Argomento : su e giù

Settimana impegnativa, poche energie per il blog, niente meglio che un classico da cazzeggio per vincere un inizio di ruggine.

Quando sull’autoradio dopo l’attacco archi-e-fiati, sempre lo stesso da mò, parte il vocione, ché par di vederlo il Nostro, anche in sala di registrazione, ad aspettarsi l’applauso quando sfodera be lonelyyyy, e al suo esordio c’è stato per tutti un momento in cui si è detto o pensato “che voce!”, ma adesso pare la parodia di Barry White, non se ne può già più. Uno diventa becero, meglio farla corta.

GIÙ: Mario Biondi.

È vero, qui lo si è criticato. Ma è difficile restare indifferenti quando, dopo essersi tanto esercitato sul genere, si mette a fare cover di sé stesso, ché quella che nell’83 era una canzone come tante, cantata oggi più bassa, la nota che cita il telefono occupato suonata al piano anziché al synth, sembra quasi un’altra. Come quei vini che col tempo guadagnano.

SU: Franco Battiato.

Argomento : ascolti

Anche le cover meno riuscite possono avere una loro utilità sociale.

Prendiamo “la cura” di Battiato, per esempio. Letta da alcuni in chiave mistico-religiosa, è considerata da un numero preoccupante di signore come una canzone altamente romantica. Ma la versione di Celentano, voce in primo piano, ascoltata ieri in autoradio, fa giustizia di queste suggestioni.
Come è anche chiaro leggendo il testo, si tratta di qualcuno che si propone nelle vesti di compagno di vita/operatore dei servizi di base a chi ritiene essere in condizioni di disagio psicologico. Meglio Cuccurucucù Paloma.

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Dritto al punto, il dichiarante offre protezione e sollievo rispetto ai forti elementi di problematicità che caratterizzano l’esperienza della destinataria (o destinatario; al riguardo l’Autore si tiene, come si suol dire, le mani libere).
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
Una piccola digressione prima di procedere (se la canzone fosse stata scritta dal duo Berlusconi-Apicella questo sarebbe il momento per la canonica barzelletta sull’italiano, il francese e l’inglese; qui s’è letto Gourdjeff e si va sulle correnti gravitazionali).
E guarirai da tutte le malattie
Perché sei un essere speciale
Ed io, avrò cura di te
Si prospetta la cosiddetta “alleanza terapeutica”.
Vagavo per i campi del Tennessee
(Come vi ero arrivato, chissà)
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
Attraversano il mare
Qualche misterioso rimando esoterico? L’accento meneghino del molleggiato svela il trucco, ricordando le tecniche di comunicazione persuasiva dei rappresentanti di commercio: quando si perde il filo del discorso, “tenere il pallino” e continuare a parlare anche a casaccio; zitti, mai.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza
Si assicura la disponibilità a partecipare a corsi di yoga ed aroma terapia; non esclusi i fiori di Bach.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi
La bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto
E il sesso? Viene fugato un eventuale dubbio riguardo alla natura della relazione: non sarà esclusivamente platonica.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono Si esprime la volontà di regolare legalmente il rapporto (eventualmente in Paesi dove esista tutela delle unioni di fatto, il biglietto aereo sarà offerto dal dichiarante).
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
Altra digressione prima di chiudere (se la canzone fosse stata scritta da Biagio Antonacci, questo sarebbe il momento delle lacrime di commozione della protagonista, ma s’è letto Gourdjeff).
Ti salverò da ogni malinconia
Perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te
Io sì, che avrò cura di te
Si ricorda nuovamente l’alleanza terapeutica, non si sa mai.