5 ottobre 2009
Argomento : politico
L’attenzione alla “roba”, ché questo è un Paese dove il lavoro viene pagato e valutato niente e un patrimonio immobiliare, sia quel che sia, non si nega a nessuno; l’ignoranza più spessa, ché non c’è mai vero dolo in queste storie, solo l’idea di essere più furbi, di poter costruire in un certo modo, di poter costruire in un certo luogo, le regole sono fatte per gli sciocchi; ed è fatta. Fino alla prossima, solita, calamità naturale.


Cap: Stava 1985 era ovviamente localizzata in Calabria.
E tutto sommato la diga del Vajont è l’unica cosa che non è crollata (purtroppo, perchè l’onda, creata dalla diga come trampolino, ha fatto molti più morti che se si fosse rotta la diga). Quindi lode agli architetti.
Ne parlo perchè mia moglie a Stava perse una collega e io a Longarone la sorella di un mio compagno di scuola.
Anche il Vajont è ovviamente in Sicilia.
Ogni volta che mi viene voglia di capire cosa sia SEMPRE stata l’Italia (e temo SEMPRE sarà) mi rivedo la cosa più bella che Paolini abbia mai fatto: Vajont!
Non serve leggere articoli di giornale o altro.
Basta ascoltare Paolini che racconta la storia di una tragedia molto annunciata e di un monte che i vecchi dicevano fosse marcio.
Non serve neppure guardare, giusto ascoltare!
cap:Certo. nel Sud l’abusivismo è endemico e anche l’unica regola.
Ma si può chiamare abusivismo un fenomeno regionale che fa si che anche le sedi di Carabineri, Polizia di Stato o GdF siano totalmente abusive?
Ci sono sedi distaccate di tribunali che sonmo abusive.
O palazzi di tribunale, come il Palazzaccio a Roma, costruite su zone riempite di terra di riporto, che da sempre sprofondano.
Ma anche il Palazzo reale di Amsterdam è soggetto allo stesso destino per gli stessi motivi: eccesso di peso su terreno “soffice”.
Le grandi distruzioni dell’ultimo terremoto di San Francisco (io ci abitavo vicino) sono avvenuti su Palazzi costruiti su terre recuperate dal mare (nel 1905) per l’Expo Universale: quella della costruzione del Canale di Panama.
Il terremoto del 1989 ha praticamente liquefatto la sabbia che stava sotto e le case sono come sprofondate.
cap: per conoscenza da FB, una risposta ad un post critico (come il tuo) su FB da parte di un Messinese vero:
Anche Giuseppe Munaò ha commentato lo stato di Angelo Mellone:
“Angelo non metterti anche tu a fare il qualunquista, Io sono messinese e sono tante le cose che non vanno in quella città, ma per favore non diciamo cazzate senza conoscere i luoghi, quando vuoi ti accompagnoi io di persona a vedere quei posti, le case crollate a Giampilieri, Molino, Altolia fanno parte dei nuclei del centro storico risalente a decine e decine di anni fa, regolari, non abusive e non costruite sui letti delle FIUMARE, non dei fiumi. Quanto accaduto, non è legato all’abusivismo edilizio, sulla montagna crollata non vi erano costruzioni perchè impossibili da realizzare (conosco bene i luoghi) piuttosto non vi erano alberi, non vi era vegetazione che potesse sostenere il terreno, in Sicilia abbiamo migliaia di forestali pagati per non fare nulla, forse bisognerebbe impiegarli per qualcosa. Vi prego però di non sparare a zero e di avere rispetto dei morti, loro sono vittime innocenti. grazie”
Avendo anch’io sparato sull’abusivismo nella stessa “conversazione” mi è sembrato doveroso diffondere la voce di uno che ci vive e che non parla per partito preso.
In effetti, dopo averne sentite e viste tante in TV, credo che tutti ci siamo scatenati sull’ abusivismo….
marcoscud, Lilas: l’abusivismo, secondo me, è una parte del tutto, i veri “furbi” sono quelli che riescono a far dichiarare edificabile un’area che dovrebbe non esserlo e quindi a costruire in perfetta legalità (formale). detto questo, il rischio di scrivere una pisquanata è sempre dietro l’angolo, sono d’accordo.
Se dovessimo fare l’elenco delle costruzioni sorte nella perfetta legalità in luoghi dove nessuno dei nostri nonni avrebbe messo manco la porcilaia non basterebbero tutte le pagine del web. Guardiamo alla Langa di Cuneo, dove ogni due per tre una ripa si porta via una fetta di terreno (e ciò che ci sta sopra); guardiamo alla Valtellina, dove frana fa rima con quotidiana; e via via verso Centro e Sud passando per Liguria, isole maggiori e minori… Una casa non si nega a nessuno in Italia (e pure altrove), una casa sicura è storia dimenticata.
Però ci son anche posti di “eccellenza”, cioè dove la sicurezza è presa sul serio, ad esempio a casa del Cap, dove la manutenzione è di regola, non straordinaria. E anche in Val Taleggio, altro posto potenzialmente disastrabile, dove l’estate si consolida di prassi ciò che l’inverno rischia di spiaccicare (bello spiaccicare, nevvero?).
Pardon, mi son dilungata. Non vorrei rubar la scena al MarcoScud (eh eh)
momyone: a dirla tutta, Stava, dove vent’anni fa c’è stata una pesantissima catastrofe, è in Val di Fiemme, Trentino (non in Calabria, come chiede ironicamente marcoscud nel suo primissimo commento). fu uno shock e da allora all’ambiente ci si sta più attenti, ma in ogni caso il mio non voleva essere un post “terroni vs polentoni”.
cap: lo so lo so, ma sai che gli scalda colla sono proprio dei cagacaxxi semina zizzania.
Stava l’ho citata perchè ci colpì molto. Eravamo in vacanza in Valle d’Aosta col nostro primo di neppure un anno, e Patrizia che sapeva che la collega, con tutta la famiglia, era sempre da quelle parti si preoccupò.
Il caso volle che la famiglia della sua collega fosse in gita e lei che non ne aveva voglia venne spazzata via in uno degli alberghi coinvolti.
Partecipammo molto al lutto.
Un po’ la stessa sensazione che ebbi dopo 2 crolli di funivia in Valle d’Aosta, avvenuti non molto tempo dopo che le avevo usate (Cervinia e Chamoix).
E sempre dopo il collaudo successivo a lavori di riparazione-ammodernamento!
Sul Vajont, uun mio compagno di scuola si salvò perchè era a studiare a Milano e i suoi genitori facevano i gelatai in Germania. Ci rimase la sorella.
I terremoti me li sono sempre persi tutti, tranne un paio di scossette 2.4/3.0 Richter al giorno in California (le senti se sei seduto).
Quello grosso del Friuli ero in un garage sotto terra. Altri che sapaventarono molto i miei colleghi, stavo in un posto dove le scosse non si avvertivano.
Quello grosso dell’89 in Californio, fui così furbo da avere la famiglia a Milano e io a Tokio per lavoro. Vederlo in diretta sulla CNN non è la stessa cosa. Tornai a casa a San Josè 12 giorni fopo, ma dalle strade e da molti edifici era già sparito qualunque segno. Sembra l’Italia….
Lo so che così sembro la vostra vittima preferita quotidina Sir S, ma ho fatto anch’io la vita lavorativa che fa lui, e per ben 30 dei miei 35 anni di EYE+BEE+M. E per questo lo capisco più di voi.
Ti ho risparmiato altre citazioni di meridionali, sempre su FB, con esempi di follie lungo tutto il sud-centro a partire proprio da Messina e risalendo lo stivale.
rubare la scena a marcoscud? mission impossible. come è impossibile non essere calamitati da certi post del Nostro (notate l’attacco proustiano).
per tornare in tema, una perla di saggezza tutta terrona.
acidONE: ‘sta mattina, letto il post di Cap, avevo deciso di soprassedere. Tutto sommato lo condividevo e per un minimo rispetto vetrso le vittime, soprattutto i bambini, avevo deciso di tacere.
Poi su FB sono stato attirato da una domanda provocatoria di Angelo Mellone (giornalista, ora anche su Unomattina):
Voi costruireste mai la vostra casa nel letto di un torrente asciutto e mi è tornato in mente Stava. Uno degli alberghi spazzati via a Stava stava proprio nel letto asciutto da lunga pezza di un torrente.
Allora sono tornato sulle mie decisioni.
acidosignore: “fa più danni l’imbecillità umana che il terremoto di Messina” è da incorniciare.
marcoscud: a Stava non fu il letto asciutto di qualche torrente (in Val di Fiemme torrenti asciutti ce ne sono forse il mese di agosto), ma una diga di terra a servizio di una miniera, che, da bassa che era all’inizio, fu progressivamente alzata finché collassò, portandosi dietro migliaia di metri cubi di fango, i controlli pubblici praticamente inesistenti. fra parentesi, uno degli ingegneri che doveva controllare la sicurezza abitava poco distante da casa dei miei, dopo poco si ammalò di tumore e credo non arrivò nemmeno alla sentenza.
Cap, non intendevo far di tutte le “calamità innaturali” un fascio. Semplicemente ricordare che ci sono un miliardo di luoghi “potenzialmente” a rischio in Italia ma che ce ne sono alcuni in cui si è anche fatto tesoro delle brutte esperienze – costruendo meglio, controllando di più. Ma il controllo del territorio (le cosiddette manutenzioni ordinarie, per intenderci) lo deve fare anche chi ci vive e lo conosce.
Nel caso specifico, senza volerla tirar troppo lunga, ieri guardavo ai vari TG gli sfollati negli alberghi. C’erano anche giovani, non solo anziani e puerpere. Ecco, se fosse stata casa mia (come per l’alluvione in Piemonte) io sarei stata là con una pala, non a piangere in tv sulla sfortuna dell’esser dimenticati da Dio, dallo Stato eccetera. Ma son interventista, e so usare un badile… forse sbaglio io.
momy: scusami se ti ho ricordato nei giorni scorsi i tuoi trascorsi da pompiere in cantina con gli stivaloni.
Io so che oramai dormi con gli stivali ai piedi in attesa di….
Ammesso qualunque gesto scaramantico anche laddove non dotati di opportuni “family jewels”.
cap:su Stava sapevo tutto e ieri, al sovvenirmi del nome, ho riletto tutto la stessa voce di Wiki a cui puntavi tu.
Eppure ho un ricordo di questo Albergo, praticamente quasi del tutto sparito per la violenza del fango, che sedeva in quello che sembrava il letto (vecchio, magari vecchissimo) di un torrente non più in uso da tempo.
La violenza della valanga, in maggior parte liquida, con tutti i detriti che si trascinava trovò, nella mia memoria visiva, uno sbocco in questo letto già si può dire pronto e spazzò via l’albergo lasciando solo molto sporche case e altro ai lati di questo “letto”.
E’ così che allora lo memorizzai.
Sicuramente mi sbaglio.
E anche se fosse non è lo stesso di avere costruito in letti asciutti di fiumare come spesso succede al Sud.
cap: Visto che l’ho citato spesso, ecco il link ad un articolo di Angelo Mellone su Farefuturo:
http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art=2376&Cat=1&I=immagini/Foto%20D-F/frane_int.gif&IdTipo=0&TitoloBlocco=Il%20Corsivo&Codi_Cate_Arti=44
Dopo il complottista A Romano, il compagno Fini!
Sono pronto ad andare a votare alle primarie del PD. Che non è l’acronimo della più antica bestemmia della storia (così cara ad un mio amico in questo blog) ma è, mi dicono (stile commercial della Rocchetta), un partito
(a)po(ca)lit(t)ico!
Ah contessa, contessa cos’è mai la vita.
A Mellone, oltre che non di sinistra, è di Taranto. Non è, in questo caso un’aggravante generica fissa, ma un pregio come garanzia di un minimo di conoscenza diretta del problema del Sud.
Anch’io, come lui, credo che il Meridione sia Irrecuperabile, e non da oggi!
Ma tra i miei amici sono noto per il mio innato ottimismo fondato sulla filosofia del
bicchiere totalmente vuoto
marcoscud: il Sud è un tema interessante. tutti i Sud di Europa in questi anni si sono emancipati, tranne il nostro. non ci crederai, ma io non ho ancora capito come hanno fatto a coprire Napoli di metri di immondizia. non cerco una spiegazione immaginifica alla Saviano, che par di legger Tolkien, ma una cosa piana, prima a, poi b poi c, niente. detto che comunque ce n sono tante di cose che non ho mai capito, ripeto che nel post che stiamo commentando ci si riferiva a “un Paese che ….”, non al Sud in quanto tale. forse dovrei mettere qualche grassetto di più ;-)
cap: e io molti di meno!
Ma se vuoi capire Napoli comincia a studiare Palermo. Penso che tra un mese, nonostante il Preddelconsdeimin del fare e San Bertolaso avremo il bis a Palermo.
cap:Io una spiegazione storiografica l’ho letta. Era un punto di vista nuovo e l’ho letto e riletto. Non ci ho trovato falle logiche macroscopiche e l’ho memorizzato tra le cose in cui tutto sommato credo.
Parlava dell’unificazione. Del dopo la spedizione dei mille. La Spigolatrice di Sapri e il banditismo.
Della feroce guerra di conquista (stile Campagna sterminatrice in Libia) con l’esecuzione di interi paesini e paesani che avevano dato appoggio ai banditi.
Chi erano questi mitici banditi? Gente che si opponeva alle rapine (tasse e coscrizione) dei governo Sabaudo.
Pansa parlerebbe giustamente di guerra civile. Una guerra finita con decine di migliaia di morti anonimi e con la nausea di tutta una parte della nazione verso un Governo (per loro straniero) conosciuto solo attraverso le tasse e le gabelle.
E da allora che decisero che il Governo era loro nemico e che loro
si sarebbero astenuti da qualunque collaborazione con l’oppressore. Che si arrangiasse lui a gestire le cose, loro non lo avrebbero combattuto più ma si sarebbero seduti a vederlo annaspare.
Lo so, a me sembrano quei mariti che per fare dispetto alla moglie se lo tagliano. Ma questa spiegazione storicistica, di una non partecipazione attiva dei meridionali alle cose della loro regione, mi ha sempre affascinato.
cap:comunque il tuo razionalismo Cartesiano (da a b, da b a c) mal si sposa con una filosofia da Magna Grecia imperante in regioni per te aliene.
Dove non discutono neppure più sul fatto che gli angeli esistano e neppure sul sesso degli angeli ma su quanti angeli ci stiano sulla capocchia di uno spillo.