Argomento : letture

Frase: Egli si sforzava di non deludere le persone che gli facevano quei discorsi spinte da affetto nei suoi confronti, ma per quanto lo riguardava non aveva la minima intenzione di sposarsi una seconda volta. Pensava che forse nemmeno con il passare degli anni avrebbe mai più provato il desiderio di prendere di nuovo moglie. Per la defunta Kanako aveva provato qualcosa di simile all’amore. (pag. 37)

Il parere (di un lettore dilettante): tre brevi racconti ambientati nel Giappone del dopoguerra, personaggi afasici, viaggi fuori stagione, sentimenti incerti, minimalismo antemarcia. E se i curatori del volumetto danno spazio nelle scarne note quasi esclusivamente al terzo e più lungo racconto, il lettore dilettante potrà essere deliziato dal secondo, il resoconto a posteriori dell’anniversario di matrimonio del “contabile in una piccola azienda di legnami” e della moglie né brutta né bella. Una sorpresa.

Giudizio: ottimo.

Argomento : letture

Frase: Il suo aspetto ricordava vagamente lo stereotipo del piccolo boss locale in qualche film di gangster americano. In realtà non era né un trafficante di droga, né un brutale esattore della mafia. Era un abile economista aziendale … (pag. 43)

Il parere (di un lettore dilettante): personaggi antipatici che usano solo computer Apple, il gusto per il colpo di scena che prende la mano in un finale esagerato, incongruenze qua e là come una mansarda lasciata libera “alla fine degli allegri anni ottanta” per trovare impiego in “una società dot com”. Non che manchino i difetti, ma il ritmo della narrazione, dapprima sonnolenta, poi implacabile, mette tutto in secondo piano. Un thriller serrato che ci si consiglia l’un l’altro. Quando l’avrete finito non avrete scoperto niente di nuovo di voi e del mondo, ma, forse a distanza di molti anni dall’ultima volta, sarete rimasti svegli fino a tardi con il libro in mano e la lampada accesa, assorbiti dalla lettura, vagamente inquieti nel sentire i rumori dei mobili che si assestano nella stanza a fianco.

Giudizio: distinto.

Argomento : letture

Frase: Nonostante la diade venga continuamente da più parti e con vari argomenti contestata, e con maggiore frequenza, ma sempre con gli stessi argomenti, in questi ultimi tempi di confusione generale, i termini “destra” e “sinistra” continuano ad avere pieno corso nel linguaggio politico. Tutti coloro che li usano non danno affatto l’impressione di usare parole a vanvera perché si intendono benissimo tra loro. (pag. 35)

Il parere (di un lettore dilettante): un librino di 90 pagine, trovato qualche tempo fa su una bancarella, che si fa amare per sintesi e chiarezza. La lucidità dell’analisi, metà della quale dedicata a smontare la relativamente frequente pretesa che tra destra e sinistra non ci sia differenza, l’altra metà a individuare nella tensione verso l’eguaglianza e nell’accettazione della disuguaglianza il discrimine tra i due poli, sarà apprezzata da tutti gli interessati al tema. Qualcuno proverà anche emozione nel leggere la pagina autobiografica verso la chiusura, quella in cui il filosofo torinese ricorda le vacanze estive nella casa di campagna, i giochi con i figli dei contadini, l’emergere delle differenti condizioni di vita, il diverso incidere della tubercolosi.

Giudizio: ottimo.

Argomento : letture

Frase: Io non ho delle soluzioni da proporre per l’industria di produzione dei contenuti, purtroppo, e non riesco che a essere pessimista. Pessimista senza catastrofismo, tuttavia, perché una buona consapevolezza dei processi in atto e delle problematiche da affrontare, insieme alla capacità di interpretare e padroneggiare l’organizzazione della conoscenza on line, anche partendo dalle poche e semplici nozioni che ho illustrato in questo volume, può servire come scialuppa di salvataggio o come bussola. (pag. 150)

Il parere (di un lettore dilettante): il titolo quasi punk non nasconde il vivace intento polemico di Metitieri, il libro però è prima di tutto un saggio sui problemi dell’informazione ai tempi di un’Internet diventata di massa. Vengono esaminate le ragioni del successo di Wikipedia e la crisi delle enciclopedie tradizionali, i possibili effetti distorsivi dei motori di ricerca e l’evoluzione negli archivi elettronici delle biblioteche, l’editoria scientifica open access e la parabola dei media tradizionali, stretti tra costi da ridurre e autorevolezza declinante. E poi, certo, la critica feroce ai blog e a meccanismi come lo scambio di link, per esempio, che nella vulgata avrebbero dovuto selezionare i contenuti migliori, mentre secondo l’autore sono serviti a far emergere una blogosfera piccina, egocentrica e superficialotta. Al di là della polemica contro quella blogsfera e i suoi guru (l’etichetta ci sarebbe: i pisquani), il saggio affronta un problema reale in modo documentato e analitico. Un testo attorno cui poter svolgere un programma di educazione civica nelle scuole.

Giudizio: distinto.

Argomento : letture

Frase: Il receptionist del motel Mizse sull’autostrada vicino a Kecskemét, un centinaio di chilometri a sud di Budapest, già mi conosce. Mi chiede perché me ne torno a Belgrado, visto che lì cadono le bombe. Una buona occasione per dire qualcosa di patriottico.
Solo molto più tardi mi è venuto in mente che, per esempio, avrei potuto rispondergli: “Magari non sono né utile né particolarmente indispensabile al mio Paese, ma il mio Paese mi è utile e indispensabile, eccome”. Invece, gli ho risposto: “Be’, io lì ci vivo”. (pag. 50)

Il parere (di un lettore dilettante): giornalista e scrittore, ma forse prima di tutto cittadino di Belgrado, l’autore annota piccoli e grandi avvenimenti nei giorni dei bombardamenti umanitari e anche dopo, nella caduta del regime miloseviciano e nell’affermarsi confuso della democrazia. Brevi schizzi che dovevano servire, nelle intenzioni iniziali, da spunto per racconti che non sono mai stati scritti. La raccolta, pubblicata nella sua traduzione italiana da una piccola casa editrice di Rovereto, interesserà soprattutto chi è intrigato dalle questioni balcaniche; la miscela di passione civile e disincantata ironia, però, tra dichiarazioni di cui presto pentirsi (la sera della cacciata di Slobo la radio lo chiama per un’intervista in diretta, ma sul tavolo ci sono ormai diverse bottiglie vuote), osservazioni sulle opportunità offerte dagli sviluppi della tecnologia militare di subire i bombardamenti tenendo le luci accese (tanto fa lo stesso), valutazioni sulla pericolosità delle accuse di tradimento sui giornali di regime in base al corpo dei caratteri impiegati, potrebbe incontrare il gusto anche di un pubblico più ampio.

Giudizio: buono (Gelmini riporta in auge i voti numerici e qui li si abbandona).