Argomento : letture

Frase: Nonostante la diade venga continuamente da più parti e con vari argomenti contestata, e con maggiore frequenza, ma sempre con gli stessi argomenti, in questi ultimi tempi di confusione generale, i termini “destra” e “sinistra” continuano ad avere pieno corso nel linguaggio politico. Tutti coloro che li usano non danno affatto l’impressione di usare parole a vanvera perché si intendono benissimo tra loro. (pag. 35)

Il parere (di un lettore dilettante): un librino di 90 pagine, trovato qualche tempo fa su una bancarella, che si fa amare per sintesi e chiarezza. La lucidità dell’analisi, metà della quale dedicata a smontare la relativamente frequente pretesa che tra destra e sinistra non ci sia differenza, l’altra metà a individuare nella tensione verso l’eguaglianza e nell’accettazione della disuguaglianza il discrimine tra i due poli, sarà apprezzata da tutti gli interessati al tema. Qualcuno proverà anche emozione nel leggere la pagina autobiografica verso la chiusura, quella in cui il filosofo torinese ricorda le vacanze estive nella casa di campagna, i giochi con i figli dei contadini, l’emergere delle differenti condizioni di vita, il diverso incidere della tubercolosi.

Giudizio: ottimo.

Argomento : letture

Frase: Io non ho delle soluzioni da proporre per l’industria di produzione dei contenuti, purtroppo, e non riesco che a essere pessimista. Pessimista senza catastrofismo, tuttavia, perché una buona consapevolezza dei processi in atto e delle problematiche da affrontare, insieme alla capacità di interpretare e padroneggiare l’organizzazione della conoscenza on line, anche partendo dalle poche e semplici nozioni che ho illustrato in questo volume, può servire come scialuppa di salvataggio o come bussola. (pag. 150)

Il parere (di un lettore dilettante): il titolo quasi punk non nasconde il vivace intento polemico di Metitieri, il libro però è prima di tutto un saggio sui problemi dell’informazione ai tempi di un’Internet diventata di massa. Vengono esaminate le ragioni del successo di Wikipedia e la crisi delle enciclopedie tradizionali, i possibili effetti distorsivi dei motori di ricerca e l’evoluzione negli archivi elettronici delle biblioteche, l’editoria scientifica open access e la parabola dei media tradizionali, stretti tra costi da ridurre e autorevolezza declinante. E poi, certo, la critica feroce ai blog e a meccanismi come lo scambio di link, per esempio, che nella vulgata avrebbero dovuto selezionare i contenuti migliori, mentre secondo l’autore sono serviti a far emergere una blogosfera piccina, egocentrica e superficialotta. Al di là della polemica contro quella blogsfera e i suoi guru (l’etichetta ci sarebbe: i pisquani), il saggio affronta un problema reale in modo documentato e analitico. Un testo attorno cui poter svolgere un programma di educazione civica nelle scuole.

Giudizio: distinto.