CAPORALE REYES web-log gli appunti di un antipatico
Argomento : ascolti

Nel luglio di trent’anni fa hanno iniziato a vendere i primi walkman1. Il sociologo Massimiano Bucchi dedica all’anniversario un interessante post.

  1. il luglio del 1979, perdincibacco, la maturità, già passati trent’anni … comunque, tornando al walkman, da buon provinciale late qualcosa per prenderlo mi ci è voluto il 1988, in vacanza a Londra.
Argomento : ascolti

Sono le otto e un quarto, l’Olympiastadion sempre molto bello è ancora illuminato dal sole, e un Nils Lofgren dal labbro pendulo stile Lamberto Dini apre le danze al suono di una fisarmonica Fantini. Si proseguirà senza interruzioni fino alle undici e cinque, quasi tre ore in cui, se anche l’ultimo disco non è forse di quelli memorabili, Bruce Springsteen si dimostra in splendida forma, sostenuto da una band di 10 elementi ben affiatati1.

A differenza di tre dei quattro amici e compagni di viaggio non sono un vero fan del Boss, di quelli disposti a seguirlo per più di una data nello stesso tour; dal vivo l’ho visto solo un’altra volta, nel 1988, quando assieme a Peter Gabriel, Sting e qualcun altro aveva dato vita a una serie di concerti promossi da Amnesty International. Il tempo ha lasciato qualche segno, certo, ma l’energia, il gusto di stare sul palco con i vecchi sodali della E Street Band, l’invidiabile tenuta fisica e canora, la disponibilità nel concedersi al pubblico sembrano gli stessi di allora. È rimasta, va detto, anche una certa vocazione alla predica. Se vent’anni fa, infatti, proprio lui fra i tanti si era speso con enfasi per spiegare quanto fosse importante la dichiarazione dei diritti dell’uomo, l’altra sera l’ha buttata quasi sul mistico new age, rimarcando la necessità di fare del mondo una house of love, il suo mettere a disposizione per lo scopo, in solido con la band, il power of music, finendo in gloria con l’augurare a chi ne avesse bisogno un sexual healing.

Questi sono però dettagli di fronte a tre ore di buona musica e una scaletta che si permette il lusso di tenere fuori, senza farlo troppo rimpiangere, un classico come Thunder road. Al clima di festa aiuta, probabilmente, anche il messaggio fondamentalmente ottimista che viene dalle canzoni di Springsteen, gli inviti a non ritirarsi e non arrendersi. E c’è anche qualcosa che ricorda le sagre di paese, rivista e corretta per un pubblico “evoluto”, tipo il piccolo rito del raise your hands, quando Bruce raccoglie tra i fan che sono entrati nel pit, il recinto sotto il palco, i cartelli con richieste di qualche particolare canzone e ne sceglie qualcuna da cantare2.

Insomma, il divertimento non è mancato.

  1. a giudizio personale si sono distinti proprio il citato Lofgren che, labbro o non labbro, con il suo gran lavoro ha consentito a un appesantito, diciamo, Little Steven di rifiatare di quando in quando, e l’implacabile batterista dall’aria da contabile.
  2. nell’occasione sono state Seven Nights to Rock, This Hard Land, proposta da uno di Bolzano che era sistemato vicino a noi, e Pretty Woman candidata con un grande cartello che faceva riferimento al compleanno di Roy Bittan che, come ogni fan attorno a me sapeva, si festeggiava proprio giovedì.
Argomento : ascolti

La mattina, quando vado al lavoro in macchina, in genere ascolto Prima Pagina su Rai3, questa settimana c’è Sergio Romano che sta dimostrando un buon piglio da entertainer, oppure Stampa e Reggime, con il grande Massimo Bordin di cui mi piace molto l’ironia e l’effetto dell’accento romano di uno con un cognome che più Nord Est di così è difficile.

Capirete quindi perché ci ho messo fino a stamattina per mettere a fuoco che l’emittente più de sinistra si chiama Radio Capital.

Argomento : ascolti

In esclusiva per i lettori del presente blog, la traduzione degli interventi in dialetto dei Bastard Sons of Dioniso in “Uomini col borsello” di Elio e le Storie Tese. Per una volta, la regola “scrivi di quello che sai” viene qui rispettata.

verso il 45° secondo, Federico: “che se te bino, che no te me voti, te scavezo en quatro tochi e fago su luganeghe …” [se ti prendo a non votarmi ti spezzo in quattro e ti riduco in tanti di quei particolari salamini alla cacciatora tipici delle vallate trentine]

alla fine del 2° minuto, Jacopo: “oi, ti popa che te sei da sola, faghe veder a tuti che te sei na bela fiola” [piccola - "popa", letteralmente "bambina", è di difficile resa in italiano - che sei da sola, fallo vedere a tutti che sei bella]

Michele, di seguito: “son chi chipà arent a na bedola, me son rudolà do foie, asiete ala sviola” [sono qui sdraiato a fianco di una betulla, mi sono arrotolato due foglie, preparati alla suonata con strumenti ad arco - emerge il prepotente amore per la musica del valligiano]

Jacopo, ancora: “[incomprensibile] brave e bone, ma mi son en brodegon” [... brave e buone, ma io non sono quel che si dice un perfettino]

Federico, chiude: “sen qua coi Elii, scavezadi, e ne fen en trombon” [siamo qui con gli Elii, molto provati nel fisico e nello spirito, e adesso ci facciamo un trombone - ancora l'amore per la musica, probabilmente]

Buon ascolto.

Argomento : ascolti

Vista e sentita ieri a X Factor per la prima volta, una voce a metà tra Carmen Consoli e Ornella Vanoni, look ricercato e gradevole, si lascia notare.
Un solo piccolo difetto, una piccola contraddizione, almeno per chi appartiene alla generazione dello scrivente blogger: nel nome ricorda un personaggio di Alto Gradimento, Malik Maluk.

Argomento : ascolti

Non ci sono arrivato prima, è che forse per essere un fan dei Beatles sono allo stesso tempo troppo vecchio e troppo giovane, ma l’altro giorno mi sono accorto che “Help!” non ha solo un motivo musicale adesivo, di quelli che non si dimenticano, ma anche un bel testo. La storia di una maturazione, di un cambiamento, di uno che non avrebbe mai creduto di chiedere aiuto a qualcunaltro, e invece … Help me! Help me!

Un piccolo capolavoro.

Argomento : altro, ascolti

Consapevoli dei tempi di crisi, si propone un “prendi due, paghi uno”: due argomenti diversi, trattati al solito modo, in un solo post.

Rachida Dati
Ministro, bella signora, single; rimane incinta e non si sa di chi. Sistema il gossip con “Ho una vita sentimentale complicata” e torna in ufficio cinque (5) giorni dopo aver dato alla luce la figliola.
Mentre le femministe dibattono, da maschietti qui si è un po’ ammirati e un po’ intimoriti.

A ululati
Domenico Modugno è un grande interprete della canzone italiana, probabilmente il più grande. Va bene che ha fatto “Piange il telefono”, ma andrebbe un minimo rispettato.
Invece i Negramaro gli demoliscono “Meraviglioso” a ululati.

Argomento : ascolti

Anche le cover meno riuscite possono avere una loro utilità sociale.

Prendiamo “la cura” di Battiato, per esempio. Letta da alcuni in chiave mistico-religiosa, è considerata da un numero preoccupante di signore come una canzone altamente romantica. Ma la versione di Celentano, voce in primo piano, ascoltata ieri in autoradio, fa giustizia di queste suggestioni.
Come è anche chiaro leggendo il testo, si tratta di qualcuno che si propone nelle vesti di compagno di vita/operatore dei servizi di base a chi ritiene essere in condizioni di disagio psicologico. Meglio Cuccurucucù Paloma.

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Dritto al punto, il dichiarante offre protezione e sollievo rispetto ai forti elementi di problematicità che caratterizzano l’esperienza della destinataria (o destinatario; al riguardo l’Autore si tiene, come si suol dire, le mani libere).
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

Una piccola digressione prima di procedere (se la canzone fosse stata scritta dal duo Berlusconi-Apicella questo sarebbe il momento per la canonica barzelletta sull’italiano, il francese e l’inglese; qui s’è letto Gourdjeff e si va sulle correnti gravitazionali).
E guarirai da tutte le malattie
Perché sei un essere speciale
Ed io, avrò cura di te
Si prospetta la cosiddetta “alleanza terapeutica”.
Vagavo per i campi del Tennessee
(Come vi ero arrivato, chissà)
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
Attraversano il mare
Qualche misterioso rimando esoterico? L’accento meneghino del molleggiato svela il trucco, ricordando le tecniche di comunicazione persuasiva dei rappresentanti di commercio: quando si perde il filo del discorso, “tenere il pallino” e continuare a parlare anche a casaccio; zitti, mai.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza
Si assicura la disponibilità a partecipare a corsi di yoga ed aroma terapia; non esclusi i fiori di Bach.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi
La bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto
E il sesso? Viene fugato un eventuale dubbio riguardo alla natura della relazione: non sarà esclusivamente platonica.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono
Si esprime la volontà di regolare legalmente il rapporto (eventualmente in Paesi dove esista tutela delle unioni di fatto, il biglietto aereo sarà offerto dal dichiarante).
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

Altra digressione prima di chiudere (se la canzone fosse stata scritta da Biagio Antonacci, questo sarebbe il momento delle lacrime di commozione della protagonista, ma s’è letto Gourdjeff).
Ti salverò da ogni malinconia
Perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te
Io sì, che avrò cura di te
Si ricorda nuovamente l’alleanza terapeutica, non si sa mai.
Argomento : ascolti

Mai accorto prima dell’esistenza di Bugo, ma la sua "c’è crisi", quasi più recitata che cantata, m’è piaciuta dalla prima volta che l’ho ascoltata. E anche il video, con lui che fa le pulizie di una lavanderia a gettone*, non è male.

* non so se la citazione di Nick Kamen, che in una lavanderia Eighties rimaneva con solo i boxer, con soddisfazione delle clienti, sia voluta o no; in quella pulita da Bugo tira tutta un’altra aria.

Argomento : ascolti

A che serve Muxtape, chiedeva la flauta. A niente, o quasi.
In quel quasi c’è la scoperta di canzoni sconosciute e sorprendenti, come qui, dove hanno caricato una cover brasilera (o portoghese) di Life on Mars.