“Le schiere berlusconiane sono tenute assieme dai soldi, tanti soldi, e dalla convinzione di aver fidelizzato il proprio elettorato in modo definitivo”, scrivevo in un post di quattro mesi fa, concludendo che Milano era “l’unica speranza”.
Vabbè, se ne scrivono tante, che Pisapia vincesse però non lo credevo probabile e che Milano fosse l’unica speranza, dopo averne pensato, detto e scritto per anni peste e corna, mi pareva una beffa del destino. E invece toccherà rivalutarla, ‘sta città, l’unica città europea in Italia, diceva un amico di quando si era giovani che al tempo si era fatto le mèches1, e più calcava il tono su europea più Milano mi diventava antipatica. Chissà come è andata veramente, chissà quale è stata la ragione principale che ha spinto così tanti elettori del centro-destra ad astenersi o addirittura cambiare voto, personalmente ho avuto chiaro il senso dell’enigma, del non prenderci più e del naufragare in questo mare, quando ho visto Formigoni al seggio al primo turno con la t-shirt di Paperino2.
- ora è stempiatissimo. ↩
- al ballottaggio era in camicia a fiori e pantaloni fluo, l’ho preso come un segno augurale. ↩

