
Ci sono i meme, nei social networks, uno dei più recenti si chiamava #governochevorrei. Ho partecipato con una foto tratta dal film Robin Hood un uomo in calzamaglia e la precisazione che il mio governo preferito dovrebbe essere “equo in scioltezza”. Intendevo un governo che abbia a cuore chi ha di meno – meno soldi, meno mezzi, meno salute, meno opportunità – senza troppi schematismi.
Non so se il governo Monti è esattamente il governo che vorrei. Visto però chi c’era prima, dal Capo ai misirizzi sempre in TV, i Brunetta, i La Russa, i Sacconi, il guadagno sembra notevole. Vale quindi la pena godersi l’attimo con tante grazie a chi lo ha reso possibile. Il Presidente della Repubblica, certo, Monti medesimo, il manovriero Casini, i pidiellini moderati, Bersani. E poi, mentre il loro ricordo già si stempera, i detonatori della crisi, i famosi 8 traditori.
C’è da dire che l’articolo dal sobrio titolo “Ecco chi sono i giuda che hanno pugnalato il governo alla Camera” pubblicato dal Giornale, una fonte affidabile, elenca 9 nomi, non 8. Sia come sia eccoli qui, a tutti un pensiero grato:
on. Roberto Antonione, triestino d’adozione, medico, ex presidente della regione Friuli Venezia Giulia;
on. Alessio Bonciani, fiorentino, del ’72, il più giovane, al suo primo mandato parlamentare;
on. Gabriella Carlucci, algherese di nascita, base elettorale in Puglia, soubrette e giornalista televisiva;
on. Ida D’Ippolito Vitale, avvocato calabrese, esordi DC, parlamentare dal 1994;
on. Fabio Gava, avvocato trevigiano, già assessore in regione, al suo primo mandato parlamentare;
on. Giustina Mistrello Destro, un’azienda di famiglia, ex sindaco di Padova, in Parlamento dal 2006;
on. Giancarlo Pittelli, penalista calabrese, alla terza legislatura;
on. Francesco Stagno D’Alcontres, barone e chirurgo plastico siciliano, in Parlamento dal 1996;
on. Franco Stradella, imprenditore edile piemontese, 70 anni, il senior del gruppo, parlamentare dal 1996.