Argomento : visto si stampi

D’accordo che questo blog è in disarmo, ma la storia di Tommaso Debenedetti, raccontata in un’intervista al Pais rilanciata da Il Post, qualche riga la merita.

Figlio e nipote di critici letterari e scrittori, il Nostro cerca di fare una normale gavetta nel mondo delle patrie lettere. Recensioni, resoconti di dibattiti, un’intervista a Dacia Maraini. Non se lo fila nessuno.

E allora nel 2000 si inventa un’intervista a Gore Vidal, la propone a La Nazione e, sopresa!, il responsabile delle pagine culturali accetta entusiasta. È un punto di non ritorno, l’inizio di una carriera a suo modo fulminante: un’ottantina di articoli in dieci anni1, perlopiù interviste, quella al cardinale Ratzinger in procinto di diventare papa, falsa come tutte le altre, gli procura un incarico di vaticanista per L’Indipendente. Punta i quotidiani di provincia con qualche pretesa o quelli dell’area di destra con “un grande complesso di inferiorità culturale”; niente di quello che scrive viene minimamento verificato, gli pubblicano tutto, a volte con richiami in prima pagina, lo pagano un niente. Rischia un po’ quando nel 2006 fa dire a John Le Carrè che, fosse italiano, voterebbe per Berlusconi. L’altro lo viene a sapere e smentisce su The Guardian, però in Italia la cosa è ripresa solo da Repubblica e tutto si smorza. Quest’anno il botto: un’intervista a Philip Roth per conto di Libero entra nel dibattito nazionale fino al punto di provocare un pensoso fondo di Pigi Battista sul Corrierone. Come spesso accade, però, al trionfo segue il disastro: qualcuno chiede conto a Roth della disillusione nei confronti di Obama dichiarata nell’intervista e lo scrittore cade dalle nuvole. Al di là dell’Oceano, differentemente che in Italia, alle parole danno peso e il castello di carte inizia a crollare. Ci vuole poco, Debenedetti è ormai bruciato e l’intervista su cui stava lavorando, un Gabriel García Márquez anche lui deluso da Obama, non verrà mai pubblicata.

Una storia edificante? A opinione di chi scrive lo sarebbe di più se fosse stato preso in mezzo anche qualcuno fra quelli che alle opere di Debenedetti hanno dato tanto spazio2, ma non si può aver tutto dalla vita.

  1. pranzo e cena li si mette assieme insegnando in una scuola.
  2. Libero, per esempio, se l’è cavata togliendo dal sito l’intervista incriminata.

7 Commenti

acidosignore

9 giugno 2010

Nell’attesa di un commento a sproposito di Marcoscud sul De Benedetti hardware*, diamo la parola a un professionista serio (senza problemi di pranzo e cena), segnalato dal leggendario Opinionista .
*che non c’entra niente e si distingue anagraficamente per una pausa, ma almeno bazzica i suoi tormentoni preferiti, congiuntivo e vela per intendersi.

marcoscud

10 giugno 2010

Per la verità su FF si è parlato di De Benedetti simulando una intervista del nostro illustre intervistatore a Luttazzi il Pornografo NON timido e plagiaro internazionale di TUTTI i comici dell’orbe terraqueo!

A chi sosteneva che una intervista a Daniele Luttazzi sarebbe noiosissima, vista la sua tendenza a rispondere ripetendo le domande,  ho ribattuto che uno capace di inventarsi domande e risposte e intervista stessa produrrebbe una pagina veramente magistrale ed interessante.

Adesso, tanto per voi 2 ultimi Soldati giapponesi nella giungla, potrei anche citare il pensiero che mi è venuto in questo preciso istante: “Nonostante il nome, questo De Benedetti mi sembra come il Mr B che fregandosene bellamente della realtà la reinventa a suo uso e consumo, una volta avrei detto ad Usum Delphini. Oggi purtroppo dovrei dire: Ad Usum del Fini! ;-))”

marcoscud

10 giugno 2010

Concordo totalmente con Caporale sullo schifo che l’unico che abbia pagato (ma lo pagavano pochissimo e giustamente ricevettero quello che si meritavano) sia stato solo lui. I giornalai che gli pubblicavano le interviste, neppure scusa hanno chiesto (e scusate se parlo come Yoda). ;-P

marcoscud

10 giugno 2010

Sto partendo verso nuovi lidi, ma almeno in un formato un po’ più 2.0: scheda Internet TIM e iPhone 3GS 32Giga con Internet Vodafone, più PC solito, più MAC 17″, più una memoria esterna per le foto da un Terabite. Ah e domani vado pure a prendermi un tele 70-300 Stabilizzato per la Canon! Ci manca solo che mi crei un Blog in WP come il Caporale e poi diventerei praticamente l’Anticristo! ;-)) Ed è solo colpa di Giorgio e del Professore, che invece di castrarmi e convincermi che non ero fatto per questo mondo “sbrillucchiante” (Cit Livefast), agli inizi di collaborazione con questo blog, mi incoraggiarono troppo! ;-(( Sborone e un po’ (tanto) cazzaro lo ero già di mio, e non dal 2009 ma almeno dal 1960!

caporale

10 giugno 2010

acidosignore: ecco qua. ché fra i tormentoni va aggiunta di diritto una new entry prepotente: il compagno Fini.

marcoscud: anche l’iPhone … marcoscud modaiolo!!!!!!

marcoscud

10 giugno 2010

Cap è dai tempi di una discussione sul blog di Spiritum che il melafonino era rimasto là nel retro del mio subconscio. Ho fatto un post su “Circonvenzione d’incapace” su FF. E poi comprare un 3GS nel momento in cui esce ad Agosto il 4, vuol solo dire essere anti-modaiolo! Oppure di averci un figlio di scorta a cui passarlo, nel momento che io volessi salire di livello!
La battuta su Fini è uno “Storpionimo” di Slow, un talebano integralista di una destra religiosa ed omofoba molto odiato su FF.
 Ha accumulato un record da Guinnes di gente che lo ha insultato bloccato o altro.
Ho solo trovato carino lo Storpionimo.

acidosignore

10 giugno 2010

un tale Bano? ‘ (tranquilli, quella di MontaAlbano ve la rispamiamo).
è bello star qui, pero’. dove c’è Caporale c’è casa.