Argomento : politico

Ma perché ai difensori di Berlusca, evidentemente in malafede – e la privacy, e i puritani, e andare a troie reato ministeriale -, gli si deve fare la cortesia di ascoltarli? Lo meritano davvero?

Gli si dice che sono in malafede e tendenzialmente si chiudono i rapporti.

Argomento : in provincia

Berlusconi, pare, si è convertito a una linea tollerante nei confronti della dissidenza finiana.

Questo a livello nazionale. Chissà se il cambio di linea arriverà anche a Rovereto. Sì, perché il PdL roveretano nei giorni caldi della querelle su Fini non si è fatto mancare il must dell’estate 2010: il deferito ai probiviri1.

  1. nel caso in questione: il consigliere comunale D’Antuono che al ballottaggio per l’elezione del sindaco, mancato dalla candidata del partito, aveva dichiarato di preferire il candidato del PD a quello centrista.
Argomento : politico

In anni di onorata carriera come blogger, più di mille post, sull’onorevole Fini ne ho scritto solo un paio. Non c’è due senza tre, come si dice.

Tesi 1: “qualcosa deve pur fare, lo stanno massacrando sui giornali e sulle tv”.

Allora, il compagno Fini viene accusato di aver svenduto una casa di proprietà del partito a una società in qualche modo collegata al cognato. Come Robin Hood toglieva i ricchi per dare ai poveri, lui in sostanza avrebbe tolto al partito per dare alla famiglia. Non una cosa di cui portar vanto, ma, provando a mettersi nei panni dell’italiano medio, la questione non sembra così esplosiva: avrebbe sottratto a un’entità, i partiti, largamente disprezzata, a favore del tengo famiglia nazionale. In secondo luogo il cavaliere del lavoro Berlusconi potrebbe aver sbagliato i tempi: se la vicenda del manager bruciato che al ritorno dalle vacanze d’agosto non trova più nemmeno l’ufficio è un classico della vita aziendale, molti tra gli ipotetici italiani medi in questo periodo preferiscono essere aggiornati su cose leggere, tipo il comeback di Merolone. Infine, l”attacco mediatico può addirittura far guadagnare simpatie: più gli altri lo menano, e più il PD non sa che pesci pigliare, più gente è portata a vedere il compagno Fini come un protagonista. Gli conviene fare il minimo, al Nostro, l’appoggio della base berlusconiana più convinta l’ha perso da mò, che scrivano pure a Il Giornale, che si sfoghino; fra gli ignavi1 e i bastian contrari potrebbe andargli persino bene.

Tesi 2: “se si va al voto, sparisce dalla scena.”

Il messaggio elettorale di Fini sembra obbligato: “tempi duri, eh, non vi piace un Pdl succube dei padani e di votare i compagni non se ne parla … beh, ci sono io”. Da questo punto di vista sarà vitale, per il Nostro, presentarsi ben distinto dalla sinistra, per cui un governo di transizione gli porterebbe più rischi che opportunità e quel che gli conviene davvero è un appoggio condizionato al governo attuale. Al voto rischia un po’, è vero, perché la politica è fatta anche di organizzazione, militanti, mediatori locali, e da questo punto di vista i finiani non sembrano messi benissimo, in più c’è la concorrenza di Casini, ma, particolarmente nel Meridione2, uno spazio sufficiente a tornare in Parlamento lo dovrebbe trovare. E poi chi vivrà vedrà, le elezioni dovrebbe comunque rivincerle Berlusconi, che però dopo le vittorie ha sempre trovato qualcuno con cui litigare.

  1. si noti che sia Forza Italia che il Pdl non hanno mai rimorchiato più del 35% dei voti; tanti, e infatti Berlusconi è stato più al governo che all’opposizione, ma non così tanti da dimostrare una fascinazione collettiva.
  2. poche storie, “federalismo” significa “meno trasferimenti al Sud”: è vero che quelli attuali potrebbero essere spesi meglio, ma, abitassi al Sud, non sarei molto entusiasta della cosa.
Argomento : politico

Stavolta Tartaglia non c’entra, nel Pdl milanese si menano tra di loro.

Argomento : in provincia

Della storia delle liste si comincia non poterne più1, è il caso di dedicarsi ad un appuntamento alternativo della primavera politica 2010: le elezioni comunali di Rovereto.

Si terranno il 16 maggio, per le liste c’è tempo fino al 13 aprile, quindi i giochi sono potenzialmente aperti. Tutto però dovrebbe ruotare attorno al sindaco uscente, Guglielmo Valduga, professore di liceo in pensione, un passato da avversario dell’attuale Presidente provinciale Dellai, quando l’altro si era presentato come esponente del nuovo contro il vecchio, ancora alla ribalta dopo qualche anno di sabbatico alle precedenti comunali vinte fuori dai poli. Se i roveretani daranno un giudizio negativo della sua amministrazione, le alternative non mancano:

  • un ex capitano dei carabinieri candidato dalla Fiamma Tricolore;
  • un’avvocatessa candidata dal centro destra;
  • un imprenditore candidato da PD, UDC, autonomisti e UPT di Dellai;
  • un medico candidato dai Verdi.

Le incognite al momento riguardano la Lega, che non ha ancora ufficializzato l’appoggio alla candidata del Pdl, i dipietristi, incerti tra la coalizione di centro sinistra e i Verdi, e il milieu antagonista che a Rovereto vanta buone tradizioni. Vi terremo informati.

  1. solo a me ‘ste scuse ricordano quelle di chi arriva in ritardo alla riunione di lavoro, si inventa del traffico o di chissà cos’altro e magari si offende se non hai l’espressione convinta quando lo ascolti?