Da lettore debole non avrei un gran diritto a discutere di libri digitali e relativi lettori, ma, vabbé, sono un blogger e lo faccio lo stesso.
Ve lo ricordate1? Era la metà degli Ottanta e qualcuno, la luce del convertito negli occhi, vi parlava dell’ultimo grido in fatto di musica. L’acquisto si era portato via un sacco di soldi, ma ne valeva la pena, si sentivano le note una per una, senza fruscii, pareva di essere in sala di registrazione o sotto il palco, se era un live, e che comodità, inserivi e premevi play, basta con la polvere, e la modalità random, e poi, e poi.
I compact disc, naturalmente. Dal punto di vista visivo tattile assolutamente deprimenti2, la musica che ne usciva era in realtà un pastone metallico3 alla faccia della tanto decantata maggiore qualità sonora. Ma i laudatori del nuovo supporto continuavano ad aumentare, si compravano sempre più CD e, raggiunta una certa base, case discografiche e negozianti avevano cominciato a ridurre lo spazio per i vinili. Il tempo passava, se ne trovavano sempre meno 4 ed anche i più riottosi ad un certo punto hanno dovuto adeguarsi. Poi, su questo hanno giocato anche altri fattori, le cose sono andate avanti: gli ex negozi di dischi, dove ormai si trovavano solo compact disc, hanno iniziato a chiudere5.
Ecco, per dire che l’interesse attuale di una certa blogosfera da tramezzino sugli e-book ha un che di già visto6. Le due principali ragioni portate a favore dell’e-book sono la comodità di lettura – ma quando mai leggere un libro è stato scomodo? – e il potersi potare appresso un’intera libreria – ma chi ha mai desiderato di portarsi in viaggio o in vacanza più di qualche libro? Però, come si è visto nel caso dei compact disc, un prodotto sostanzialmente inutile, se non peggiorativo dell’esistente, può trovare un suo mercato e provocare sconquassi. In questo caso il rischio è che potremmo trovarci relativamente presto ad avere difficoltà a trovare i libri di carta che vorremmo nelle librerie che siamo soliti frequentare e, un po’ più tardi, ad avere difficoltà a trovare anche le librerie stesse. Forse la partita è già perduta, chi lo sa, nel frattempo un buon proposito per il futuro: non regalare e-reader e, nel caso in cui se ne ricevesse uno, farselo cambiare senza indugio.
- domanda retorica rivolta ai lettori di una certa età, over 35 diciamo, gli eventuali altri si fidino. ↩
- senza arrivare alla copertina di Sticky Fingers, che raffigurava un paio di blue jeans con una vera cerniera, chi non ha mai tenuto in mano un vero LP ha perso qualcosina dal punto di vista del piacere sensoriale. ↩
- una questione di campionamento, spiegheranno in seguito, i primi CD campionavano alla sanfason, e ci sarebbero voluti anni per arrivare a un livello paragonabile a quello di un medio impianto per vinile. ↩
- nel ’93 l’ultimo LP acquistato dal vostro blogger: Pop Pop di Ricky Lee Jones. ↩
- in città un paio si sono buttati sull’abbigliamento in franchising, un altro sui videogiochi, mentre i due rimasti si sono divisi il mercato: uno va sul commerciale – Laura Pausini, Andrea Boccelli e compagnia – e sulla classica, ma continua ad avere sempre meno varietà sugli scaffali, l’altro lavora per le discoteche, cura le nicchie di mercato ed ha una sezione di vinili. ↩
- l’unica sostanziale differenza è che adesso i convertiti non li incontro di persona, ma online. ↩

