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J. D.

Mese di commiati: addio anche a J. D. Salinger. Aveva 91 anni.

Come milioni di altre persone anch’io ho amato Il giovane Holden1, letto quasi tutto di un fiato su un interregionale tra Bologna e Trento.

  1. AGGIORNAMENTO (30/1/2010): anche in questo caso, però, tutti i gusti son gusti.
caporale | post di argomento letture pubblicato il 28 gennaio 2010 » 7 commenti
Finora ci sono 7 commenti. »
  1. searching pubblicato il 29 gennaio 2010 alle 11:51:

    non sono sicura di aver amato davverodavvero -il giovane holden- però un grande scrittore.

  2. elenapetulia pubblicato il 29 gennaio 2010 alle 12:10:

    Adorato. E da ieri sera mi sono messa a rileggerlo (desiderio in realtà che covavo da qualche mese, da quando Holden aveva innamorato anche mia figlia Bianca).
    Alzate l’architrave, carpentieri.
    Elena

  3. caporale pubblicato il 30 gennaio 2010 alle 14:11:

    searching: eh sì, succede che alcuni libri ci stregano e altri ci lasciano freddi (e altri ancora, magari, irritati), vai a capire perché.

    elena: oh, Bianca ha già letto il giovane Holden? quanti anni ha?

  4. Lilas pubblicato il 31 gennaio 2010 alle 08:46:

    “Il giovane Holden”, evidentemente,  è piaciuto molto alla mia generazione,  parzialmente a quella del Cap e molto poco a quella dei “grezzetti”. ..;-)
    A malincuore, quando l’ ho “promosso” tra i libri assolutamente da leggere, mi sono resa conto che li lasciava abbastanza “tiepidi”…. Non amavano il linguaggio disinvolto, non amavano le sue elucubrazioni.
    La considerazione più moderata era ” Proaf…non è un po’ sborone??”
    Altra generazione…;-))

  5. marcoscud pubblicato il 31 gennaio 2010 alle 17:22:

    lilas: guarda che anche per la mia non è proprio stato un grande successo. Mi è solo dispiaciuto non averlo letto in lingua origianle. Ne ho già parlato su FF, tu lo puoi vedere su FB.

  6. caporale pubblicato il 31 gennaio 2010 alle 21:25:

    Lilas: dopo “proaf … ma non era un po’ sborone?” io avrei avuto bisogno come minimo di una grappetta … ;-)

    marcoscud: oh, se non t’è piaciuto in italiano, dopo lo sforzo della lettura in lingua originale l’avresti odiato!

  7. marcoscud pubblicato il 1 febbraio 2010 alle 09:28:

    cap:Leggere in Inglese è una gioia. Mi sono letto in originale tutta la fantascienza possibile, tutti i gialli, qualche autore addirittura io l’ho letto tutto, anche 30 volumi, e Patrizia nulla, non sa neppure che esista,
    E cominciai con Odissea nello spazio 2001. O con Raymond Chandler (slang duro anni 40, e pure parecchio slang afro-americano).
    Non ti dico quanto sia bello “Our man in Cuba” di Graham Green, mentre “Il nostro agente all’Avana” non l’ho mai finito! Ma i vecchi traduttori tipo Elio Vittorini (che a me piaceva anche come romanzieri) non ci sono più.
    Di un nostro grande traduttore Bianciardi (l’autore della “Vita Agra”), traduttore per Feltrinelli dei 2 Tropici (Cancro e Capricorno) di Miller, devo un giorno farne un post.
    In ricordo di un pomeriggio a Rapallo, nella libreria di sua moglie, a parlare con lui, senza rendermi conto del passare del tempo, per almeno 4 ore. E proprio di Miller, e dell’arte del traduttore, dei suoi scambi epistolari conMiller, della Vita agra eccetera. I miei 15 minuti di notorietà alla Andy Wahrol? Lunghi come 15 minuti!