Argomento : vita

Su Friendfeed ogni tanto c’è qualche thread che si distingue dal buontemponismo di fondo. Come questo, per esempio, dove Adamo Lanna ha evocato ricordi di cieli stellati.

Alcuni l’hanno buttata sull’esotico, l’Australia, il Sahara, Saint Barthélemy, per altri il cielo stellato è la casa al paesello o quella magica notte in spiaggia tanti anni fa. A me ha fatto ricordare il luglio scorso a Rab/Arbe. Un caldo incredibile, le sobe bollenti, l’aria ferma, poi a cena avevo preso un caffè e vai a sapere cosa ci mettono in certe misture croate; non riuscivo a chiudere occhio. Sono uscito sul poggiolo e ci sono rimasto non so nemmeno quanto, seduto al tavolo dove la mattina si faceva colazione, a guardare il cielo e il mare e aspettare che mi venisse sonno. A un certo punto, inaspettata, una stella cadente. Bisogna essere pronti, esprimere un desiderio, ma la stella cadeva, veloce e silenziosa, forse la stavo vedendo solo io, e non mi veniva in mente niente. È stato un attimo, giusto prima che la stella si spegnesse, ho messo a fuoco che andava bene così e che ero contento di quel che avevo.

Argomento : vita

Non entravo al Leonardo da trentanni, mi ci sono ritrovato subito.
Cinque anni non si cancellano, del resto, poi non è cambiato niente, nemmeno il senso di identità, definito in contrasto con l’altro liceo scientifico cittadino (“non siamo perfetti, ma i perfettini stufano” ha detto il preside nella presentazione, e sapevo di cosa stava parlando).
Sono giorni di “scuole aperte” per chi deve scegliere dopo le medie, ma ho deviato dal corridoio con le frecce che indicavano l’aula magna. Ho preso la scalinata un po’ nascosta dopo la presidenza, hanno ricavato un ufficio per il vicepreside, ho notato, dal preside non ci sarà più tutto quello spazio e gli studenti chiamati per una ramanzina si sentiranno meno spersi. Cercavo l’aula della mia classe. L’ho trovata, anche se in quarta eravamo rimasti in undici, anni Settanta, chissà se ha influito, e in un’aula grande avevano tirato su una parete che adesso non c’è più. Ma fa niente, mi sono messo dove c’era la cattedra, mi pareva di vedere i banchi come erano messi allora, dove si sistemava Daniela, Maria, l’altro Giorgio, Marco il secchione.
Mia figlia mi ha raggiunto divertita, io a momenti mi commuovevo.

Argomento : altro

Ad inizio anno credevo che il quarantesimo del Sessantotto sarebbe stato commemorato in qualche modo, dibattiti sui giornali, convegni, Bernard Henry Levy che dice la sua, papa Ratzinger che vi accenna in qualche sermone, cose così. Per mesi mi sono tenuto pronta l’idea del post che segue. Ma non è successo niente, un quarantesimo sottotono. Forse il Sessantotto è passato di moda, non piace più, vai a sapere, del resto questo è stato l’anno di Obama e non di Hillary Clinton. Ma il 2008 sta pian piano finendo, il prossimo giro sarà nel 2018, anche ci fosse un ritorno di fiamma, e il post è meglio scriverlo adesso.

Nel Sessantotto, in centro, al posto di tutti gli studi di avvocati e commercialisti abitava gente di un censo molto normale. Come certi amici dei miei che quel giorno mia mamma era andata a trovare. Mi aveva portato con sé e deve essere stata una visita come tante, cominciata e poi finita, e forse a questo punto vale la pena ricordare che l’università cittadina si distingueva al tempo per una certa vivacità.
Bene, scese le scale del palazzo dove vivevano quegli amici, di ritorno a casa, siamo usciti in strada e c’era un po’ di gente. Ci ho messo poco a notare che i ragazzi che erano lì tenevano nelle mani, alla mia altezza, catene da bici e altre cose. Non ho fatto a tempo a voltarmi per chiedere alla mamma come mai, che uno, educato, ha detto: "signora, questo non è un posto dove portare bambini". I miei ricordi finiscono qui, anche se so che la mamma ha poi battuto alla porta e suonato tutti i campanelli. Era la testa o la coda di un corteo, probabilmente. Sulle prime nel palazzo non volevano aprire, poi qualcuno l’ha fatto, e così siamo usciti dal Sessantotto.

AGGIORNAMENTO (20/11/08): a Repubblica si sono portati avanti e del Sessantotto ricordano il centenario (!), pare.