Allora, era l’autunno del 2008, si stavano preparando le elezioni per consiglio e governatore della Provincia Autonoma di Trento e l’UDC del luogo, dopo quel che di solito si definisce lungo e travagliato dibattito, era passata dalla coalizione di centro destra a quella di centro sinistra. Al momento di presentare la lista il segretario provinciale, un giovane avvocato, aveva però commesso degli errori procedurali, firme non autenticate, documenti presentati in ritardo, cose così. Iniziò una furibonda battaglia legale, vennero pronunciate sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, e alla fine la lista venne esclusa. Nonostante la forzata assenza del nuovo alleato, vinse comunque il centro sinistra, ma questo è un dettaglio. Sei mesi dopo si tennero le elezioni comunali di Trento (il sindaco era stato eletto consigliere provinciale). E lì chi si rivede?
Il giovane avvocato segretario UDC. Nella lista del PDL.
[Questa che vi ho raccontato è una storia di provincia, magari nella Capitale le storie hanno logiche diverse. Però, se mi chiedete un'opinione sulla presentazione della lista PDL alle elezioni regionali del Lazio, la mia è che c'è stata una fronda interna. Da chi verso chi non so, ma fronda interna.]

