11 gennaio 2010
Argomento : addii
Ci lascia anche Eric Rohmer, aveva raggiunto un inaspettato successo di pubblico con la riduzione di “la Marchesa di O” da un racconto dello scrittore romantico von Kleist. Nelle sue pellicole non succedeva niente o quasi, si raccontava di amicizie e solitudini. Al vostro blogger era piaciuto molto il raggio verde1.
- AGGIORNAMENTO: chi invece si sia strasfracellato i santissimi alla vista de il raggio verde troverà soddisfazione leggendo, ed eventualmente commentando, questo post. ↩


amo i suoi film, quel succedere niente che dici..
saluti
m.ang
cap:per un attimo mi hai fatto sussultare: Avevo letto la Porta Verde. “The Green door” un classico del Porno d’autore! ;-))
“L’amico della mia amica” (si chiamava così?) è stato quello che più ho amato
cap: Ho rivalutato Leonardo. Di almeno 5 gradini è risalito nella mia stima (Cinque)!
Come si fa ad avere un Avatar come quello di Oscar Ferrari? Su Splinder ormai ho fatto “coming out” e ora sono lo stesso che su FF e FB! Ma WordPress è più difficile da impressionare!
Ho visto solo il raggio verde, quindi non posso proprio commentare l’opera omnia. Eera uno strano tipo, questo potrei dirlo a cuor leggero. Magari ora che è moruto daranno qualche su film alle 3 di notte su qualche canale scacciato… ah, la cultura!
peccato. magari da questo soggetto cinematografico avrebbe tratto un capolavoro (già lo vediamo, Ghezzi)
Vado a mettermi un maglione pesante, ho sentito un brivido di freddo (sarà il grio e umido del paesaggio?)!
mariangela, Oscar: aha, romehriani anche voi!
momyone: strano come? oh, mi fai diventar curioso … qua e là l’ho visto etichettato come cattolico, mentre i suoi film, quei pochi che ho visto, non mi sono sembrati particolarmente orientati alla devozione …
acidosignore: il soggetto lo vedo più per un Antonioni …
marcoscud: ecco, sì, un bel maglione … ;-)