Argomento : blog - teoria e prassi

Se l’ispirazione latita, i plugin di WordPress offrono infinite possibilità di valorizzare, diciamo, l’esistente.

Vedi, confronta e prova, si è deciso di installare better related content, un plugin scritto da Nicolas Kutter, francese di Cermania, che fa apparire in fondo a ogni post i link a vecchie cose più o meno in tema. Complimenti a Nicolas: il suo modulo, a differenza di altri, lascia parecchio spazio alla configurazione personale e dà risultati abbastanza sensati.

Argomento : blog - teoria e prassi

WordPress ha avuto quattro diversi aggiornamenti in poco più di un mese. Per evitare la scritta “c’è una versione più recente, aggiornare”, che a me fa lo stesso effetto del bip bip quando non allacci le cinture di sicurezza1, bisogna fare il backup e aggiornare. Cosa noiosa e, per l’utente tecnoscettico, anche un piccolo stress: e se tutto andasse, per così dire, a donnine allegre?

Ho così deciso di provare un altro software: Serendipity, il cui ultimo aggiornamento è stato predisposto nel gennaio di quest’anno. Sette lunghi mesi senza nemmeno un aggiornamento, una vera tentazione.

Dopo un veloce test, tra i PRO metterei:

  • l’installazione davvero semplicissima, due videate e chiusa lì, a differenza di WordPress non occorre modificare nessun file php;
  • la disponibilità di soli 40 template, a differenza dei 944 di WordPress (di cui però circa 900 assolutamente inguardabili), tutti dall’aria abbastanza severa e sobria;
  • la disponibilità di molti meno plugin di WordPress, che è un altro modo di semplificare la vita all’utente (a occhio c’è comunque tutto il necessario).

Fra i CONTRA, indicherei invece:

  • i problemi nell’importazione dei post da WordPress (ne importa tre per uno con date messe a capocchia), su cui, se va bene, bisogna lavorarci su.

Il risultato finale dell’esperimento è lo status quo, con la speranza di una futura flessione dello zelo degli sviluppatori WordPress.

  1. ringrazio fin d’ora la gentile lettrice o il gentile lettore campano, meglio se proprio di Napoli, città in cui la riottosità ad allacciare le cinture di sicurezza qui nel profondo Nord è paradigma e leggenda, che volesse spiegare come viene gestito in zona il terribile bip bip.
Argomento : blog - teoria e prassi

Da apelle arriva un invito a provare FriendFeed. E poi? Ci faremo assorbire dal nuovo gingillo? Diventeremo amici di Guia Soncini? Sul blog non ci incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi guai?

È il momento per un classico del blog autogestito: il post sui plugin, i piccoli moduli di software messi a punto da sviluppatori indipendenti per personalizzare funzionalità e aspetto di un sito WordPress. Qui al momento sono installati:

Akismet: un antispam che usano pressoché tutti.

All in one SEO pack: per la Search Engines Optimisation funziona anche troppo bene, nel senso che i tempi di splinder in cui arrivavano frotte di visitatori cercando le cose più disparate sono lontani.

Blog Icons: gestisce la favicon, il disegnino che appare nella linea di status del browser accanto all’indirizzo web.

FD Footnotes: per chi scrive con tantissime incidentali è bello poterne spedire ogni tanto qualcuna a pié di post.

Google XML Sitemaps: le debolezze del blogger, cosa non si fa per una visita in più.

Photo Dropper: sulla base di parole chiave, cerca e poi include nei post foto disponibili su Flick.

StatPressReloaded: per curiosare su visite e visitatori.

Time Machine: non poteva mancare un plugin serbo, che, oltre ad essere serbo, ricorda i post scritti nel giorno corrente in anni precedenti.

Top Commentators: molto flessibile e programmabile, elenca i nick di chi ha commentato in un certo lasso di tempo.

WordPress Database Backup: consente di salvare il database del blog dove e quando si preferisce.