Negli anni Settanta, mentre il turismo diventava sempre più di massa, il settimanale L’Espresso promosse le cosiddette “vacanze intelligenti”. Si trattava di unire/aggiungere/attribuire alla vacanza obiettivi di ampliamento del proprio orizzonte conoscitivo ed estetico. Destinazioni e attività dovevano essere appropriate. Volendo estremizzare alla parodia, la Bretagna e i concerti d’arpa al posto del Bagno Aurora (con annesse mire verso la tedesca o, questione di gusti, il bagnino) e dell’orchestra spettacolo di Raoul Casadei.
Bene, qua si sospetta che sia lì l’inizio della frattura tra élites di sinistra e quello che adesso si chiama “Paese reale”, una volta si etichettato come “ceti popolari”. Una frattura che, se da un lato ha liberato le citate élites dagli impacci di una vocazione pedagogica vecchio stile, dall’altro ha consegnato il Paese reale/ceti popolari a miti televisivi di edonismo straccione. Sono gli echi in bit e pixel di questa frattura, e delle forme di reciproco disprezzo che poi ha preso, ad infastidire YAUB, e noi con lui.

