Post di argomento «blog – teoria e prassi»
Pausa
Ci sono casi in cui una chiusura netta sarebbe probabilmente la soluzione migliore. Il post di commiato, scritto come si deve, di quelli che rimangono nella memoria. Ma per fare le cose per bene in questi casi, alla Michel Platini, per capirsi, serve un di più di narcisismo e un’arte che qui manca.
E allora?
La svogliatezza c’è, è da parecchio che si porta avanti il gioco e una pausa non può che far bene: il blog si ferma per un po’. Tornerà più bello e più superbo che pria, vallo a sapé. Nel frattempo auguri ai passanti, è stato un piacere.
My parents were awesome
Dopo un po’ che l’ho scoperto gli ho mandato la foto dei miei1.
Tutti questi sconosciuti nei loro giorni migliori, alcuni davvero bellissimi, ormai mi hanno preso. E non passa giorno senza uno sguardo, ma anche due, a My Parents Were Awesome.
- come tempo d’attesa danno tre mesi, ancora uno e dovebbe esser messa online. ↩
Se amate molto i gatti non leggete questo post
Se invece provate sentimenti di vaga irritazione di fronte a un certo fanatismo gattofilo1, apprezzerete il sostegno al conduttore TV Bigazzi espresso da un blogger di qui.
- che sta prendendo piede anche in luoghi insospettabili, tipo il sito del Corrierone. ↩
Il bello dei commenti
Verso la fine di questo post su Engadget c’è scritto cosa si aspettano là dai commenti: far progredire la discussione, coinvolgere i lettori, passare un buon tempo e magari anche imparare qualcosa di nuovo.
Ora, le differenze tra il presente blog e Engadget sono enormi: nei numeri, nell’approccio, nella professionalità, nei temi affrontati. La cosa sui commenti suona però molto sensata e condivisibile; e la si prende come regola della casa.
Insomma, i commenti scritti per il piacere della discussione anche vivace, per trascorrere un buon tempo e per imparare o insegnare qualcosa qui saranno sempre benvenuti e graditissimi, per gli altri ci si sente liberi di usare le funzioni modifica e cancella.
Meglio di Granieri
Cosa direbbe a un giovane blogger, hanno chiesto una volta a D’Alema. Lui rispose di dubitare che l’ipotetico blogger fosse tanto giovane e di immaginarlo più agée.
Tempo un mese o poco più e arriva la ricerca americana: dal 2006 i blogger si sono dimezzati e sotto i 30 non c’è rimasto quasi nessuno. Insomma, D’Alema ci ha preso.