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Preso. Un eee PC 1018P chiaro1 della Asus.

Carrozzato in alluminio, che è un bel vedere, solo un chilo e un etto di peso, un processore discretamente veloce, l’Intel Atom N550, connettività di tutti i tipi. Prima dell’acquisto gli aspetti dubbi riguardavano:

  1. la tastiera piccolina, ché un sedentario lavora soprattutto col computer da tavolo e tastiere comode;
  2. il tasto sotto il touchpad, definito in una recensione a thumb’s worst nightmare;
  3. la possibilità di collegare il computer a un proiettore senza dovere aggiornare la versione starter di windows 7 fornita aggratis.

Dopo l’acquisto, che dire, la tastiera è effettivamente piccolina, ti par di essere sempre lì a pigiare il tasto sbagliato. Però, siam seri, il Netbook è un secondo computer e per testi non troppo lunghi la tastiera fa il suo senza esacerbare l’utilizzatore finale. Il pulsantino sotto il touchpad è effettivamente un po’ rigido, bisogna farci il dito, ma niente più. A posteriori la definizione di peggiore incubo per un pollice si direbbe l’iperbole per ravvivare l’ennesima recensione tecnica. Sul collegamente al proiettore i dubbi erano venuti leggendo in rete qualche commento sulle limitazioni di Windows 7 starter installato aggratis sulla macchina. Non è che tocca spendere qualche euro in più per aggiornare al vero Windows 7? Chi diceva di sì, chi diceva di no. In questi casi niente vale un sano approccio sperimentale: stamattina ho attaccato la presa VGA a un proiettore già acceso e d’emblée, senza dover digitare tasti particolari, quello ha proiettato la videata sul muro. Insomma, un buon acquisto.

  1. si chiamerebbe “silver” ed è disponibile anche una versione “black”.
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Photo courtesy of Mail Online

Da un paio di giorni il contavisite del blog sta dando insoliti segni di vita. Decine di visitatori da Università, Enti pubblici di vario tipo, ma anche Aziende manifatturiere, Brunetta ne sarebbe sorpreso. Passano sull’onda di chiavi di ricerca che hanno a che fare con il Carnevale brasiliano. E si fermano brevemente su un vecchio post che consiste in pratica solo di una foto di Viviane Castro.

Quest’anno il Sambodromo di Rio ha visto la partecipazione di Gisele Bündchen, che Dio la benedica. Foto dell’evento e, roviniamoci, per martedì grasso un tema mascherato.

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Si sa com’è, quando ci si conosce tardi. Ognuno è geloso dei suoi spazi, ci si dice che la quotidianità uccide la passione, lei si porterebbe la gabbia del canarino a cui è così affezionata, e le scarpe, ne ha un’infinità, dove le mettiamo, che stress il trasloco, poi c’è un solo bagno, perché rovinare un così bel rapporto con beghe da Casa Vianello sui turni di doccia o peggio, e così via.

Bene, il candidato sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha una casa di proprietà. La sua compagna invece ha continuato a vivere in affitto in un appartamento del Pio Albergo Trivulzio. Avessero messo su casa assieme si sarebbero evitati un’antipatica polemica pre-elettorale.

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La notizia del giorno sarebbe il risultato di Mirafiori però, nonostante il sentimento di solidarietà per gli operai costretti a scegliere tra la padella e la brace, l’occhio viene catturato dal resoconto di un’inchiesta della televisione svizzera sul Tamiflu.

Il Tamiflu. Che ricordi, la blogosfera era molto frequentata, c’erano i Pisquani e in occasione di una qualche influenza uno di loro, tale Brodo, di ritorno da un viaggio all’estero scrisse quello che qui si considera il punto più elevato del Movimento, lo zenith del Pisquanismo. Un post in cui il Nostro, abbandonato ogni freno inibitore e improvvisandosi divulgatore medico, raccomandava a tutti di fiondarsi ad acquistare dosi del farmaco. Come si usava tra Pisquani, il testo era infiocchettato da abbondante uso dell’inglese.

Chi lo sa se qualcuno seguì quelle raccomandazioni. Storie vecchie, comunque, le cose cambiano e anche quel blog, come tanti altri, ha poi interrotto l’attività.

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Julianne Moore figura nell’ultimo calendario Pirelli e la racconta, per così dire, ancora molto bene.

È del 3 dicembre ’60, Julianne, e come tutti i nati in quel giorno oggi ne compie cinquanta. Un’età importante; con un po’ di fortuna ci si può arrivare bene, meglio di quanto si sarebbe pensato da giovani, quando sembrava un traguardo lontano.

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Per una volta il presente blog parteggia per il cavalier Berlusconi e non per il Presidente della Repubblica Napolitano.

Quest’ultimo, pare, sta nicchiando sulla richiesta del primo di un Cavalierato di Gran Croce per il colonnello Gheddafi. Violando così una delle regole fondamentali del vivere provincial-rurale.