Il principato vescovile crolla come un castello di carte per le scosse dell’espansione napoleonica, per venire successivamente aggregato al Tirolo, sotto il diretto dominio austriaco. Passa il tempo, passano le guerre di indipendenza, e la provincia diventa, assieme a Trieste e alla Dalmazia, la marca italiana dell’impero. Qualcuno ci lucra, c’è del vino da vendere senza troppa concorrenza e vecchi ostelli per pellegrini da trasformare per la nascente industria turistica, qualcuno ne è insofferente. Gli austriaci non lesinano l’impegno, tracciano ferrovie, irrigimentano fiumi, costruiscono scuole. In seguito, il ricordo del loro governo tenderà ad avere i toni del rimpianto.
Nel 1907 si svolgono le prime elezioni a suffragio universale; i popolari stravincono nelle valli, prendendosi 7 seggi su 9, i socialisti prevalgono in città1. Il risultato si ripete quattro anni più tardi, quando entrano al Parlamento di Vienna due trentenni: il popolare Degasperi della Valsugana e il socialista irredentista Battisti di Trento.
[continua]
- il nono seggio è quello di Rovereto: va al barone Manfrini del vecchio partito liberal-nazionale. ↩


Primo intervento in parlamento: “Salve, sono Cesare Battisti e ho un’idea meravigliosa”. Purtroppo non aveva un blog e si sa come è finita.
acidosignore: dannati, gli han rubato l’idea!