CAPORALE REYES web-log gli appunti di un antipatico
Argomento : blog - teoria e prassi

Dopo un po’ che l’ho scoperto gli ho mandato la foto dei miei1.

Tutti questi sconosciuti nei loro giorni migliori, alcuni davvero bellissimi … ormai mi hanno preso. E non passa giorno senza dare un’occhiata, ma anche due, a My Parents Were Awesome.

  1. come tempo d’attesa danno tre mesi, ancora uno e dovebbe esser messa online.
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Se invece provate sentimenti di vaga irritazione di fronte a un certo fanatismo gattofilo1, apprezzerete il sostegno al conduttore TV Bigazzi espresso da un blogger di qui.

  1. che sta prendendo piede anche in luoghi insospettabili, tipo il sito del Corrierone.
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Verso la fine di questo post su Engadget c’è scritto cosa si aspettano là dai commenti: far progredire la discussione, coinvolgere i lettori, passare un buon tempo e magari anche imparare qualcosa di nuovo.

Ora, le differenze tra il presente blog e Engadget sono enormi: nei numeri, nell’approccio, nella professionalità, nei temi affrontati. La cosa sui commenti suona però molto sensata e condivisibile; e la si prende come regola della casa.

Insomma, i commenti scritti per il piacere della discussione anche vivace, per trascorrere un buon tempo e per imparare o insegnare qualcosa qui saranno sempre benvenuti e graditissimi, per gli altri ci si sente liberi di usare le funzioni modifica e cancella.

Argomento : blog - teoria e prassi

Cosa direbbe a un giovane blogger, hanno chiesto una volta a D’Alema. Lui rispose di dubitare che l’ipotetico blogger fosse tanto giovane e di immaginarlo più agée.

Tempo un mese o poco più e arriva la ricerca americana: dal 2006 i blogger si sono dimezzati e sotto i 30 non c’è rimasto quasi nessuno. Insomma, D’Alema ci ha preso.

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La chiusura d’anno induce a far bilanci di tutti i tipi. È il festival delle liste e il presente blog offre ben due contributi al riguardo:una lista dei cinque blog chiusi o non più aggiornati da almeno sei mesi di cui (ad opinione strettamente personale) si sente la mancanza e una lista superessenziale dei migliori (sempre ad opinione strettamente personale) post della blogosfera italiana nel 2009

Quello che sta per finire è stato un anno particolarmente pieno di chiusure o sospensioni di blog. Per trovarne cinque non c’era che l’imbarazzo della scelta. Alla fine la lista è composta da:

  • thepetunias, il primo blog che ci è piaciuto, vai a capire cosa aveva di speciale, o forse è stato il secondo dopo personalità confusa che però continua ancora, ci manca il suo blog e anche l’emozione dei primi post e commenti;
  • zephyra, in pratica aveva smesso già da un po’, disavventure sentimentali e chissà cos’altro, in fondo non si può essere blogger a vita, ci mancherà la sua piacevolissima leggerezza;
  • italyisfalling, il blog scritto in inglese da un milanese giramondo,  ci mancherà il senso di enorme disgusto per quello che è diventato questo Paese e il racconto di una vita strana;
  • yzma, che fa la maestra elementare nella provincia veronese, ci mancheranno i suoi alunni e le sue recensioni di mostre pittoriche con appunti a margine sulle tavole calde dei diversi musei,
  • brodo primordiale, ricordando i suoi appelli da preteso uomo di mondo per l’aggiotaggio di Tamiflu ai tempi dell’aviaria, ci è molto mancato durante la suina: ci avrebbe fatti divertire ancora una volta, sicuro.

Nel 2009 si sono scritti anche molti bei post. Compilare la lista dei “migliori” ha richiesto un po’ di impegno, anche perché a scuola tanto tempo fa ci hanno spiegato che non si possono sommare mele e patate e, per non far brutta figura, ci siamo sentiti in obbligo di pensare a delle categorie. Ne abbiamo trovate due, mente e società, più un paio di “fuori sacco”, ed è andata come segue:

  • per la categoria “mente” è stato scelto questo post di spiritum. La motivazione: per aver espresso in modo nebuloso e confuso1 un sentimento comune a molti;
  • per la categoria “società” il preferito è questo post di malvino. La motivazione: per la descrizione amara e in presa diretta del degrado civile del Meridione d’Italia;
  • fuori sacco, “premio speciale della giuria“, diciamo, sono stati scelti altri due post: questo del Dr Pruno e questo di Piccola Fiammiferaia. Il primo per il senso etico e il secondo per la carica emotiva.
  1. chi l’ha detto che la lucidità sia per forza una cosa positiva?
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Il giro è senz’altro diminuito rispetto a un paio di anni fa, il presente blog è tornato ad essere molto di nicchia, come agli inizi, qualcuno però continua a passare. E anche a me, come Leonardo che lo chiede ormai da anni, è venuto l’uzzo di sapere qual’è il post che quest’anno è piaciuto di più. Sì, lo so, può darsi che passiate per il clima, per il gradevole layout, per affinità politica o altro, ma ci sarà un post che ha preso la vostra attenzione più degli altri? Uno, dico.

La regola è semplice: contate fino a tre e il primo post che vi viene in mente, ammesso che ve ne venga in mente uno, è quello giusto. Grazie!

Argomento : blog - teoria e prassi

La blogosfera è molle, incapace di portare miglioramenti al sistema informativo, insomma: pisquana, nota Giuseppe Granieri in uno dei suoi ultimi post. Il dato è sotto gli occhi di tutti, continua, e ne indica alcune cause: massa critica insufficiente, clima culturale cinico e baro, eccetera, eccetera.

Sarà. Qui invece si pensa che la cosa era chiara fin da subito: una blogosfera pronta a prender per buone le ricette del Nostro1 non poteva che essere molle.

  1. don’t feed the troll, le mille storie sulla reputazione; cioè rifiuto del dibattito e conformismo.
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Aveva cominciato a tenere un blog nell’ottobre del 2003. Ne è uscito un libro, poi un altro, poi perfino una serie TV. A questo punto Belle du Jour, che raccontava i suoi trascorsi di prostituta, veri o inventati chi lo sa, ha svelato il suo vero nome. L’università di Bristol, con cui ha un contratto a progetto per ricerche in campo medico, l’ha presa con flemma.

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Alla fine quel “qualcosa in più” che i blog possono dare a chi sa apprezzarlo, parlo di blog medi, naturalmente, è la possibilità di entrare in altre vite e altre storie. Un diario lasciato aperto su una pagina. Dicendo quel che si può dire, alludendo o tacendo quando è il caso.

Sono di questo genere i blog che leggo ancora con regolarità, e sono di questo genere i due tre abbandonati o chiusi che più rimpiango. Le discussioni sulla grande politica e sulle grandi questioni vanno bene finché servono a fare un po’ di luce sulla vita o sulla storia di chi scrive. Se pretendono il centro della scena, ci sono luoghi e strumenti più adatti.

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È stato un momento di debolezza, ma ve lo dico subito, ché poi magari mi filmano e mi ricattano.

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