Argomento : politico

L’aspetto gentile? Il nome strano mai sentito prima? La difficile sfida con il lanciatissimo Sarkò? Forse un po’ tutti e tre i motivi, e ai tempi delle ultime presidenziali francesi avevamo preso Ségolène Royal in gran simpatia.

Vabbè, una delle tante passioni di nicchia: la Nostra ieri ha perso male le primarie socialiste, quarta su sei concorrenti, e il meglio per lei, politicamente parlando, sembra passato.

Argomento : politico

Personalmente sono convinto che Radio Radicale faccia un buon lavoro di documentazione e, quando posso, ascolto sempre la rassegna stampa mattutina di Massimo Bordin (apprezzo un po’ meno la conversazione con Marco Pannella, ma va ben). Al momento stanno montando il caso del rinnovo della convenzione con lo Stato per la trasmissione  delle sedute del Parlamento. Chiedono 10,2 miloni di euro.

Perché proprio 10,2 e non 20, per dire, oppure 5? Quanto costa il servizio a Radio Radicale? C’è forse un sovrapprofitto? Domande che all’ascoltatore curioso vengono di default.

Sul sito della radio c’è una pagina titolata Perché 10 milioni a Radio Radicale. C’è scritto

  • che Radio Radicale nel tempo ha fatto anche di più di quanto stabilito dalla convenzione,
  • che ha costituito e rende accessibile un’imponente documentazione sulla vita politica italiana,
  • che l’unica volta che si è proceduto a una gara per l’assegnazione del servizio1, Radio Radicale è risultata il solo partecipante,
  • che i network radiofonici con diffusione paragonabile a Radio Radicale hanno una raccolta pubblicitaria variabile dai 13 ai 65 milioni di euro (cioè più di quanto ottenga Radio Radicale dalla convenzione2).

Un normale preventivo dei costi invece non si trova.

  1. nel 1994, ai tempi del governo Ciampi per un importo di 10 miliardi di lire, la metà di quanto richiesto oggi.
  2. che vieta la trasmissione di spot pubblicitari.
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A seguire le manovre economiche del Governo viene in mente quando1 si diceva che i film dei fratelli Vanzina si reggono su due gag in tutto, quelli dei fratelli Zucker su due al minuto. Ecco, tra contributi di solidarietà e riscatti pensionistici che appaiono e scompaiono che nemmeno i figli di Gheddafi, per tacere delle province, i Vanzina sono stati superati.

  1. sì, gli Ottanta, sempre quelli, che volete farci, gli anni dell’apprendistato.
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Da ex ragazzo di periferia m’aveva colpito in particolare la porno tax. Vabbè, dettagli, la storia di Berlusconi e le tasse è raccontata tanto bene da Mattia Feltri.

Ché poi ognuno ha le sue e qui la tassa più pesante sembra quella di dover laurà gratis tre giorni in più.

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La questione della possibile insolvenza1 degli USA è stata risolta in un modo che ai vecchi ragazzi degli anni Ottanta avrà certo ricordato l’allora Ministro della Sanità Carlo Donat Cattin alle prese con un caso di inquinamento da pesticidi delle acque di falda2. Pochi giorni ed è arrivato il declassamento del debito americano da parte di Standard and Poor’s. Per la prima volta, mai successo prima, niente tripla A.

Forse aveva ragione quel mio collega quando diceva che non bisogna prendere ferie ad agosto ché è il periodo in cui succedono le cose importanti3.

  1. sì, insomma, il famoso “default”.
  2. non si trovò di meglio che alzare i limiti di tolleranza dei pesticidi medesimi; “Torna potabile l’acqua inquinata” l’ironico titolo de La Stampa in prima pagina.
  3. lui si riferiva a questioni di vita lavorativa, promozioni e defenestrazioni, cose così, ma va ben.