Quattro matrimoni e un funerale uscì nel 1994, sedici anni fa, ed ebbe un successo inaspettato. Al di là del sense of humor, della storia romantica e della recitazione di livello, c’era dentro lo spirito del tempo, il politicamente corretto, l’accettazione delle regole del gioco, un edonismo leggero. C’era il New Labour e forse anche l’Ulivo.
La star doveva essere Andie MacDowell, portata alla fama da Sesso bugie e videotape e poi protagonista in Green Card e Ricomincio da capo. Invece diventò il film di Hugh Grant. E se qualche coetanea apprezzò gli occhioni blu o il ciuffo da ravvivare, noi fummo presi dal suo personaggio, un single irriducibile nel momento in cui sente di non bastarsi più.
Domani Hugh Grant compie cinquant’anni, vien quasi da fargli gli auguri.