Su Friendfeed ogni tanto c’è qualche thread che si distingue dal buontemponismo di fondo. Come questo, per esempio, dove Adamo Lanna ha evocato ricordi di cieli stellati.
Alcuni l’hanno buttata sull’esotico, l’Australia, il Sahara, Saint Barthélemy, per altri il cielo stellato è la casa al paesello o quella magica notte in spiaggia tanti anni fa. A me ha fatto ricordare il luglio scorso a Rab/Arbe. Un caldo incredibile, le sobe bollenti, l’aria ferma, poi a cena avevo preso un caffè e vai a sapere cosa ci mettono in certe misture croate; non riuscivo a chiudere occhio. Sono uscito sul poggiolo e ci sono rimasto non so nemmeno quanto, seduto al tavolo dove la mattina si faceva colazione, a guardare il cielo e il mare e aspettare che mi venisse sonno. A un certo punto, inaspettata, una stella cadente. Bisogna essere pronti, esprimere un desiderio, ma la stella cadeva, veloce e silenziosa, forse la stavo vedendo solo io, e non mi veniva in mente niente. È stato un attimo, giusto prima che la stella si spegnesse, ho messo a fuoco che andava bene così e che ero contento di quel che avevo.

