Argomento : in provincia

Si arriva alla situazione attuale, risultato di dinamiche ancora una volta esterne: il Trentino provincia “autonoma”, così come l’Alto Adige/Sudtirolo. La loro autonomia è speciale da un punto di vista politico e finanziario. Relativamente al primo, in tema di turismo, agricoltura, urbanistica, piani regolatori, tutela del paesaggio, sanità, università e ricerca e altro ancora1 le leggi provinciali hanno il solo limite della Costituzione e dei “principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica”, non delle leggi statali. Dal punto di vista finanziario, alle province autonome sono garantiti i nove decimi del gettito fiscale locale (IRPEF e IRPEG), a cui si aggiunge una quota variabile dell’IVA negoziata periodicamente con lo Stato (al di là delle citate competenze primarie, le province gestiscono molte attività altrove in carico allo Stato).

E la Regione? Forse non è proprio la situazione prospettata da Leonardo nel suo post, ma sulla Regione marginalizzata non si piangono troppe lacrime. Mentre il potenziale conflitto etnico a nord si raffredda, i trentini elaborano abbastanza rapidamente il lutto per la perdita di ruolo. Sfumata la regione, si è trovata, in fondo, una versione riveduta e corretta del principato vescovile.

[fine]

  1. scuole materne, porti lacuali … l’elenco completo sarebbe lungo, lo si trova all’articolo 8 dello Statuto.
Argomento : in provincia

Dopo la Liberazione gli Alleati decidono che il confine resti al Brennero. A margine del Trattato di Pace viene però stipulato un accordo1 in cui si assicurano pari diritti tra gruppi etnici, libertà nell’uso della lingua e “l’esercizio di un potere legislativo ed esecutivo autonomo”. La Costituzione repubblicana del 1948 affida tali poteri alla Regione Trentino Alto-Adige. Per non lasciare in minoranza gli italiani nel frattempo trasferitisi in provincia di Bolzano, si diluisce l’elemento tirolese in salsa trentina. Ma, mentre i trentini si esercitano nell’arte che gli viene più facile, un colpo al cerchio e uno alla botte, tra i sudtirolesi monta la rabbia.

La questione sudtirolese diventa oggetto di dibattiti all’ONU, i duri del Befreieungausschuss Südtirol passano da attentati dimostrativi, come quello al monumento equestre a Mussolini di Ponte Gardena/Weidbruck nel 1961, alla presa di mira delle forze dell’ordine. Il presidente della Südtiroler Volkspartei, il carismatico Silvius Magnago, tiene invece i suoi ai metodi pacifici e al los von Trient2 (via da Trento, autonomia) lanciato nel memorabile discorso di Castel Firmiano. Il governo italiano sulle prime non risponde, ma, di fronte alle difficoltà nel reprimere la lotta armata per via militare, ha un interlocutore. La strada è spianata per il secondo statuto di autonomia che entrerà in vigore nel 1972.

[continua]

  1. negoziato per l’Italia da Degasperi, nel frattempo tornato alla politica e allora Ministro degli Esteri.
  2. los von Rom e ein Tirol sono invece le parole d’ordine di chi chiede il distacco dall’Italia e la riunificazione col Tirolo del Nord.
Argomento : in provincia

Le cose si mettono male e agli austriaci preme la neutralità italiana. Per l’incomodo, pare, cederebbero il Trentino, ma non Trieste, né il Brennero; realtà o leggenda, l’accordo non si fa e dopo un po’ iniziano le ostilità. Battisti passa il confine, si arruola volontario nell’esercito italiano e non impiega molto a farsi catturare, impelagato fra attacchi e contrattacchi nell’area di Vallarsa, condannare per alto tradimento e infine impiccare. Degasperi continua invece a fare il parlamentare e a guerra finita ritrova intatta la sua base elettorale. Viene rieletto in Parlamento nel 1921, stavolta a Roma, dove diventa capogruppo del Partito Popolare; poi viene incarcerato dai fascisti e, uscito, si ritira a vita privata, bibliotecario in Vaticano.

In Italia il Trentino viene inquadrato nella regione Trentino Alto Adige, assieme alla porzione di Tirolo a sud del Brennero abitata all’epoca quasi solo da popolazioni di lingua tedesca. Non ci sarebbe molto da dire, se non che le vessazioni del regime alla popolazione tirolese, costretta infine a scegliere nel 1939 tra la completa assimilazione e il trasferimento nel Reich, produrranno effetti nel dopoguerra anche sulla provincia di Trento.

[continua]

Argomento : in provincia

Le elezioni di quest’anno erano tutte attorno alla perdita della maggioranza assoluta della Südtiroler Vokspartei (SVP, pron: es-fau-pé): sarebbe accaduto o no?

Prima di scrivere com’è finita, però, occorre fare una premessa: nell’Alto Adige Südtirol la distinzione politica fondamentale è tra partiti "italiani" (che tendenzialmente dovrebbero rappresentare un terzo scarso della popolazione) e partiti "tedeschi" (che si rivolgono ai restanti due terzi e più). A complicare il quadro ci sono le liste interetniche. Una, i Verdi Grüne Vèrc, lo è istituzionalmente, dai tempi di Alexander Langer, un’altra, la Lega Nord Südtirol, ha una vocazione interetnica molto più recente e wannabe. E poi, anche se non si può dire, e a prima vista non sembrerebbe, c’è un’altra lista interetnica: la SVP che da anni draga voti, non moltissimi, ma ci sono, fra il gruppo italiano. Perché succede? Mah, il land è abbastanza ben governato, i rifiuti sono tolti dalle strade e, per essere tedeschi, quelli della SVP sembrano a un tot di italiani – particolarmente nei ceti benestanti – assolutamente votabili e comunque una buona polizza di assicurazione contro la destra germanofona di stampo haideriano.

Com’è finita? Che la SVP la maggioranza assoluta dei voti l’ha proprio persa, schiantata dalla crescita del 10% dei gruppetti haideriani, ed è finita al 48%. Avendo però ceduto "solo" il 7,5%, grazie al gioco dei resti ha mantenuto la maggioranza dei seggi: 18 su 35. Insomma, il 2,5% che manca al bilancio dei partiti ufficialmente "tedeschi", messo gentilmente sul banco dall’elettorato italiener, permette al vecchio Durni, SVP, di presentare il risultato come una mezza vittoria.

Per il resto non è successo niente: i Verdi hanno perso un seggio a favore del Partito Democratico, e il Pdl ne ha perso un’altro a favore della Lega Nord Südirol. Chi sarà il partner italiano della SVP nella prossima giunta lo decideranno, credo, le elezioni della Provincia di Trento tra due settimane.