Argomento : politico

Mai avuto la tessera di un partito.

Questo però valeva fino a ieri, quando la locale sezione (o circolo o quel che l’è) del PD ha accettato all’istante la mia richiesta di iscrizione. Cordialità e strette di mano. Ho poi scoperto, ma dovevo aspettarmelo, vista una specializzazione maturata nel tempo, che si tratta di una scelta di nicchia: con me la sezione (o circolo o quel che l’è) conta 35 tesserati.

Argomento : politico

Aprirgli le porte per trovare l’identità un paio di palle, si presenti alle primarie dell’Italia dei Valori se ci tiene tanto. Fatto bene a tenerlo fuori.

Argomento : politico

Ma come farà ‘sta gente a farsi prendere così dall’ultima intervista data da Debora Serracchiani (nota negli ambienti social come “frangetta”) e dalle prospettive del ticket Marino-Civati? Come si farà ad essere freak&chic senza annoiarsi (o, al limite, annoiandosi poco)?

Argomento : in provincia

Domenica prossima si eleggono sindaco e consiglio comunale di Trento. L’evento non è di quelli decisivi, sui giornali nazionali prenderà un quarto di pagina nell’edizione di martedì prossimo, ma è l’occasione per il presente blogger di rivestire la giacca da politologo della mutua con un minimo di credibilità1.

Vincerà al primo turno Andreatta, esponente del PD e candidato sindaco di una coalizione di centro sinistra molto allargata (ai margheritini non confluiti nel PD che hanno formato l’Unione per il Trentino in via di accordo con l’UDC, all’UDC propriamente detta, agli autonomisti austriacanti con un fetish per le giacche di lana cotta), erede di formule che governano la città dai primi anni Novanta e che i politici locali chiamano “centro sinistra autonomista”. È la stessa coalizione che ha vinto le elezioni provinciali dello scorso novembre; né il centrodestra locale, diviso e ancora depresso dalla sconfitta (PDL e una lista civica da un parte, Lega dall’altra), né Rifondazione, che si coltiva la sua nicchia di rivoluzionari al Pinot Grigio funzionale all’inseguimento dei voti moderati della coalizione di cui sopra, né i candidati minori (Alessandro Cocca, per esempio, maturità classica al Prati, musicista jazz-qualcosa e gestore di un locale, guida la lista “Soul Moderno” che si presenta per “cercare l’anima della città”; con un programma così a Rovereto si rischia il municipio, a Trento non si raggiunge l’1%) sembrano in grado di proporre un’alternativa forte.

Quel che è da vedere non è quindi “se” vincerà Andreatta, ma quanto e come. In altri termini, cosa perderà per strada del 59% ottenuto sei mesi fa in città dalla stessa coalizione, e quale peso avrà la componente moderatamente di sinistra e quale la componente schiettamente centrista. In particolare, le comunali di Trento potrebbero essere un termometro dello stato di salute del Partito Democratico con significati anche più ampi.

  1. precedenti defilée: qui e qui.
Argomento : blog - teoria e prassi

Non condivido il gusto dell’orrido che lo spinge talvolta a rovistare nei meandri limacciosi dei social networks, ma almeno per questa trovata vorrei trasmettere al dottor Pruno i sentimenti della mia stima.

Commentare i post non si può, ché un tumblr non ha commenti, inviare una mail neppure, ché il citato specialista non diffonde l’indirizzo, lo faccio qui.

Argomento : politico

La candidatura di Sergio Cofferati alle prossime europee è, a star bassi, controversa. Lo si può capire; se non altro per il brevissimo tempo trascorso da quando l’uomo aveva indicato nelle gioie della paternità adulta, da vivere assieme alla compagna genovese, la sua priorità di vita.

La scelta potrebbe avere invece una sua non disprezzabile razionalità: quella di ri-posizionare il Pd come partito del lavoro dipendente, dopo i non felici tentativi delle candidature Colaninno e Calearo con cui parlare ai ceti produttivi (che evidentemente avevano di meglio da fare che conversare con Veltroni e i suoi). Back to the basics, insomma, e, in mancanza di idee forti e innovative, almeno un po’ di chiarezza.