Domenica e lunedì gli elettori di 13 regioni italiane sceglieranno chi li governerà nei prossimi cinque anni. E per i cittadini delle singole regioni la cosa si chiude – o meglio: si apre – lì. Commentatori pagati allo scopo e perdigiono di varia risma cercheranno però di leggere nei risultati indicazioni politiche nazionali: chi ha perso e chi ha vinto?
Salvarsi dal fiume di parole che ci aspetta, in fondo, è semplice. Detto che in Lombardia e Veneto, da una parte, e in Emilia, Umbria e Toscana, dall’altra, il risultato è segnato a priori, alla grossa vince chi si porta a casa1 il maggior numero delle regioni rimanenti. Non tutte le regioni hanno però la stessa ampiezza, gli stessi abitanti, lo stesso peso economico e politico. Quindi una cosa sarà vincere le elezioni, sempre là dove la vittoria in questione è una notizia, in una di quelle grandi2, un’altra vincere in una delle medio-piccole3.


e le regioni terziste?
acidONE:Una volta che il sir fa un post molto condivisibile… Anch’io ho avuto questa sensazione di “Nicchia, della nicchia, della nicchia…” e la coprolalia di Luttazzi poi non la sopporto più in nessuna forma!
cap:Partendo mi pare da 11 a 2, anche se finisce 9 a 4 Mr Kattivik può dire di avere vinto. Finisse 7 a 6 (7 al PD) direbbe di avere stravinto (indipendentemente dal numero di voti). Sono solo ipotesi numeriche sparate ad minchiam per fare da base ad un ragionamento.
Se si verificasse la seconda delle ipotesi numeriche o per puro caso (non penso ma ora nessuno lo sa) una peggiore per il PD, di una sola dichiarazione sono sicuro al 100%:
[... Ma noi siamo più intelligenti perchè leggiamo di più...] (Cit Il Velista re Minc*ia (ops Mida) al contrario)
acidosignore: le regioni terziste hanno sempre torto.
marcoscud: posto che siamo in democrazia, ognuno può dire quel che vuole, anche che perdere 9-4 o 8-5 è vincere. se lo fa perché è stipendiato alla bisogna, meglio per lui, se lo fa a gratis si tratta evidentemente di un perdigiorno.
cap:ti trovo meno lucido del solito: febbre da elezione?
Secondo grossi studi USA sulle elezioni quando c’è un “Incunbent” la probabilità che lui venga rieletto per no-contest è altissima.
Da questo punto di vista se le regioni come sono ad oggi sono 11:2 è perchè la Sinistra in 11 regioni si presenta come la regione del precedente (incunbent) governatore. Fin qui spero saremo d’accordo!
Se di queste 11 ne perdi 3 o 4 (oltre alle altre 2), vuol dire che i tuoi 3 o 4 governatori NON hanno operato bene o che i loro amministrati lo pensano. Anche fin qui penso che tu sia d’accordo.
2+3 o 4 fa 5 o 6. Quindi 8 o 7 per la Sinistra. Ipotesi numerica tanto per amore della discussione ovvio.
Il discorso che se anche ne vince solo 4 può dire “Ho vinto” non è mia, l’ho sentita da uno di quelli che gestiscono le indagini e gli exit Poll (e che per caso NON è stipendiato da Mr B ed è di sinistra (o lo era quando si sposò)!
Ho premesso che non riesco neppure ad immaginarmi come andranno queste elezioni e ultimamente me ne frega anche meno. I problemi reali della mia vita sono abbastanza impegnativi per non lasciarmi altri spazi.
Andrò a votare e ci porterò anche i figli (per caso il maggiore è tornato oggi da Dublino e la piccola Federica è andata a prenderlo all’aeroporto di Orio guidando la sua macchinetta. Stanno diventando grandi e i genitori invecchiano)!
cap:la lunghezza del commento precedente era per dare ragione al tuo “perdigiorno” ;-))
La scorsa settimana ho incontrato un consulente aziendale di Milano. Abbiamo parlato delle prossime elezioni in Lombardia. Mi ha detto che Formigoni è il padre padrone della regione. “Se non sei di CL non lavori”, ha concluso.
Due giorni fa ero a Napoli. Nel centro storico neanche un manifesto elettorale del PD, solo PDL e UDC. Ho incontrato un piccolo imprenditore e gli ho chiesto un parere sulla situazione politica alla vigilia delle elezioni regionali. Mi ha detto che Bassolino ha creato un sistema clientelare formidabile. “Se non sei dei suoi non lavori”, ha concluso.
Si tratta di due voci raccolte dal basso. Non sono evidentemente un campione statisticamente rilevante, ma la coincidenza di opinioni fa riflettere. Sembrerebbe che chiunque sia al governo adotti lo stesso metodo. La questione quindi non è quale schieramento, bensì quale etica e prassi politica.
Mauro bus n. 5
Mauro: Leggiti il libro del Padrone della Esseleunga Caprotti “Falce e Carrello” e scoprirai che se non sei la Coop, in una regione o città o provincia Rossa non avrai mai (non ti danno la licenza) una Esselunga.
Il vecchietto è pazzo ormai (vista anche l’età) ma è molto dettagliato e porta le prove documentali di tutte le pratiche che gli hanno bloccato, magari dandone una uguale il giorno dopo alla Coop! E non hanno MAI osato denunciarlo per calunnia. Anche con i giudici amici perderebbero!
Tutto il mondo è uguaglio. Per questo che in genere “l’incunbent”, vince alla grande. Guarda il regno di Bassolino che è durato così tanto. E producendo nulla o debiti, non le tante cose fatte da Formigoni!
Mauro, marcoscud: l’etica in politica mi va bene, ma con “son tutti uguali” quello che incombe davvero è il fantasmagorico qualunquismo italico!