Post di argomento «politico»
I risultati degli extraparlamentari
Nei giorni scorsi si è parlato molto dei grillini, le Liste a 5 stelle benedette dal comico genovese che secondo Pierluigi Bersani avrebbero deciso l’esito dell’elezione in Piemonte. I grillini hanno sicuramente rappresentato una novità e portato loro rappresentanti nei consigli regionali di Piemonte e Emilia Romagna. Molta meno attenzione hanno però ricevuto le altre liste senza rappresentanza parlamentare, alcune delle quali hanno avuto risultati anche migliori. Il presente blog intende mettere rimedio a questa situazione.
Il movimento di Nichi Vendola, Sinistra Ecologia e Libertà, è stato quello che, tra gli outsiders, ha ottenuto i risultati complessivamente migliori: al di là dei 6 eletti in Puglia, le liste sono riuscite ad eleggere altri 8 consiglieri regionali al Sud, al Centro e anche al Nord. In Puglia e Campania, peraltro, i vendoliani si sono presentati assieme ai socialisti e i risultati fanno pensare che questi ultimi abbiano rispolverato il vecchio mestiere nel gioco delle preferenze: tutti e due gli eletti della lista unitaria in Campania sono socialisti, così come 5 degli 11 pugliesi. Va aggiunto che soprattutto nel Centro, Lazio compreso, liste autonome dei socialisti hanno inaspettatamente superato il quorum, con il partito che conta alla fine delle operazioni una dozzina circa di consiglieri regionali.
Anche le liste della Federazione della Sinistra, composta da Rifondazione e Comunisti italiani, hanno dimostrato un seguito di carattere nazionale. Il punto debole è però stato il Sud, con il fallimento della candidatura a governatore della Campania del piemontese Ferrero, solo parzialmente compensato da un risultato positivo in Calabria.
La proposta del Movimento per l’Autonomia fatica un po’ a farsi strada in continente; raccoglie comunque il consenso sufficiente per 5 consiglieri regionali, uno di più dei citatissimi grillini. Allo stesso livello si è situata l’UDEUR che, non ci si crederebbe, ha ancora un seguito elettorale che permette di confermare la seggiola di Sandra Lonardo Mastella e altri quattro amici sparsi fra Campania, Calabria e Lucania.
Sono quattro i movimenti che hanno ottenuto 3 consiglieri regionali: la Lista Bonino-Pannella, i Verdi, quelli ufficiali, ché in Piemonte ha ottenuto un seggio una lista di “Verdi Verdi per Cota”, la Destra da poco orfana della sua ex candidata premier Daniela Santachè e l’ultima creatura politica di Francesco Rutelli: Alleanza per l’Italia. Il consenso al momento è ancora un po’ di nicchia, ma non si sa mai.
Chiudiamo con chi ha ottenuto due consiglieri regionali: Noi Sud e il Partito Pensionati. Il messaggio di Noi Sud verosimilmente punta sull’orgoglio terrone e la Campania, che è un po’ la Mecca delle liste fuori dagli schemi consolidati, lo premia con due seggi in consiglio regionale. Il Partito Pensionati è invece un fenomeno del Nord produttivista e frenetico in cui i vecchi si sentono forse un po’ trascurati: un consigliere in Lombardia e uno in Piemonte. I due chiamati a rappresentare i diritti dei pensionati sono però relativamente giovani1: Elisabetta Fatuzzo, classe ’69, e Michele Giovine, del ’73. La politica, si sa, è l’arte del possibile.
3 a 1
I grillini, i non grillini, la curia romana … quando si perde non si deve cercar scuse: la partitissima è finita male, gol della bandiera segnato da Vendola su palla tagliata da Pierferdy.
A parziale consolazione s’è segnato qualcosa nei campi periferici1.
PENSIERI MATTUTINI:
- è ufficiale: non valeva la pena di fare approvare il decreto della vergogna per riammettere la lista Pdl nel Lazio;
- forse Bonino sarebbe stata una migliore amministratrice di Polverini, non lo sapremo mai, da un punto di vista politico generale però la sua mancata elezione apre maggiori spazi di manovra per il PD;
- sotto sotto sarebbe stata la giornata di Casini, in Piemonte però i grillini, nuova configurazione del vecchio qualunquismo italico, oltre che a Mercedes Bresso hanno rovinato la festa anche a lui;
- la Lega aumenta il proprio peso elettorale, sarà interessante seguire gli sviluppi.
- con tutto il rispetto per Liguria, Marche e Lucania, beninteso. ↩
Chi vince e chi perde
Domenica e lunedì gli elettori di 13 regioni italiane sceglieranno chi li governerà nei prossimi cinque anni. E per i cittadini delle singole regioni la cosa si chiude – o meglio: si apre – lì. Commentatori pagati allo scopo e perdigiono di varia risma cercheranno però di leggere nei risultati indicazioni politiche nazionali: chi ha perso e chi ha vinto?
Salvarsi dal fiume di parole che ci aspetta, in fondo, è semplice. Detto che in Lombardia e Veneto, da una parte, e in Emilia, Umbria e Toscana, dall’altra, il risultato è segnato a priori, alla grossa vince chi si porta a casa1 il maggior numero delle regioni rimanenti. Non tutte le regioni hanno però la stessa ampiezza, gli stessi abitanti, lo stesso peso economico e politico. Quindi una cosa sarà vincere le elezioni, sempre là dove la vittoria in questione è una notizia, in una di quelle grandi2, un’altra vincere in una delle medio-piccole3.
Un uomo di parola
Se Obama avesse mancato la sua principale promessa elettorale, gli americani, per primi i suoi elettori, gliene avrebbero chiesto il conto1.
L’ha mantenuta.
- in Italia funziona diversamente: quello che nel 2001 si era dato l’impegno concreto di “meno tasse per tutti”, nove anni dopo è lì che sogna nuove grandi riforme fiscali e va tutto bene. ↩
Il partito dell’Amore
Stavolta Tartaglia non c’entra, nel Pdl milanese si menano tra di loro.