La questione del crocefisso nelle aule scolastiche è entrata nel cuore della big conversescion internettiana, salta fuori da ogni dove. Non l’avrei mai detto. In tutti gli anni di scuola personalmente mi pare infatti di non averne mai notato la presenza, né in senso positivo, nè in senso negativo, e credevo che fosse così per quasi tutti. Mi sbagliavo: c’era una folla di atei e agnostici che pativa in silenzio quel simbolo come una prepotenza clericale e un’altra folla di devoti per cui il crocefisso in aula arricchiva in modo decisivo, ma ugualmente sottotraccia, l’esperienza scolastica.
Un punto della mia educazione cattolica che mi aveva colpito è invece la storia dell’estate di San Martino. Il cavaliere con un caldo mantello che passa per la via, nota il barbone intirizzito, ha un’idea, supera rapidamente i comprensibili dubbi, estrae lo spadone, taglia il mantello in due parti uguali, una se la tiene e una la dà al barbone, si scaldi anche lui. La cosa che aveva fatto presa sulla mia fantasia di bambino, e lì è rimasta anche quando bambino non lo sono più stato, è che in ricordo del nobile gesto da allora attorno all’11 novembre il clima si ingentilisce.
Bon, ieri in effetti ha fatto insolitamente caldo, oggi vediamo.