Frase: Il suo aspetto ricordava vagamente lo stereotipo del piccolo boss locale in qualche film di gangster americano. In realtà non era né un trafficante di droga, né un brutale esattore della mafia. Era un abile economista aziendale … (pag. 43)
Il parere (di un lettore dilettante): personaggi antipatici che usano solo computer Apple, il gusto per il colpo di scena che prende la mano in un finale esagerato, incongruenze qua e là come una mansarda lasciata libera “alla fine degli allegri anni ottanta” per trovare impiego in “una società dot com”. Non che manchino i difetti, ma il ritmo della narrazione, dapprima sonnolenta, poi implacabile, mette tutto in secondo piano. Un thriller serrato che ci si consiglia l’un l’altro. Quando l’avrete finito non avrete scoperto niente di nuovo di voi e del mondo, ma, forse a distanza di molti anni dall’ultima volta, sarete rimasti svegli fino a tardi con il libro in mano e la lampada accesa, assorbiti dalla lettura, vagamente inquieti nel sentire i rumori dei mobili che si assestano nella stanza a fianco.
Giudizio: distinto.

