28 gennaio 2010
Argomento : letture
Mese di commiati: addio anche a J. D. Salinger. Aveva 91 anni.
Come milioni di altre persone anch’io ho amato Il giovane Holden1, letto quasi tutto di un fiato su un interregionale tra Bologna e Trento.
- AGGIORNAMENTO (30/1/2010): anche in questo caso, però, tutti i gusti son gusti. ↩


non sono sicura di aver amato davverodavvero -il giovane holden- però un grande scrittore.
Adorato. E da ieri sera mi sono messa a rileggerlo (desiderio in realtà che covavo da qualche mese, da quando Holden aveva innamorato anche mia figlia Bianca).
Alzate l’architrave, carpentieri.
Elena
searching: eh sì, succede che alcuni libri ci stregano e altri ci lasciano freddi (e altri ancora, magari, irritati), vai a capire perché.
elena: oh, Bianca ha già letto il giovane Holden? quanti anni ha?
“Il giovane Holden”, evidentemente, è piaciuto molto alla mia generazione, parzialmente a quella del Cap e molto poco a quella dei “grezzetti”. ..;-)
A malincuore, quando l’ ho “promosso” tra i libri assolutamente da leggere, mi sono resa conto che li lasciava abbastanza “tiepidi”…. Non amavano il linguaggio disinvolto, non amavano le sue elucubrazioni.
La considerazione più moderata era ” Proaf…non è un po’ sborone??”
Altra generazione…;-))
lilas: guarda che anche per la mia non è proprio stato un grande successo. Mi è solo dispiaciuto non averlo letto in lingua origianle. Ne ho già parlato su FF, tu lo puoi vedere su FB.
Lilas: dopo “proaf … ma non era un po’ sborone?” io avrei avuto bisogno come minimo di una grappetta … ;-)
marcoscud: oh, se non t’è piaciuto in italiano, dopo lo sforzo della lettura in lingua originale l’avresti odiato!
cap:Leggere in Inglese è una gioia. Mi sono letto in originale tutta la fantascienza possibile, tutti i gialli, qualche autore addirittura io l’ho letto tutto, anche 30 volumi, e Patrizia nulla, non sa neppure che esista,
E cominciai con Odissea nello spazio 2001. O con Raymond Chandler (slang duro anni 40, e pure parecchio slang afro-americano).
Non ti dico quanto sia bello “Our man in Cuba” di Graham Green, mentre “Il nostro agente all’Avana” non l’ho mai finito! Ma i vecchi traduttori tipo Elio Vittorini (che a me piaceva anche come romanzieri) non ci sono più.
Di un nostro grande traduttore Bianciardi (l’autore della “Vita Agra”), traduttore per Feltrinelli dei 2 Tropici (Cancro e Capricorno) di Miller, devo un giorno farne un post.
In ricordo di un pomeriggio a Rapallo, nella libreria di sua moglie, a parlare con lui, senza rendermi conto del passare del tempo, per almeno 4 ore. E proprio di Miller, e dell’arte del traduttore, dei suoi scambi epistolari conMiller, della Vita agra eccetera. I miei 15 minuti di notorietà alla Andy Wahrol? Lunghi come 15 minuti!