Argomento : altro

Il saper riparare le cose ha un certo fascino. Se poi trovi uno che lo fa ad un prezzo onesto è il caso di far girare la voce.

E allora ne approfitto per fare un po’ di pubblicità alla Ravelli Sport di Gardolo di Trento, cioè el Ravelli, che mi ha aggiustato un vecchio zaino Berghaus che può sempre tornar buono. El Ravelli gli zaini li costruisce anche, e sono disposto a scommettere che siano zaini fatti bene.

Argomento : altro

Un nuovo social network per il cazzeggio senz’alibi. La logica è: scatena il tuo Marzullo interiore.

Provato anche questo, naturalmente. I server sono sembrati un po’ affaticati, per cui non è detto che duri1.

  1. del resto, anche tra i social networks, sono i migliori a morire giovani.
Argomento : politico

Il logos di Nichi Vendola non è il massimo dell’incisività, tutt’altro, ma, fossi in Puglia, come minimo mi sarei dato da fare per avere le primarie. Visto anche che ho effettivamente saltato a piè pari le cronache sulle indagini in corso laggiù, vi giro il riassunto che ne fa delio.

c’è un medico barese che lavora da anni ad harvard, sembrerebbe di chiara fama, e la cui nomina a primario di una clinica barese viene ostacolata – a detta di un assessore alla sanità del pd in odore di corruzione – da forti pressioni politiche (a cui l’assessore stesso si piega supinamente). a colloquio con questo assessore, pochi mesi prima di cacciarlo via, vendola si incazza e gli chiede di lasciargli finalmente via libera ignorando le pressioni politiche (che lui presume provenire da ambienti massoni). ecco, per questo vendola è stato indagato. per la cronaca.

Argomento : altro

Da lettore debole non avrei un gran diritto a discutere di libri digitali e relativi lettori, ma, vabbé, sono un blogger e lo faccio lo stesso.

Ve lo ricordate1? Era la metà degli Ottanta e qualcuno, la luce del convertito negli occhi, vi parlava dell’ultimo grido in fatto di musica. L’acquisto si era portato via un sacco di soldi, ma ne valeva la pena, si sentivano le note una per una, senza fruscii, pareva di essere in sala di registrazione o sotto il palco, se era un live, e che comodità, inserivi e premevi play, basta con la polvere, e la modalità random, e poi, e poi.

I compact disc, naturalmente. Dal punto di vista visivo tattile assolutamente deprimenti2, la musica che ne usciva era in realtà un pastone metallico3 alla faccia della tanto decantata maggiore qualità sonora. Ma i laudatori del nuovo supporto continuavano ad aumentare, si compravano sempre più CD e, raggiunta una certa base, case discografiche e negozianti avevano cominciato a ridurre lo spazio per i vinili. Il tempo passava, se ne trovavano sempre meno 4 ed anche i più riottosi ad un certo punto hanno dovuto adeguarsi. Poi, su questo hanno giocato anche altri fattori, le cose sono andate avanti: gli ex negozi di dischi, dove ormai si trovavano solo compact disc, hanno iniziato a chiudere5.

Ecco, per dire che l’interesse attuale di una certa blogosfera da tramezzino sugli e-book ha un che di già visto6. Le due principali ragioni portate a favore dell’e-book sono la comodità di lettura – ma quando mai leggere un libro è stato scomodo? – e il potersi potare appresso un’intera libreria – ma chi ha mai desiderato di portarsi in viaggio o in vacanza più di qualche libro? Però, come si è visto nel caso dei compact disc, un prodotto sostanzialmente inutile, se non peggiorativo dell’esistente, può trovare un suo mercato e provocare sconquassi. In questo caso il rischio è che potremmo trovarci relativamente presto ad avere difficoltà a trovare i libri di carta che vorremmo nelle librerie che siamo soliti frequentare e, un po’ più tardi, ad avere difficoltà a trovare anche le librerie stesse. Forse la partita è già perduta, chi lo sa, nel frattempo un buon proposito per il futuro: non regalare e-reader e, nel caso in cui se ne ricevesse uno, farselo cambiare senza indugio.

  1. domanda retorica rivolta ai lettori di una certa età, over 35 diciamo, gli eventuali altri si fidino.
  2. senza arrivare alla copertina di Sticky Fingers, che raffigurava un paio di blue jeans con una vera cerniera, chi non ha mai tenuto in mano un vero LP ha perso qualcosina dal punto di vista del piacere sensoriale.
  3. una questione di campionamento, spiegheranno in seguito, i primi CD campionavano alla sanfason, e ci sarebbero voluti anni per arrivare a un livello paragonabile a quello di un medio impianto per vinile.
  4. nel ’93 l’ultimo LP acquistato dal vostro blogger: Pop Pop di Ricky Lee Jones.
  5. in città un paio si sono buttati sull’abbigliamento in franchising, un altro sui videogiochi, mentre i due rimasti si sono divisi il mercato: uno va sul commerciale – Laura Pausini, Andrea Boccelli e compagnia – e sulla classica, ma continua ad avere sempre meno varietà sugli scaffali, l’altro lavora per le discoteche, cura le nicchie di mercato ed ha una sezione di vinili.
  6. l’unica sostanziale differenza è che adesso i convertiti non li incontro di persona, ma online.
Argomento : su e giù

Settimana impegnativa, poche energie per il blog, niente meglio che un classico da cazzeggio per vincere un inizio di ruggine.

Quando sull’autoradio dopo l’attacco archi-e-fiati, sempre lo stesso da mò, parte il vocione, ché par di vederlo il Nostro, anche in sala di registrazione, ad aspettarsi l’applauso quando sfodera be lonelyyyy, e al suo esordio c’è stato per tutti un momento in cui si è detto o pensato “che voce!”, ma adesso pare la parodia di Barry White, non se ne può già più. Uno diventa becero, meglio farla corta.

GIÙ: Mario Biondi.

È vero, qui lo si è criticato. Ma è difficile restare indifferenti quando, dopo essersi tanto esercitato sul genere, si mette a fare cover di sé stesso, ché quella che nell’83 era una canzone come tante, cantata oggi più bassa, la nota che cita il telefono occupato suonata al piano anziché al synth, sembra quasi un’altra. Come quei vini che col tempo guadagnano.

SU: Franco Battiato.