Argomento : politico

“Le schiere berlusconiane sono tenute assieme dai soldi, tanti soldi, e dalla convinzione di aver fidelizzato il proprio elettorato in modo definitivo”, scrivevo in un post di quattro mesi fa, concludendo che Milano era “l’unica speranza”.

Vabbè, se ne scrivono tante, che Pisapia vincesse però non lo credevo probabile e che Milano fosse l’unica speranza, dopo averne pensato, detto e scritto per anni peste e corna, mi pareva una beffa del destino. E invece toccherà rivalutarla, ‘sta città, l’unica città europea in Italia, diceva un amico di quando si era giovani che al tempo si era fatto le mèches1, e più calcava il tono su europea più Milano mi diventava antipatica. Chissà come è andata veramente, chissà quale è stata la ragione principale che ha spinto così tanti elettori del centro-destra ad astenersi o addirittura cambiare voto, personalmente ho avuto chiaro il senso dell’enigma, del non prenderci più e del naufragare in questo mare, quando ho visto Formigoni al seggio al primo turno con la t-shirt di Paperino2.

  1. ora è stempiatissimo.
  2. al ballottaggio era in camicia a fiori e pantaloni fluo, l’ho preso come un segno augurale.
Argomento : politico

Le telecronache di Dan Peterson all’inizo degli anni Ottanta. È iniziata lì, assieme all’inglese usato alla Pisquana che all’inizio faceva ridere, ché pareva chiaro che quell’inglese a sproposito era solo non sapere l’italiano, poi invece è diventato un modo di darsi un tono, di far capire che si guardava l’enbiei, ampi orizzonti, l’America, mica i campetti di periferia. Ma se l’inglese alla Pisquana era la forma, il contenuto era la retorica del winner e del loser. Quanto ce li ha scassati il vecchio Dan con ‘sta storia, si era winner o loser dentro. Il winner, quando il gioco si faceva duro, infilava triple a ripetizione, il loser proprio in quei momenti si impappinava, non c’era niente da fare, era il suo karma.

Bene, la primavera scorsa Stefano Boeri ha perso le primarie. Poteva demotivarsi, appellarsi al destino cinico e baro, nessuno è profeta in patria e tanti saluti a tutti. Invece si è impegnato a fondo1 e se Pisapia vincerà il difficile ballottaggio milanese molto lo dovrà a sé stesso, ma molto anche a Boeri. Di loser così non ce n’è mai troppi.

  1. come forse non avrei saputo senza il feed di MarcoScud.
Argomento : altro

Si sa com’è, quando ci si conosce tardi. Ognuno è geloso dei suoi spazi, ci si dice che la quotidianità uccide la passione, lei si porterebbe la gabbia del canarino a cui è così affezionata, e le scarpe, ne ha un’infinità, dove le mettiamo, che stress il trasloco, poi c’è un solo bagno, perché rovinare un così bel rapporto con beghe da Casa Vianello sui turni di doccia o peggio, e così via.

Bene, il candidato sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha una casa di proprietà. La sua compagna invece ha continuato a vivere in affitto in un appartamento del Pio Albergo Trivulzio. Avessero messo su casa assieme si sarebbero evitati un’antipatica polemica pre-elettorale.

Argomento : politico

Non c’è niente da fare. Le schiere berlusconiane sono tenute assieme dai soldi, tanti soldi, e dalla convinzione di aver fidelizzato il proprio elettorato in modo definitivo. I soldi non sono un problema, se mai qualcuno schioderà Berlusconi saranno gli elettori milanesi. Se gli faranno mancare il consenso, e solo a Milano potrà accadere, solo lì l’elettorato di opinione ha peso e allo stesso tempo un rilievo nazionale, i soldi non basteranno.

Milano, una città che non amo e in cui mi fermo il meno possibile, è l’unica speranza.

Argomento : in provincia

Della storia delle liste si comincia non poterne più1, è il caso di dedicarsi ad un appuntamento alternativo della primavera politica 2010: le elezioni comunali di Rovereto.

Si terranno il 16 maggio, per le liste c’è tempo fino al 13 aprile, quindi i giochi sono potenzialmente aperti. Tutto però dovrebbe ruotare attorno al sindaco uscente, Guglielmo Valduga, professore di liceo in pensione, un passato da avversario dell’attuale Presidente provinciale Dellai, quando l’altro si era presentato come esponente del nuovo contro il vecchio, ancora alla ribalta dopo qualche anno di sabbatico alle precedenti comunali vinte fuori dai poli. Se i roveretani daranno un giudizio negativo della sua amministrazione, le alternative non mancano:

  • un ex capitano dei carabinieri candidato dalla Fiamma Tricolore;
  • un’avvocatessa candidata dal centro destra;
  • un imprenditore candidato da PD, UDC, autonomisti e UPT di Dellai;
  • un medico candidato dai Verdi.

Le incognite al momento riguardano la Lega, che non ha ancora ufficializzato l’appoggio alla candidata del Pdl, i dipietristi, incerti tra la coalizione di centro sinistra e i Verdi, e il milieu antagonista che a Rovereto vanta buone tradizioni. Vi terremo informati.

  1. solo a me ‘ste scuse ricordano quelle di chi arriva in ritardo alla riunione di lavoro, si inventa del traffico o di chissà cos’altro e magari si offende se non hai l’espressione convinta quando lo ascolti?