Argomento : blog - teoria e prassi

E Ratzinger Papa, il blog beffa di un falso sostenitore di Ratzinger preso per vero da molti1? Niente, fra 10 giorni affonderà assieme a tutti gli altri ospitati da Splinder e sarà come non ci fosse mai stato.

Se vi affrettate, però, siete ancora in tempo per dargli un’occhiata.

  1. fra gli altri: i vaticanisti di Repubblica e di Libero, ovviamente su posizioni contrapposte.
Argomento : blog - teoria e prassi

Splinder chiude ed è facile immaginarne i motivi. Il mercato delle informazioni si è spostato su altri lidi e mantenere un servizio di questo tipo con e per i numeri garantiti dai residuali blogger dilettanti non ha un ritorno economico.

Per qualcuno è una specie di default, quasi tutti abbiamo iniziato lì, in fondo. Il mio blog, per dire, era il numero 126481, un anno dopo erano attorno ai centomila. Secondo Mantellini quelle pagine sono il fotogramma accurato e a fuoco di alcuni anni degli albori dell’editoria personale in rete, un patrimonio da salvare. Le solite esagerazioni da blogger. Al netto è stata comunque una bella esperienza, davvero in pochi minuti uno poteva metter su un blog e scrivere quel che gli stava a cuore.

E allora l’evento va in qualche modo celebrato: per i prossimi giorni il template del presente blog assumerà una rigorosa estetica splinderiana.

  1. maggio 2003, c’era già chi rimpiangeva “la blogosfera di una volta”.
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Come, chi è Don Diamond? È il caratterista a cui si deve l’interpretazione del caporale Reyes nella serie Zorro, quello a cui è intitolato il presente blog. Figlio di ebrei russi emigrati oltreoceano, in carriera ha interpretato personaggi minori spesso appartenenti a minoranze etniche: soprattutto messicani, ma negli States è forse più noto per Gatto Pazzo, il vice (ancora!) capo indiano della bonaria tribù accampata nei pressi di Forte Coraggio. Poi, come si indovina girando in rete, anche doppiaggi e lavori alla radio.

Nato il 4 giugno del 1921, oggi il vecchio Don dovrebbe1 farne novanta, evviva!

  1. le ultime notizie trovate risalgono al 2001 quando figurava peraltro in buona forma all’assegnazione di una stella a Guy Williams nella Hollywood Walk of Fame.
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Quattro matrimoni e un funerale uscì nel 1994, sedici anni fa, ed ebbe un successo inaspettato. Al di là del sense of humor, della storia romantica e della recitazione di livello, c’era dentro lo spirito del tempo, il politicamente corretto, l’accettazione delle regole del gioco, un edonismo leggero. C’era il New Labour e forse anche l’Ulivo.

La star doveva essere Andie MacDowell, portata alla fama da Sesso bugie e videotape e poi protagonista in Green Card e Ricomincio da capo. Invece diventò il film di Hugh Grant. E se qualche coetanea apprezzò gli occhioni blu o il ciuffo da ravvivare, noi fummo presi dal suo personaggio, un single irriducibile nel momento in cui sente di non bastarsi più.

Domani Hugh Grant compie cinquant’anni, vien quasi da fargli gli auguri.

Argomento : vita

Una parte dei colleghi giovani ti dà ancora del tu, ti chiama per nome e ti saluta dicendo “ciao”.

Qualcuno però vedi che si impegna, ma non ce la fa e alla fine gli esce sempre un “buongiorno”.