In anni di onorata carriera come blogger, più di mille post, sull’onorevole Fini ne ho scritto solo un paio. Non c’è due senza tre, come si dice.
Tesi 1: “qualcosa deve pur fare, lo stanno massacrando sui giornali e sulle tv”.
Allora, il compagno Fini viene accusato di aver svenduto una casa di proprietà del partito a una società in qualche modo collegata al cognato. Come Robin Hood toglieva i ricchi per dare ai poveri, lui in sostanza avrebbe tolto al partito per dare alla famiglia. Non una cosa di cui portar vanto, ma, provando a mettersi nei panni dell’italiano medio, la questione non sembra così esplosiva: avrebbe sottratto a un’entità, i partiti, largamente disprezzata, a favore del tengo famiglia nazionale. In secondo luogo il cavaliere del lavoro Berlusconi potrebbe aver sbagliato i tempi: se la vicenda del manager bruciato che al ritorno dalle vacanze d’agosto non trova più nemmeno l’ufficio è un classico della vita aziendale, molti tra gli ipotetici italiani medi in questo periodo preferiscono essere aggiornati su cose leggere, tipo il comeback di Merolone. Infine, l”attacco mediatico può addirittura far guadagnare simpatie: più gli altri lo menano, e più il PD non sa che pesci pigliare, più gente è portata a vedere il compagno Fini come un protagonista. Gli conviene fare il minimo, al Nostro, l’appoggio della base berlusconiana più convinta l’ha perso da mò, che scrivano pure a Il Giornale, che si sfoghino; fra gli ignavi e i bastian contrari potrebbe andargli persino bene.
Tesi 2: “se si va al voto, sparisce dalla scena.”
Il messaggio elettorale di Fini sembra obbligato: “tempi duri, eh, non vi piace un Pdl succube dei padani e di votare i compagni non se ne parla … beh, ci sono io”. Da questo punto di vista sarà vitale, per il Nostro, presentarsi ben distinto dalla sinistra, per cui un governo di transizione gli porterebbe più rischi che opportunità e quel che gli conviene davvero è un appoggio condizionato al governo attuale. Al voto rischia un po’, è vero, perché la politica è fatta anche di organizzazione, militanti, mediatori locali, e da questo punto di vista i finiani non sembrano messi benissimo, in più c’è la concorrenza di Casini, ma, particolarmente nel Meridione, uno spazio sufficiente a tornare in Parlamento lo dovrebbe trovare. E poi chi vivrà vedrà, le elezioni dovrebbe comunque rivincerle Berlusconi, che però dopo le vittorie ha sempre trovato qualcuno con cui litigare.