C’è questo, il nuovo Paolo Giordano, dicono, che fa il supplente in un liceo e in una classe, a un anno di distanza, trova ancora i riverberi dell’emozione per una compagna portata via dalla leucemia. Devono essere riverberi forti, toccano anche lui e vuole scriverci un libro. Le prime versioni, i compagni di classe le rileggono, inizialmente tutto fila liscio anche con la famiglia della ragazza. Ma quando parte il battage, i primi articoli sui giornali, le indiscrezioni che cominciano a circolare – la casa editrice è Mondadori, mica una di Rovereto -, la madre esprime forte disagio, fa sapere che la cosa la fa stare molto male.
Niente, tutto qua, non c’è una morale particolare, non c’è chi ha ragione e chi ha torto, ma il blog è anche un po’ un archivio e questa storia volevo appuntarmela.


ullallà, questa è difficile. ’spetta, dicevi Paolo Giordano? quello della solitudine dei pisquani primi? vabbé, è un po’ tirata per i capelli, lo sappiamo.
recensito l’ipad… con un po’ di ritardo. Come dire… ogni tuo desiderio è un ordine :-)
acidONE: Mental masturbation tutte ma quella della mezz’ora prima del primo collega è una grande idea. Non per nulla l’ho usata fino a che NON ho smesso di fare i turni!