discorso di Castel Firmiano. Il governo italiano sulle prime non risponde, ma, di fronte alle difficoltà nel reprimere la lotta armata per via militare, ha un interlocutore. La strada è spianata per il secondo statuto di autonomia che entrerà in vigore nel 1972.

[continua]

  1. negoziato per l’Italia da Degasperi, nel frattempo tornato alla politica e allora Ministro degli Esteri.
  2. los von Rom e ein Tirol sono invece le parole d’ordine di chi chiede il distacco dall’Italia e la riunificazione col Tirolo del Nord.
Argomento : in provincia

Le cose si mettono male e agli austriaci preme la neutralità italiana. Per l’incomodo, pare, cederebbero il Trentino, ma non Trieste, né il Brennero; realtà o leggenda, l’accordo non si fa e dopo un po’ iniziano le ostilità. Battisti passa il confine, si arruola volontario nell’esercito italiano e non impiega molto a farsi catturare, impelagato fra attacchi e contrattacchi nell’area di Vallarsa, condannare per alto tradimento e infine impiccare. Degasperi continua invece a fare il parlamentare e a guerra finita ritrova intatta la sua base elettorale. Viene rieletto in Parlamento nel 1921, stavolta a Roma, dove diventa capogruppo del Partito Popolare; poi viene incarcerato dai fascisti e, uscito, si ritira a vita privata, bibliotecario in Vaticano.

In Italia il Trentino viene inquadrato nella regione Trentino Alto Adige, assieme alla porzione di Tirolo a sud del Brennero abitata all’epoca quasi solo da popolazioni di lingua tedesca. Non ci sarebbe molto da dire, se non che le vessazioni del regime alla popolazione tirolese, costretta infine a scegliere nel 1939 tra la completa assimilazione e il trasferimento nel Reich, produrranno effetti nel dopoguerra anche sulla provincia di Trento.

[continua]