Domenica e lunedì gli elettori di 13 regioni italiane sceglieranno chi li governerà nei prossimi cinque anni. E per i cittadini delle singole regioni la cosa si chiude – o meglio: si apre – lì. Commentatori pagati allo scopo e perdigiono di varia risma cercheranno però di leggere nei risultati indicazioni politiche nazionali: chi ha perso e chi ha vinto?
Salvarsi dal fiume di parole che ci aspetta, in fondo, è semplice. Detto che in Lombardia e Veneto, da una parte, e in Emilia, Umbria e Toscana, dall’altra, il risultato è segnato a priori, alla grossa vince chi si porta a casa il maggior numero delle regioni rimanenti. Non tutte le regioni hanno però la stessa ampiezza, gli stessi abitanti, lo stesso peso economico e politico. Quindi una cosa sarà vincere le elezioni, sempre là dove la vittoria in questione è una notizia, in una di quelle grandi, un’altra vincere in una delle medio-piccole.