Argomento : in provincia

Di Max Leitner s’era scritto qualche anno fa. Bene, ci sono novità: a fine ottobre il Nostro non è rientrato da un soggiorno premio1.

Che dire, una canzone già sentita. Tutto scorre e tutto cambia, però, e se anche il vecchio Max è riuscito a sfuggire ancora una volta alle sbarre, nulla può contro gli immancabili gruppi Facebook.

  1. a occhio stavolta deve aver infinocchiato un cappellano.
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Su Google+ mi sono iscritto domenica scorsa e disiscritto adesso. Ringrazio chi mi aveva messo fra i suoi contatti, ma davvero non mi serve1.

  1. stasera rintraccio le coordinate e faccio un po’ di pulizia con gli account inutilizzati su twitter, diaspora e tumblr.
Argomento : blog - teoria e prassi

Non è stato il miraggio della gloria letteraria e nemmeno la voglia di confrontare le performance di qualche gadget elettronico: ho iniziato a bloggare perché anch’io, come vedevo fare da praticamente tutti i blogger di quel periodo, volevo mettere in rete la mia lista delle 31 canzoni.

Nello specifico è andata come è andata, di canzoni veramente importanti alla fine ero riuscito a metterne in fila solo 21, ma comunque le liste erano un elemento strutturale della blogosfera 2003/2004. Ce n’erano di tutti i tipi e per tutti i gusti, liste quasi ogni giorno, ognuno si faceva le sue e le confrontava con quelle di altri. In quel tourbillon listarolo si stagliavano giganti come l’incontrista: a fine anno, mentre Luca Sofri ci metteva a parte degli mp3 più ascoltati con il suo iPod, lui chiudeva con le statistiche delle sue casual fucks maturate in rete. Che tempi! Adesso invece, a parte qualche volonteroso tentativo, l’impressione è che il gusto per le liste sia andato perso e su Facebook e Friendfeed, per tacere di Twitter e dei suoi 140 caratteri, l’ambiente nel complesso non appare granché stimolante. Ai frequentatori più nevrotici certo manca qualcosa.

C’era un’altra apparentemente forte motivazione a bloggare, però era limitata a un particolare segmento della popolazione: la voglia di confidarsi di donne con, diciamo, storie parallele. Di fedifraghi praticamente nessuno1, ma quando ho iniziato di fedifraghe a tenere un blog ce n’era un numero soprendentemente alto. Le seguivo come si segue un romanzo, in attesa del prossimo capitolo. Poi, si sa come vanno queste cose, qualcuna s’è acquietata, c’è chi ha saltato il fosso ufficializzando il nuovo rapporto, qualche altra si è semplicemente separata e, mano a mano che la situazione sentimentale di quelle bloggeuses evolveva verso una qualche forma di stabilità, si vedevano i post diventare più rarefatti e svogliati, la vena inaridirsi. Sui blog si è rimasti in pochi, oggi è più probabile che certe storie viaggino su canali riservati dietro l’arguzia di Friendfeed e le bacheche di Facebook. Scritte meno bene di quella blogosfera confidenziale mai entrata in nessuna classifica.

  1. anche in rete gentiluomo gode e tace? Vallo a sapé.
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In gioventù c’è stato chi vi ha accusato di “essere anaffettivo” e – non è bello da dire, ma – non avete mai davvero capito cosa volessero, quelle ex, quale alternativa vi proponessero.

Cresciuti, delle mille proposte della socialità online avete apprezzato soprattutto Farmville, alla facciaccia degli haters, dove si sta tra “neighbours” e non tra “friends” e “fertilising one’s crop” è il massimo dell’intimità. Chissà se è vero che tutto si tiene.

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Su Friendfeed non mancano uscite intelligenti e umorismo sottile. Sono però dispersi in un mare di parole. Ieri, dopo una di quelle giornate sempre sul pezzo, una domanda che ci si dovrebbe fare più spesso: ‘sta cosa mi dà di più del tempo che ci spendo?

L’account di Facundo T. si prende una pausa.