Frase: Nonostante la diade venga continuamente da più parti e con vari argomenti contestata, e con maggiore frequenza, ma sempre con gli stessi argomenti, in questi ultimi tempi di confusione generale, i termini “destra” e “sinistra” continuano ad avere pieno corso nel linguaggio politico. Tutti coloro che li usano non danno affatto l’impressione di usare parole a vanvera perché si intendono benissimo tra loro. (pag. 35)
Il parere (di un lettore dilettante): un librino di 90 pagine, trovato qualche tempo fa su una bancarella, che si fa amare per sintesi e chiarezza. La lucidità dell’analisi, metà della quale dedicata a smontare la relativamente frequente pretesa che tra destra e sinistra non ci sia differenza, l’altra metà a individuare nella tensione verso l’eguaglianza e nell’accettazione della disuguaglianza il discrimine tra i due poli, sarà apprezzata da tutti gli interessati al tema. Qualcuno proverà anche emozione nel leggere la pagina autobiografica verso la chiusura, quella in cui il filosofo torinese ricorda le vacanze estive nella casa di campagna, i giochi con i figli dei contadini, l’emergere delle differenti condizioni di vita, il diverso incidere della tubercolosi.
Giudizio: ottimo.

