28 agosto 2010
Argomento : vita
Stamattina sono andato a casa dei miei a raccogliere le prugne, mio padre ormai s’arrischia solo sui rami più bassi e quelli un po’ più alti, per fortuna, ché a gennaio dell’anno prossimo saranno ottanta, li lascia a me.
Ero lì da un po’ e vai a sapere cosa, la mattina di sole, il sabato, la scala che si appoggiava bene, le prugne che entravano nel cestello, a un certo punto mi è venuto in mente che sul lavoro una volta si cantava. Da lì a mettermi a cantare anch’io ci ho messo poco1.
- per la precisione: la mia work song di stamattina è stata i migliori anni della nostra vita. ↩


ora, pero’, sei stanco. mica ti manchi un po’ anche tu?
Cap, mi hai totalmente spiazzato con questo post.
Il MarcoScud, noto tuttologio del nulla si è fatto venire un grande complesso: di essere il nullologo del tutto!
Non è la work song per carità, è il titolo della canzone che mi ha costretto a usare Gogol. Malcoverta.
Poi ho capito perché: Renatino e i Sorcini, periodo totalmente inesistente della mia vita, forse perché all’epoca mi dedicavo intensamente alle sorelle dei sorcini.
Per di più non ho neppure una misera opinione sullo Zero, al di là di qualche espressione scatologica di circostanza, fondata più che altro su sentito dire piuttosto che per conoscenza diretta!
E come omofobo sono sempre stato molto scarso! Mooolto!
Infatti, quando lavora, marcoscud la canta cosi’.
ROTFL. Ma nel 1965 ero ancora in giro per l’Italia e l’Europa con amiche miliardarie e scopereccie (o non si può dire?), beh sessualmente ipersuperdotate, a cazzeggiare. Nel 1967 sarei andato a lavorare rientrando nel rango dei poveri a pieno titolo! E senza mietere il grano, ma producendone un casino per la bigcorporeiscion! ;-))
il prossimo anno dimmelo per tempo che ti suggerisco una canzone delle mis